TROPPO GRAVE PER ESSER VERA

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L’ANSA e diverse testate giornalistiche hanno diffuso allarmisticamente il discorso del nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, tenuto in occasione della presentazione del volume 1948-2018 I Carabinieri negli anni della Costituzione. Il web ha fatto eco. Ho accolto la notizia, dapprima scettico, poi, addolorato per la serietà di alcune testate, in particolare, La Verità. La sovranità è spesso contestata da chi dovrebbe tutelarla, quindi, parliamo di un nervo scoperto. L’esternazione ben poteva rientrare nella confusione che impera sulla sovranità e sui suoi significati, alimentata, appunto, da un male espresso europeismo e mi riferisco al Capo dello Stato: Siamo tutti europeisti, ma come? I confini sono i confini dello Stato-Nazione, che – ripeto spesso- non è solo un’espressione geografica, ma significa Popolo-Ordinamento Giuridico-Territorio. L’affermazione del generale era volta a descrivere la guerra economico-finanziaria che ha trasformato la democrazia in supremazia. Il problema della sovranità, cui abbiamo accennato, chiama, invece, quello della fedeltà al Capo dello Stato, che è nelle mani dell’attuale Presidente.

L’argomento, ampio e complesso, sintetizzato nel discorso, era rivolto a un uditorio di qualità. Come sempre, non è importante chi parla né ciò che si dice, ma come viene recepito, se in modo onesto. Gli autori di questa mistificazione, se, anche, faranno ammenda hanno reso un pessimo servizio alle Forze Armate. La domanda è: Il discorso era interpretabile?

Da una di quelle testate, leggo che, il generale ha dichiarato:
“Dobbiamo collaborare con tutti gli altri Paesi affinché le situazioni d’instabilità siano ridotte il più possibile. Noi non siamo schierati da una parte e dell’altra ma da quella di chi vuole sicurezza e stabilità. Oggi non è più necessario difendere i confini, quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”.

Porto in grassetto la frase incriminata dall’ANSA e, effettivamente, è vero che i nostri confini non sono in pericolo perché non c’è un esercito straniero alle porte. Ciò non toglie che essi siano diversamente violati ogni giorno, ma il discorso si allargherebbe ad altre competenze e non soltanto a quelle della Difesa. Sulla difesa della libertà di fare impresa e di muoversi liberamente, si può facilmente obbiettare che non sia compito delle Forze Armate, ma i pozzi dell’ENI in Libia chi li ha difesi? E le missioni fuori area?Ancora: L’intelligence deve oggi occuparsi anche di economia e di finanza. Tutti argomenti poco noti alla massa degli italiani, ma ai redattori delle testate? Trent’anni fa, andai in auto fino ai confini orientali della Turchia. Lo rifarei oggi? Certamente, No.
Giorgio Nigra del Primato Nazionale, uno dei vari giornalisti che hanno mistificato e diffuso questo messaggio del Capo di Stato Maggiore della Difesa, con superficialità o con malanimo, commenta:

“Non male, come dichiarazione, a pochi giorni di distanza dal centenario della vittoria italiana nella Grande guerra, occasione in cui quei confini furono tracciati col sacrificio di milioni di italiani.” E continua, mistificando:
“I confini non vanno più difesi: è questa l’ideologia che permea i nuovi vertici delle forze armate? Sembrerebbe di sì, se è vero che, a quanto riporta l’Ansa, Vecciarelli ha anche affermato: “Bisogna ricordare a tutti che la libertà, la democrazia, il vivere civile non sono gratis. Serve il lavoro, la fatica e anche il sangue” di chi ogni giorno dedica la vita al proprio paese. Ci troviamo in un momento in cui, ha spiegato il generale, “assistiamo al ritorno sulla scena di nazionalismi e il rafforzarsi di potenze nucleari”, un “mondo alla rovescia” rispetto a quanto immaginato dopo la seconda guerra mondiale con la nascita dell’Onu. Sarà, ma a noi il “mondo alla rovescia” sembra quello in cui i generali parlano come gli attivisti dell’estrema sinistra.

Bene! Il mistificatore originario sarebbe l’ANSA, ma Nigra vuole negare che “la libertà, la democrazia, il vivere civile non sono gratis”? che “Serve il lavoro, la fatica e anche il sangue di chi ogni giorno dedica la vita al proprio paese”? Che ci troviamo in un momento in cui, come ha spiegato il generale, “assistiamo al ritorno sulla scena di nazionalismi e il rafforzarsi di potenze nucleari”, un “mondo alla rovescia rispetto a quanto immaginato dopo la seconda guerra mondiale con la nascita dell’Onu”. È vero? 

Il problema della sovranità, cui abbiamo accennato, chiama quello della fedeltà al Capo dello Stato, che è nelle mani dell’attuale Presidente.

L’ANSA, Giorgio Nigra e il Primato Nazionale, come, purtroppo, La Verità, e quant’altri, rileggano quel discorso, forse, a tratti, difficile da comprendere e, se hanno pensato male, si scusino come sto facendo io. 

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