Frecce avvelenate contro Berlusconi. Ecco chi lo fregherà alle europee in Forza Italia

GUARDIAMO AVANTI
 
Formare una compagine di collaboratori capaci di trasmettere i valori del proprio animo e provarli è la difficoltà che incontra ogni leader. Stare avanti alla prima fila e obbedire al proprio leader è la virtù dei grandi. Il Centro-Destra ha ruotato intorno al suo leader massimo. La leadership di Berlusconi non ha dato vita a un partito capace di seguitare nel solco della sua politica. A parte il presidente Antonio Tajani, un ufficiale che trasmette a pelle i sentimenti di un cittadino sincero, gli altri e le altre, bravi e bravissime, colpiscono, ma non lasciano il segno. Forza Italia, con il suo Presidente, al di sopra di tutti, anzitutto dei suoi, rischia di non fare i numeri necessari a contenere le masse dei peones giallo-verdi. Meglio sarebbe stato un partito di Centro-Destra unico, se, però, le ambizioni di Salvini avessero lasciato spazio alla fiducia nel suo futuro. I partiti costruiti intorno al popolo, con chiari principi, sarebbero l’essenza della democrazia, ma non è così. Quindi? A sinistra abbiamo il vuoto o, peggio. Nessuna staffetta è possibile. Non credo in questa Unione europea, ma la politica deve continuare. È giunto il momento di far tesoro degli insegnamenti di ieri, guardare avanti e sostenere l’impegno forte, chiaro e composto di Giorgia Meloni. Altrimenti, un Paese guidato dalle ambizioni personali e dalla sua peggior parte è destinato a scomparire, svenduto per quattro lenticchie da: “Chi non vide mai camicia, quando la mise, se la sporcò”. Il popolo italiano possiede per sua natura la capacità di risorgere. Per chi voterà, la parola d’ordine dice “Votare Italiano”.
martedì 21 maggio 6:00 – di Francesco Storace

Berlusconi fa l’arrabbiato con la Meloni, ma è in Forza Italia che deve individuare il nemico. Perché alle elezioni di domenica prossima c’è chi punta a fargli lo sgambetto europeo. Povero Cavaliere, che chiama ingrato chi sta fuori e non si accorge dei traditori che ha dentro casa. Pronti a fargli lo scalpo a suon di preferenze, complice anche la legge elettorale europea.
Già, perché il meccanismo è infernale. E qualcuno che gli vuole bene – nel cerchio magico si fida solo della Ronzulli – glielo ha fatto notare. E’ vero, gli elettori hanno tre preferenze a disposizione. Ma quanti le esprimeranno? Poi c’è il problema dei candidati uomini, che per far votare Berlusconi devono per forza far scrivere i nomi di tre candidati. Già, perché se si votano solo due uomini, vale solo la prima preferenza. E lo tagliano. “Tanto viene eletto…”.
E così, la favola azzurra del Cavaliere indomito diventa tanto triste.
Perché tutto è cominciato nel Lazio. “Dottore, se si candida nell’Italia centrale io rischio. Proprio per le tre preferenze necessarie per far votare me e lei. Mi capisce?”. Sì, Berlusconi ha capito Tajani. In fondo gli vuole bene. Del resto il presidente del Parlamento Europeo va dicendo in giro di sé che non ha fatto il Papa solo perché è sposato, che altro puoi fare a uno così…

Addio al sud e alle isole

Berlusconi si presenta nelle altre quattro circoscrizioni elettorali. In quella delle isole, rischia di arrivare terzo: la lotta all’ultimo sangue è tra Saverio Romano, sponsorizzato da Lombardo, Cuffaro, Firrarello, Pistorio, Lavia, tanto per citare i più importanti portatori di voti. Gli si contrappone Miccichè, che si gioca la partita su Giuseppe Milazzo. Silvio se lo sono scordato.
Al sud, corre come un treno Aldo Patriciello. Le centocinquantamila preferenze dell’elezione precedente stanno sul banco. Dalle parti di Arcore contano sull’effetto della lettera che Tajani ha scritto ai dirigenti del partito, candidati compresi: “Scrivete Berlusconi“. Romano e Patriciello gli hanno già fatto marameo. La mail è finita nella posta indesiderata. Se ci teneva così tanto poteva farlo candidare a casa sua, gli hanno mandato a dire i due campioni di preferenze.

A rischio anche al nord

Ok, “mi eleggeranno nel nord-est”. No, presidente, li abbiamo fatto l’accordo con la Svp. “E che c’entra, mica stanno nella nostra lista”. E qui sta la trappola. Se nel Nord est Fi elegge due deputati, uno va automaticamente alla minoranza linguistica che ha un candidato che supera le cinquantamila preferenze per via dell’accordo tecnico tra le due forze politiche. Se Fi ne elegge uno solo, il seggio va alla Sp. Il deputato uscente Herbert Doffermann, che per due volte ha fregato il seggio al Pd, stavolta si prepara a festeggiare sulla pelle di Forza Italia.
Resta il Nord Ovest, con una lista ammaccata dalle indagini giudiziarie. Lara Comiindagata, Pietro Tatarella in galera, chissà che fine farà il voto d’opinione. Nella circoscrizione tengono d’occhio Massimiliano Salini, eurodeputato uscente, sul quale potrebbe giocare la zampata l’area che fa riferimento al governatore ligure Giovanni Toti, almeno per la parte che non ha già traslocato verso Fratelli d’Italia.
Auguri sinceri, Silvio. Con amici così, i nemici non ti servono.

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