Servizi segreti lottizzati dal governo? “Imposte dimissioni a 4 vicedirettori”

 

L’argomento della c.d. privatizzazione del pubblico impiego, con particolare riferimento al rapporto tra “politica e amministrazione”, riguarda il definitivo passaggio da una concezione della dirigenza intesa come “status”, quale momento di sviluppo della carriera dei funzionari pubblici, ad una concezione della stessa dirigenza di tipo funzionale”. Con il completamento dell’attuazione del processo di contrattualizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti, è stato introdotto, definitivamente, il principio della temporaneità degli incarichi connessi al rapporto di ufficio.

Gli artt. 97 e 98 Costituzione, che riportiamo di seguito, delineano “un complessivo statuto del dipendente pubblico sottratto ai condizionamenti politici. La critica al sistema dello Spoils System, sostiene che nella relazione tra vertice politico e dirigenti sul piano delle rispettive funzioni, si viene ad instaurare uno stretto legame fiduciario tra le parti, che non consentirebbe ai dirigenti generali di svolgere in modo autonomo e imparziale la propria attività gestoria”. 

È, invece, necessario assicurare sia che la Pubblica Amministrazione, travalicando i propri limiti (come nel caso recente delle operazioni della Guardia Costiera sulle coste libiche), non assuma posizioni di contrasto alle politiche del Governo sia che il dirigente generale possa espletare la propria attività – nel corso e nei limiti della durata predeterminata dell’incarico – in conformità ai principi di imparzialità e di buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.)”. In particolare, la revoca eventuale delle funzioni legittimamente conferite ai dirigenti “può essere conseguenza soltanto di una accertata responsabilità dirigenziale in presenza di determinati presupposti e all’esito di un procedimento di garanzia puntualmente disciplinato (sentenza della Corte Costituzionale n. 193 del 2002)”.

La conferma o la revoca dei dirigenti, l’aspettativa, l’assegnazione temporanea a incarichi presso enti, pubblici o privati, società, agenzie, senza perdere la qualifica posseduta, trovano adeguata disciplina.

Articolo 97 Costituzione

Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Articolo 98 Costituzione

I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.

 

LA PREMESSA, CURA DI MARIA LUISA FOTI, SULL’ARTICOLO

Lo Spoils System è un meccanismo in forza del quale gli alti dirigenti della pubblica amministrazione ricoprono il loro incarico solo finché resta in carica il soggetto politico che ha vinto le elezioni e vengono “destituiti” al momento in cui cessa il suo mandato. È una pratica nata negli Stati Uniti nel corso dell’Ottocento e che si è diffusa in Italia a partire dagli anni novanta del Novecento. In base al suo meccanismo, gli organi politici come i Ministri, il Consiglio dei ministri, il Presidente della Regione e il Sindaco possono scegliere le figure dirigenziali di vertice dell’ordinamento. Il sistema è organizzato in modo tale che i tempi degli incarichi non eccedano la durata dell’organo politico che ha nominati.

Lo Spoil system, in Italia, è attualmente regolato dalla legge n. 145/2002, che prevede, all’articolo 6, che “le nomine degli organi di vertice e dei componenti dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati degli enti pubblici, delle società controllate o partecipate dallo Stato, delle agenzie o di altri organismi comunque denominati, conferite dal Governo o dai Ministri nei sei mesi antecedenti la scadenza naturale della legislatura, computata con decorrenza dalla data della prima riunione delle Camere, o nel mese antecedente lo scioglimento anticipato di entrambe le Camere, possono essere confermate, revocate, modificate o rinnovate entro sei mesi dal voto sulla fiducia al Governo”.

La legge, 15 luglio 2002 n. 145, recante “Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l’interazione tra pubblico e privato”, è entrata in vigore l’8 agosto 2002.

La Corte costituzionale sullo Spoils system

La Corte Costituzionale è stata chiamata in più occasioni a verificare la compatibilità dello Spoils system con il nostro sistema costituzionale.

