VITALIZI, COSÌ IL BLUFF DI FICO E DI MAIO HA INGANNATO I PENSIONATI ITALIANI

Questa dei fanfaroni, ma furbi, a 5 stelle va letta bene.

lunedì 18 marzo, di Francesco Storace

Alla fine della fiera il bluff di Fico e Di Maio sui vitalizi degli ex parlamentariha ottenuto l’effetto di ingannare i pensionati italiani. Un’autentica beffa che lascia nella cassa della Castaquello che c’era anche prima. Ecco che cosa hanno combinato i chiacchieroni a cinque stelle.

I più attenti al dibattito che si era sviluppato attorno al tema prima dell’entrata in vigore del taglio lo ricorderanno. Dissero i grillini: “Faremo come Robin Hood”. E si sentiva il rullare di tamburi dalla curva dei social, pronti a rilanciare ogni sciocchezza proveniente dai parlamentari pentastellati.

Hanno promesso il nulla

La promessa era questa: taglieremo i vitalizi, toglieremo i soldi agli ex deputati e agli ex senatori (e agli ex consiglieri regionali) per restituirli ai pensionati italiani. Pur ammettendo che la misura sarebbe stata simbolica rispetto al numero degli italiani che hanno smesso di lavorare, la proposta aveva il suo fascino.

Ma finora la promessa è stata un bluff. Se le cifre che ci hanno raccontato sono vere, con i tagli entrati in vigore dal primo gennaio scorso, le somme che via via si andranno ad accantonare tra Camera e Senato assommano – dicono alcuni – a circa mezzo miliardo di euro.

Ma  neanche un centesimo va a finire in tasca agli “altri” pensionati. Il risultato è che hanno reso più poveri gli ex parlamentari ottantenni, quelli con i contributi più bassi, e non hanno alzato con quei soldi le pensioni di chi ha meno. Perché i quattrini sottratti alla cosiddetta casta con le delibere retroattive sono rimasti nelle casseforti della casta per i convegni di Camera e Senato.

Non hanno abolito nulla

Già perché per finalizzare quelle somme ci vuole una legge. Ma avrebbero dovuto fare prima e proprio per legge il ricalcolo contributivo dei vitalizi – perché non lihanno aboliti affatto – e invece hanno preferito una delibera che molti definiscono pasticciata e i presidenti delle Camere e relativi uffici di presidenza adesso temono i ricorsi.

Chi scrive ha detto no al vitalizio regionale e non ha presentato alcun ricorso per il taglio della pensione parlamentare, giacché in molti c’è consapevolezza della necessità di una misura di carattere sociale per le persone più svantaggiate. Ma qui si sono ammucchiati quattrini che restano alla Camera e al Senato e che non vanno ai più poveri.

Ed è un imbroglio partorito da Di Maio e Fico, che si sono messi a festeggiare qualcosa che non torna al popolo italiano come pure avevano promesso.

Il rischio concreto che si corre è che le delibere dei due rami del Parlamento possano venire impugnate, annullate, stracciate in sede giurisprudenziale. E i giocatori di poker sulla pelle della gente comune strilleranno “non ce l’hanno fatto fare”. Ma in realtà lo sapevano benissimo, perché messi sul chi vive da chi conosce il diritto. Puoi – se puoi – anche agire retroattivamente ma non devi mai superare il limite della proporzionalità del taglio.

E quando agisci in maniera smisurata vuol dire che stai procedendo con dolo. E se lo fai su una materia così sensibile vuol dire che sta abusando della credulitàpopolare. Così hanno ingannato gli italiani. Promettendo quello che si sono tenuti a Montecitorio e a Palazzo Madama.

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