Oneri di Sistema nella bolletta Enel Elettricità

Chi proporrà d’abolire la legge 12/2017, vergognosa, perpetrata ai danni dei cittadini? Bollette Enel e gas maggiorate con la voce ONERI DI SISTEMA. In parte, sono le bollette non pagate da furbi, rom,ecc. Non è più sostenibile che si paghi a causa della legge truffa Gentiloni. Facciamo un pò di chiarezza.

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Per informazioni più specifiche sulla quota fissa di 135€/anno (11,25€ mensili, 22,50€ in bolletta) introdotta nel 2017 a carico degli utenti domestici non residenti, consultare: Bolletta non residente 2017: quanto aumenta realmente.

La voce “Spesa per Oneri di Sistema” è la terza delle tre voci di spesa principali, dopo Spesa per la Materia Energia e Spesa per il Trasporto e la Gestione del Contatore, che siamo ormai abituati a trovare nella prima pagina della bolletta Enel per l’elettricità (nella versione 2.0 utilizzata a partire dal 1 Gennaio 2016).

Poichè rappresenta una parte consistente del totale in bolletta, è naturale per l’utente chiedersi cosa vuol dire Oneri di Sistema, cosa significa in concreto questa voce, quanto e come incide sul totale da pagare, a che tipo di costi si riferisce e in definitiva dove vanno a finire i soldi pagati. Cercheremo di rispondere a queste domande nel modo più chiaro possibile (in caso di dubbi, osservazioni o domande, lasciate pure un commento in fondo all’articolo, saremo lieti di approfondire).

Prima di tutto è bene sapere che i costi degli Oneri di Sistema sono stabiliti con cadenza trimestrale dall’Autorità per l’Energia e valgono sia per gli utenti in regime di maggior tutela che per quelli sul mercato libero. Non rientrano quindi nella discrezionalità riservata al mercato libero e a parità di condizioni e consumi dovrebbero risultare uguali nelle diverse bollette.

Detto questo, vediamo quanto incide la spesa per oneri di sistema sul totale della bolletta per l’energia elettrica. Nel caso tipico dell’utente domestico residente in regime di maggior tutela, che consuma circa 450 kWh al bimestre e paga una bolletta intorno agli 80€ – 85€, la spesa per oneri di sistema ammonta a circa 17€ – 18€ più Iva, e incide quindi per una percentuale di circa il 22% del totale, poco meno di un quarto.

L’utente domestico non residente, per lo stesso consumo bimestrale di 450 kWh paga invece un totale in bolletta di 115€ – 120€, di cui circa 40€ (più iva) per gli oneri di sistema, che incidono così per una quota ben superiore, intorno al 38%, oltre un terzo del totale da pagare.

Questa differenza dipende dal fatto che a partire dal 2017 gli utenti domestici non residenti pagano una quota fissa per Oneri di Sistema di 135€ all’anno (di cui abbiamo parlato specificamente nell’articolo Tariffe 2017: novità nei prezzi per uso non residente), che invece non è prevista per gli utenti residenti. A parità di consumi, gli Oneri di Sistema degli utenti non residenti sono quindi più cari di 11,25€ (più Iva) per ogni mese fatturato, rispetto all’equivalente bolletta dell’utente residente.

Gli introiti derivati dalla quota fissa di 135€ a carico dei soli utenti non residenti sono interamente destinati ai cosiddetti “Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate”. Chiariremo più avanti le varie destinazioni delle somme pagate per gli Oneri di Sistema ma per chi ama andare subito al nocciolo della questione possiamo anticipare che la maggior parte dell’importo di questa voce (oltre il 75%) va proprio a sovvenzionare le fonti di energia rinnovabili, principalmente il fotovoltaico.

Percentuali minori vanno poi all’industria e allo smaltimento del vecchio nucleare, fino agli aiuti per gli utenti disagiati, secondo criteri che sembrano avvicinarsi più alla logica di un’imposizione fiscale piuttosto che a veri costi d’impresa, come si vedrà.

Comunque non sono costi nuovi: fino al 2015 i costi inclusi in questa voce rientravano nella voce più generale “Spesa per Servizi di Rete“, che con la Bolletta 2.0 in vigore dal 1 Gennaio 2016 è stata scorporata nelle due voci “Spesa per Oneri di Sistema“, in esame qui, e “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” di cui abbiamo parlato nell’articolo Trasporto e gestione del contatore nella bolletta elettrica).

Perciò, anche se la voce Oneri di Sistema è relativamente nuova perchè compare in bolletta solo dal 2016, in realtà le componenti di costo che rappresenta c’erano anche prima, aggregate sotto la voce Servizi di Rete, e lo stesso discorso vale per la voce Trasporto e la gestione del contatore: queste voci non rappresentano costi nuovi ma semplicemente nuove denominazioni di costi che fino al 2015 rientravano sotto un’altra voce. Crediamo opportuno precisarlo perchè alcuni utenti si sono mostrati disorientati e a volte anche irritati per la presenza in bolletta di due nuove voci non immediatamente decifrabili che spesso rappresentano insieme oltre metà del totale, ma si tratta solo di una nuova aggregazione delle stesse componenti di costo che c’erano anche prima come Servizi di Rete.

Ecco in dettaglio le singole componenti di costo che sommate tra loro vanno a costituire l’importo della voce “Spesa per Oneri di Sistema“, con le rispettive percentuali calcolate in base ai prezzi per kWh del primo Trimestre 2017 (nello scaglione superiore). Sono in numero di nove:

  • 77,0% Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3)
  • 12,5% Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia (Ae)
  • 4,1% Promozione dell’efficienza energetica negli usi finali (UC7)
  • 2,7% Oneri Nucleari (Decommissioning nucleare) (A2)
  • 1% Compensazioni per le imprese elettriche minori (UC4)
  • 1% Sostegno alla ricerca di sistema (A5)
  • 0,8% Agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario (A4)
  • 0,6% Oneri per il bonus elettrico (As)
  • 0,3% Compensazioni territoriali agli enti locali che ospitano impianti nucleari (MCT)

Esaminiamo le più importanti in ordine di grandezza, a partire dalla componente A3 (Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate) che fa la parte del leone in quanto assorbe il 77% del totale, vale a dire che per ogni ogni euro pagato per oneri di sistema, 77 centesimi sono destinati a incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate.

La componente A3 è descritta in questi termini dall’Autorità per l’Energia:

….finanzia sia l’incentivazione del fotovoltaico sia il sistema del Cip 6, che incentiva le fonti rinnovabili e assimilate (impianti alimentati da combustibili fossili e da combustibili di processo quali scarti di raffineria etc.

Scopriamo così che la parola “assimilate” nell’espressione Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, si riferisce anche alle centrali a carbone e agli inceneritori di rifiuti, come stabilito appunto dal Cip 6, una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi del 1992.

La seconda in ordine di grandezza è la componente Ae (Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia), che preleva altri 12 centesimi e mezzo dal nostro euro pagato per oneri di sistema. Si tratta di una novità del 2017, perchè nel 2016 la somma destinata a tale componente era pari a zero.

Comunque, la componente Ae (Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia) è destinata:

….a finanziare le agevolazioni alle imprese manifatturiere con elevati consumi di energia elettrica prevista dall’art. 39 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.

In pratica rappresenta un contributo offerto alle industrie che consumano più energia elettrica.

Segue a distanza la componente UC7 (Promozione dell’efficienza energetica negli usi finali), che assorbe altri 4,1 centesimi ed è destinata:

….alla copertura degli oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali….

Chi fosse interessato ad approfondire il significato delle singole componenti può trovare le rispettive definizioni complete sul sito dell’Autorità per l’Energia alla pagina Gli oneri generali di sistema, qui tratteremo ancora la quarta voce in ordine di grandezza, ossia la componente A2 (Decommissioning nucleare, ovvero Oneri Nucleari), che assorbe il 2,7% degli Oneri di sistema, destinata

….alla copertura dei costi per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse (Latina, Caorso, Trino Vercellese, Garigliano), alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare e alle attività connesse e conseguenti, svolte dalla società Sogin. Secondo quanto previsto dalle leggi finanziarie 2005 e 2006, una parte del gettito della componente A2, pari a circa 100 milioni l’anno, viene destinato al bilancio dello Stato.

Il fatto che questa componente sia almeno in parte destinata al bilancio dello Stato potrebbe suggerire che si tratti in realtà di una tassa, e a pensarci bene si potrebbe sollevare lo stesso dubbio sulla vera natura dell’intera voce “Oneri di Sistema”.

In effetti, le componenti della voce Oneri di Sistema non sembrano rispondere a costi direttamente legati alla produzione o al trasporto dell’energia che arriva nelle nostre case, ma ad altri principi ed esigenze di valore più generale che attengono allo sviluppo e al benessere sociale, come dimostra in particolare il cosiddetto Bonus elettrico destinato ai clienti domestici in stato di disagio fisico o economico (la componente As, a cui va appena lo 0,6%, neppure un centesimo del nostro euro).

In sintesi, mentre le voci di spesa “Materia Energia” e “Trasporto e Gestione del Contatore” si riferiscono a costi sostenuti necessariamente per consentire l’erogazione del servizio, quel genere di costi che qualsiasi impresa commerciale dovrebbe comunque imputare al cliente finale se non vuole andare in perdita, la voce Oneri di Sistema aggrega costi di natura diversa, più simili a imposte vere e proprie in quanto destinati ad attività che non sono collegate direttamente al servizio fornito al cliente ma rivolte piuttosto all’interesse generale della collettività (o almeno si spera).

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