MATTARELLA: “NO AD UN RITORNO ALLA SOVRANITÀ NAZIONALE”: “PARLA CONTRO LA COSTITUZIONE

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Questo presidente non vuole essere più presidente, probabilmente, non l’ha mai voluto, ma rimane al suo posto imperterrito. Sappiamo che è un garante della sovranità e che, però, la cederebbe o, chissà? la cederà; ma chiedo: Con un referendum o come? Quando l’abbiamo ceduta? e, poi, a chi?
Articolo 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
È stato scritto chiaro: “.. consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità…” . Limitazioni in condizioni di parità con gli altri Stati, significa che non la cede. Può essere soggetta a limitazioni, ma non ceduta, ”ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni..”. Ecco, se l’ ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” si chiama Unione europea, non vale neppure la pena di discorrere. E, poi, chi è l’Unione europea a cui si vorrebbe cedere e non soltanto parzialmente, la sovranità? E’ una anomalia dal punto di vista ordinativo. Non ha una Costituzione, non ha una politica estera, non ha un bilancio comune e potremmo continuare. I suoi membri sono divisi fra Stati nucleari e non. è un organismo diretto da una Banca Centrale Europea, BCE, privata. A prescindere dalla convinzione condivisa che, per contare nella competizione internazionale, bisogna fare massa critica e, perciò, occorre un soggetto politico europeo confederato, con una sua costituzione condivisa dai popoli, con una sua politica estera e non, semplicemente, con un rapporto di cambio; a prescindere da queste fondamenta costituzionali, con quali strumenti i popoli europei potranno maturare e condividere una prospettiva unanime di fronte a tematiche che non è possibile ignorare o sottovalutare, quali la evidente contrapposizione fra politiche globali e politiche sociali, la divisione fra Nord e Sud, fra Stati nucleari e non? In parole povere. fra europei di prima e di seconda categoria. È puerile tacciare di nazionalismo queste istanze di chi l’Europa unita la vuole, ma unita come? Sono sempre più marcate, invece, le divisioni fra le posizioni assunte dai Paesi membri nei confronti della migrazione africana, in politica estera di fronte alle scelte imposte dall’amministrazione Usa. Abbiamo l’esempio della Libia; gli esempi delle operazioni terrestri ed aeree di Francia e Gran Bretagna contro la Siria: una storia simile a quella che ha portato alla distruzione dell’Iraq e, ancora, il sequestro della superpetroliera iraniana a Gibilterra e la partecipazione di Francia e Gran Bretagna alla missione navale nello Stretto di Hormuz e il rifiuto della Germania. Vogliamo parlare della complementarità fra Europa e Africa, da incentivare per contenere la crescita di di Cina e India e, perché no? della necessità di integrare nel mondo occidentale la Russia, con le sue radici europee, con il suo mercato? Allo stato dei fatti, le masse popolari non sentono come propria la governance di Bruxelles, tantomeno la sua burocrazia. Le basi dei partiti nazionali non sanno nemmeno a quali partiti europei appartengono. Di cosa parla e perché questo presidente?

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