La sentenza n. 103/2007

Con la sentenza n. 103 del 23 marzo 2007, ad esempio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 7, della legge 145/2002, nella parte in cui prevede che gli incarichi dirigenziali interni cessino automaticamente al di fuori delle ipotesi di una accertata responsabilità dirigenziale in presenza di determinati presupposti ed all’esito di un procedimento di garanzia puntualmente disciplinata.

La sentenza n. 161/2008

Con un’altra sentenza (20 maggio 2008, n.161) la Corte ha ribadito questo concetto: il meccanismo di Spoil System automatico, non supera il vaglio di legittimità degli artt. 97 e 98 della Costituzione, ledendo il principio di buona amministrazione sotto il profilo della continuità dell’azione amministrativa: la cessazione automatica di un incarico, può comportare la disfunzione dell’apparato amministrativo.

La sentenza n. 23/2019

Più di recente, con la sentenza n. 23/2019 la Consulta ha invece dichiarato la legittimità costituzionale dello Spoils system previsto per i segretari comunali, giustificandola in ragione della particolare disciplina che regolamenta tale figura e delle molteplici e variegate funzioni alla stessa attribuite, che rendono la previsione di tale meccanismo un “un non irragionevole punto di equilibrio tra le ragioni dell’autonomia degli enti locali, da una parte, e le esigenze di un controllo indipendente sulla loro attività, dall’altro”.

Anche i servizi segreti entrano nel dibattito politico sul governo Lega M5s. Il senatore del Pd Luigi Zanda ha presentato una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio in merito ad una presunta richiesta di dimissioni dei quattro vicedirettori dei dipartimenti dei servizi segreti italiani.

“I fatti riportati, se confermati, appaiono di una gravità assoluta, prevedendo l’applicazione di un sistema di rigido spoil system e di una vera e propria lottizzazione politica applicata al sistema di intelligence, cui è affidata la sicurezza del nostro Paese” si legge nella interrogazione, dove viene sottolineato che “un simile comportamento rischierebbe peraltro non solo di mettere in discussione l’efficienza operativa dei nostri sistemi di intelligence in un momento delicatissimo, ma anche di distruggere la loro credibilità nel prezioso reticolo informativo internazionale, che trova i suoi fondamenti nella professionalità, nell’indipendenza e nell’assenza di interessi politici nei vertici dei servizi segreti dei paesi cui noi siamo collegati”.

Zanda dunque chiede al Presidente del Consiglio di sapere “se i fatti riportati in premessa corrispondano al vero e, in caso affermativo, se intenda revocare la richiesta di dimissioni, nonché quali iniziative urgenti intenda adottare per assicurare nel più breve tempo possibile che le nomine dei direttori e dei vice direttori del nostro sistema di sicurezza rispondano sempre a criteri di efficienza operativa e non siano mai assoggettate alle logiche della lottizzazione politica”.

SERVIZI: PINOTTI (PD), ‘SPOIL SYSTEM PRECEDENTE GRAVE’

“Ho deciso di sottoscrivere l’interrogazione del senatore Luigi Zanda sulla paventata lottizzazione dei servizi segreti da parte delle forze politiche che sostengono il governo Conte. I servizi di Intelligence e sicurezza sono un bene dello Stato a salvaguardia della collettività e non si può pensare di nominarne i vertici sulla base di logiche di spoil system”.

Lo dice la senatrice del Pd Roberta Pinotti, già ministro della Difesa. “Non ricordo che sia mai avvenuto il cambiamento di quadri dirigenti dei servizi nella pienezza del loro mandato non a seguito di eventuali errori o gravi mancanze, ma semplicemente per riorientare politicamente le cariche”.

“Se le notizie di stampa fossero confermate, ci troveremmo di fronte ad un episodio che umilierebbe la struttura della nostra Intelligence e le persone coinvolte e che creerebbe un precedente gravissimo, stabilendo una prassi estremamente pericolosa e inaccettabile in un paese democratico”, conclude Pinotti.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: