Legge di Bilancio, Visco: “Rapporto debito-Pil verso insostenibilità”

Il governatore di Bankitalia sottolinea la necessità di utilizzare il disavanzo “con cautela” per evitare di perdere la fiducia degli investitori. Serve strategia “credibile che sostenga l’economia in breve e lungo termine”, con l’obiettivo della stabilità finanziaria

 

Il rapporto tra debito pubblico e Pil potrebbe rapidamente diventare “insostenibile”. È quanto sostiene il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, durante il 64esimo convegno della Corte dei Conti di Varenna (Lecco), in merito alla legge di Bilancio 2019. Secondo Visco, “un aumento improduttivo del disavanzo finirebbe col peggiorare le prospettive delle finanze pubbliche, alimentando i dubbi degli investitori e spingendo più in alto il premio per il rischio sui titoli di Stato”. Per questo motivo, il governatore sottolinea che “vanno tenuti in considerazione i vincoli che derivano dall’elevato livello del debito”.

Il possibile impatto della diminuzione della fiducia degli investitori

Secondo Visco, se l’espansione di bilancio dovesse essere accompagnata da un deterioramento della fiducia degli investitori come quello che, per ragioni diverse, si è verificato tra il 2011 e il 2012, “l’impatto sui tassi di interesse potrebbe essere, come allora, particolarmente elevato”. “Non si possono – spiega – applicare a situazioni di questo genere le stime basate sui valori registrati nelle economie avanzate in condizioni finanziarie normali”.

Visco: “Utilizzare disavanzo con cautela”

Viste le “attuali condizioni della finanza pubblica” e il “basso grado di efficienza nell’amministrazione”, il governatore fa appello alla cautela nel ricorrere al disavanzo. Visco sottolinea infatti che bisogna “assicurare un impiego delle risorse effettivamente rivolto al sostegno dell’attività economica, nel breve e nel più lungo termine”.

La necessità di una “strategia credibile”

Per diminuire i rischi, il governatore chiede la definizione di una “strategia credibile negli obiettivi di bilancio e nelle linee di riforma, tale da determinare una riduzione del premio per il rischio sui titoli di Stato italiani”. Una strategia che sia “organica e diretta ad accrescere l’efficienza dell’amministrazione”. Visco infatti spiega che “un’efficace politica di investimenti” non è sufficiente per far crescere l’economia perché, finanziandola in disavanzo e senza incidere sul potenziale di crescita, “fornirebbe benefici solo temporanei”. Per questo servono “intervenuti in grado di agevolare l’adozione di nuove tecnologie e la riorganizzazione dei processi produttivi” in quanto “il capitale pubblico non comprende solo le infrastrutture materiali” e quindi “bisogna accrescere il patrimonio di conoscenze e competenze di cui dispone l’economia”. Per farlo, è però “essenziale” che gli obiettivi di bilancio “siano e appaiano fortemente e credibilmente orientati alla stabilità finanziaria”.

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