La mossa di Savona: “Voglio un’Europa più forte ma più equa”.

Governo, Conte da Mattarella alle 19: colloquio formale.
Il ministro dell’Economia in pectore si difende dalle accuse di antieuropeismo. Dice di credere all’unione politica. Valorizza il ruolo dell’Europarlamento. Padoan: “Il problema non è Savona, ma le idee della maggioranza sulla Ue”. Galantino (Cei): “Troppi diktat non previsti dalla Carta”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, alle 19 di questa sera. Tutto quel che si è appreso, è che non si tratta di un colloquio informale. La speranza di Conte è di arrivare all’apertura dei mercati con la squadra pronta e il giuramento concluso. Ma la partita resta apertissima. Nelle ultime ore erano circolate molte ipotesi di mediazione. Una (come anticipato da Repubblica in edicola), riguardava lo spacchettamento del ministro dell’Economia: da una parte le Finanze, dall’altra il Bilancio. Anche se la Lega aveva fatto resistenza. Si era parlato anche di un ruolo di viceministro dell’Economia affidato alla pentastellata Laura Castelli, con ampie deleghe: un modo per depotenziare i poteri di Savona. Un’ipotesi, questa, poi smentita da fonti M5s.

Paolo Savona, l’uomo indicato dalla Lega e dai Cinquestelle come ministro dell’Economia, ha provato a sbloccare l’impasse sul suo nome. In un comunicato affidato a Scenarieconomici.it dice: “Le mie posizioni sono note. Voglio un’Europa diversa, più forte ma più equa”. Un tentativo di smontare le accuse di antieuropeismo, legate alle sue prese di posizione critiche sull’euro e sul ruolo della Germania, fonte di preoccupazione al Quirinale. Savona parla di “polemiche scomposte” maturate nelle ultime ore. E fa riferimento al contratto di governo tra Lega e M5S. Con la richiesta all’Unione Europea di una “piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo”.

Insomma, pieno ancoraggio ai trattati europei. Poi auspica l’attribuzione “al Parlamento europeo di poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale”. Propone di “creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica”. Sempre facendo riferimento al contratto, parla di un impegno a ridurre debito pubblico e deficit “non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità”, bensì “attraverso il tramite della crescita del Pil”.

POLITICA
Bce, europarlamento, debito: il comunicato di Savona
Dichiarazioni nate ovviamente con l’intento di offrire rassicurazioni al Colle. Vanno nella stessa direzione le affernazioni del grillino Danilo Toninelli secondo cui “Mattarella ha tenuto un percorso assolutamente lineare non essendo il presidente della Repubblica un organo di governo, ma un organo di garanzia e di unità nazionale. L’organo di governo è il presidente incaricato”. Tutto questo quando sono trascorsi ormai 83 giorni dalle elezioni senza la nascita di un governo: un record per la Repubblica. Matteo Salvini intanto twitta: “Io fino all’ultimo non mi arrendo!”, con tanto di foto di un aereo Alitalia (segno del ritorno a Roma dopo il comizio di ieri sera in provincia di Bergamo”).

Tutto finisce a tarlassi e vino: Savone è pro euro e Mattarella ha espresso solo opinioni.

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