A CHI FREGA DEL PRESIDENTE RAI?

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Diceva il vecchio saggio: “Cui prodest?”.[– Frase latina («a chi giova?»), tratta dal passo della Medea di Seneca, a. III, vv. 500-501, cui prodest scelus, is fecit «il delitto l’ha commesso colui al quale esso giova»; è appunto in questo senso che la domanda viene posta, nella sua formulazione abbreviata, quando si cerca di scoprire chi sia l’autore o il …(Treccani on line)]
Sono altre le cose che interessano al Cavaliere.
Inutile perdersi nei meandri di una discussione
senza costrutto. Allora diamoci una regolata
e parliamo chiaro. La faccenda Foa è strumentale:
il consigliere anziano Rai ha tutte le carte in regola
per fare il presidente, peraltro con poteri molto
limitati, perché così volle a suo tempo il Bomba.

[Il ruolo del Presidente della Rai si differenzia da quello dell’Amministratore delegato, ex Dirigente Generale. In seguito alla riforma voluta dal governo Renzi nel 2015 infatti, l’ex Dg, ora diventato Ad, ha acquisito “super poteri“, tanto da superare quelli del Presidente. Il Presidente non può infatti nominare di sua iniziativa i “direttori delle reti televisive, dei canali e delle testate” giornalistiche, né può assumere e promuovere dirigenti e giornalisti di ogni grado, decidendone la collocazione in azienda.]
È bene che tutti lo sappiano. Ormai in tanti hanno sgamato. Le frasi a effetto
del Cavaliere sono aria fritta e rifritta, come l’olio di certi ristoranti che spacca gli equilibri gastrici. Se Forza Italia sembra pronta a essere sostituita da “Altra Italia”, in un tentativo disperato di recupero rispetto all’abisso attuale, ci sarà pure una ragione. Ma non è questa la strada per riguadagnare milioni di voti perduti.

Guglielmo Donnini

[(…) La verità è che a B. del presidente Rai non frega niente, specie ora che quella carica conta poco o nulla. Di più: a B. non frega niente neppure della idee del presidente Rai. Anzi, per dirla tutta: a B. non frega niente delle idee, punto. Infatti ha sempre preferito i servi sciocchi ai berlusconiani intelligenti e dunque incontrollabili, tipo Vittorio Feltri. E, appena ha potuto, s’è liberato pure di Del Debbio, Belpietro e Giordano. Se ora Salvini gli avesse promesso un tg, o una rete, o entrambe le cose, B. avrebbe votato non solo Foa, ma pure Lenin e Trotzkij. Invece Salvini s’è recato al capezzale a mani vuote, senza nemmeno una poltroncina-omaggio. E l’anziano infermo se n’è lavato le mani, mettendosi in quelle di Letta, Tajani e altri reduci del Nazareno. Se ora qualcuno non lo riconosce più e gli rinfaccia l’incoerenza con le idee di centrodestra, vuol dire che non l’ha mai conosciuto. Montanelli, che lo conosceva bene, lo diceva già vent’anni fa: “Berlusconi non ha idee: ha interessi”.

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – 3 agosto 2018)]

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