Esclusiva TPI – L’ex tesoriere della Lega accusa Salvini nella sparizione dei 49 milioni

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L’inchiesta di TPI sulla sparizione dei fondi della Lega si chiude con le clamorose rivelazioni dell’ex tesoriere della Lega Stefano Stefani, che accusa Matteo Salvini e Roberto Maroni di essere stati a conoscenza dello sperpero del denaro rimasto in cassa dopo le dimissioni di Umberto Bossi.

“Feci presente più volte a Maroni e Salvini, sia in pubblico che in privato, che si stava spendendo troppo e troppo in fretta. Mi fu detto che non potevamo fare altrimenti, perché in quel momento eravamo sotto schiaffo” ha detto Stefani a Giuseppe Borrello e Andrea Sceresini, confermando che parte dei fondi sono stati spesi con le assunzioni di costosissimi professionisti esterni “amici di Maroni” e finanziando la campagna elettorale del futuro governatore della Regione Lombardia.
Le rivelazioni pubblicate da TPI sono state riprese da ANSA, Agi, Fatto Quotidiano e altre testate nazionali.

Nelle puntate precedenti dell’inchiesta, TPI aveva intervistato Daniela Cantamessa storica segretaria di Umberto Bossi, che aveva rivelato come il vice primo ministro e leader della Lega Matteo Salvini fosse a conoscenza dello sperpero di fondi elettorali. Sulla base di queste rivelazioni, i pm di Genova hanno interrogato Cantamessa come ‘persona informata dei fatti’ sull’inchiesta giudiziaria dei 49 milioni che la Lega avrebbe incamerato illegalmente tra il 2008 e il 2010.

“All’epoca (nei mesi successivi alle dimissioni di Bossi, nda) avevamo 40 milioni in cassa”, ha dichiarato Cantamessa. “Tutte le attività vennero esternalizzate con spese allucinanti e il personale interno fu liquidato, nonostante costasse solo 4 milioni all’anno. Cosa pensammo? Che ci fosse in atto un’azione per chiudere la Lega”.

Le dichiarazione della segretaria di Bossi sono state confermate anche da due ex impiegati del Carroccio, Roberto Callegari e Andrea Tampieri, che hanno descritto alcune delle spese che hanno creato il buco della Lega.

Matteo Salvini è stato chiamato in causa anche da Barbara Mapelli, ex giornalista di TelePadania, che lo accusa di aver ignorato le difficoltà dei dipendenti del suo stesso partito. “Oggi Salvini si erge a difensore dei lavoratori italiani, eppure, quando i lavoratori da tutelare erano i suoi, non ha mosso un dito”.

Durante le riprese per l’inchiesta, una pattuglia di militari ha intimato a Giuseppe Borello e Andrea Sceresini di spegnere le telecamere e mostrare i documenti, impedendo di riprendere la facciata esterna della storica sede milanese del Carroccio di via Bellerio Le operazioni di identificazione sono durate circa un’ora e hanno coinvolto anche una pattuglia della Polizia di Stato.
“Ora Salvini è ministro dell’Interno e questo è diventato un sito sensibilissimo. Abbiamo ordini precisi: se noi vogliamo possiamo non farvi fare neppure l’intervista” hanno spiegato i militari.

La Procura di Genova a gennaio 2018 ha aperto una nuova inchiesta per riciclaggio sulla Lega Nord contro ignoti, partendo da un esposto di uno dei revisori condannati a luglio in primo grado. Le indagini si concentrano sul periodo in cui Roberto Maroni prima e Matteo Salvini poi ricoprono il ruolo di segretari della Lega e riguardano il “possibile reimpiego occulto dei rimborsi-truffa ottenuti da Bossi e Belsito, secondo l’ipotesi accusatoria travasati attraverso conti e banche diverse, al fine di metterli al riparo da possibili sequestri”.

Proprio lunedì scorso il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito sono stati condannati dalla Corte d’appello di Genova per truffa ai danni dello Stato nel caso della sparizione dei fondi elettorali della Lega Nord , rispettivamente a 1 anno e 10 mesi e a 3 anni e 9 mesi. Il giorno successivo l’attuale segretario Matteo Salvini ha depositato una querela per appropriazione indebita nei confronti di Francesco Belsito presso la Corte d’Appello di Milano, che dovrà giudicare la posizione dell’ex tesoriere e di Bossi già condannati per l’utilizzo illecito dei fondi del partito rispettivamente a 2 anni e 6 mesi e a 2 anni e 3 mesi, assieme al figlio di Bossi condannato a un anno e sei mesi.

A luglio un’inchiesta di Ambra Orengo e Sara Del Dot per TPI aveva rivelato come la Lega ha creato due partiti diversi per gli iscritti del Nord e del Sud, in risposta al sequestro dei fondi elettorali.

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One response to “Esclusiva TPI – L’ex tesoriere della Lega accusa Salvini nella sparizione dei 49 milioni”

  1. gendiemme says :

    Dal 1994, funziona così.

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