Perché ci siamo

Mentre la mente è prigioniera dell’ansia del fare, un Uomo, di Noi, ci scrive parole che gocciano sangue e mandano luce:
Una storia, una storia come tante. Nato solo per lavorare, per subire ingiustizie: tantissime! perdere moglie, famiglia, orgoglio. Eppure, ho dato, ho pagato. Quanti soldi defraudati sui lavori. Ho già subito mutuo su mutuo, prestito su prestito. Orgoglio, dignità li ho costruiti senza malattie e ferie. La sera tardi chiudevo la porta dell’officina e, nonostante tutto, mi sentivo appagato ed era solo quello il saldo del tutto. La banca. Grazie a quei delinquenti che vincono gare sotto costo, ne persi ancora. Quello che rimaneva del fido dato, andava agli strozzini e ai legali: bilancio negativo, niente credito, forniture solo per contanti, ipoteca sulla casa…nella speranza di un governo ladro. INPS, EQUITALIA, DECRETI INGIUNTIVI hanno assassinato ancora la mia dignità.
MONTEGROTTO, STAZIONE CENTRALE, TRENO BOLOGNA-VENEZIA:
“ALLONTANARSI DALLA LINEA GIALLA”
Mi avvicinai troppo. Una voce alle mie spalle: “Signore, a che ora arriva il treno?…mi scosse…pensai a mia figlia, ai nipoti, la vergogna della mia dignità, due lacrime, un pensiero, un grazie alla nonna sconosciuta. NON VOGLIO ARRIVARE ANCORA ALLA LINEA GIALLA…AIUTO! Ancora quel tarlo ritorna: cerco di allontanarmi da quella striscia. L’insonnia. La notte, il buio, dentro e fuori nella mente, rimbomba; magari, strimpello una preghiera, inutilmente. Lassù non viene sentita.
Giorno dopo giorno lascio scorrere la vita; ma non so se potrei definirla vita. No! no! troppo sono stato ingannato dalle istituzioni. Le attendo al varco. Cerco una giustizia che non esiste; che non c’è. Troppi scippatori dei diritti, ladri, burocrati e tanti, tanti poveri cristi: noi, comunemente chiamati umani, vittime di uno stato inesistente. Porsi domande sul sistema, di questo sistema è inutile. Perché non non essere stupidi ed ignoranti, persone che pensano poco e che non riflettono su questa BARCA che affonda con meschine persone, emule del loro Schettino?
Ecco! La vedi la LINEA GIALLA, con quell’aria trascinante che scompiglia i capelli, socchiude gli occhi. Sei un vile e quando li riapri l’ultima carrozza è lontana. Hai perso la corsa. Hai guadagnato ancora la vita? se vita si può dire! Perché fare razzia della vita? La mia non ha valore. E’ solo un attimo e, poi: nel dimenticatoio! Sei stato grande, o solo piccolo; importante, oppure no. Hai dato? Sì, io s’, a tanti; ma ora, ch’è vicina la tua corsa, è strano questo mio pensare e scrivere il tutto già vissuto, gioie, doti e capacità da vendere, finché, lentamente, lentamente vendi la tua dignità e scivoli dalla graduatoria. L’altoparlante rimbomba: Allontanarsi dalla linea gialla! ma devo essere lontano, lontano da quella stazione.”
Grazie Grilli Parlanti di Dolo. Il traguardo della fratellanza consapevole cui miravo per Voi, con Voi, è già raggiunto.

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