Cosa c’è scritto nel contratto di Governo 5 stelle e Lega

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Nel contratto messo a punto da Movimento 5 stelle e Lega non c’è più la parte relativa all’uscita dall’euro e non sarebbe previsto nemmeno il referendum sulla moneta unica.

Lo spiegano all’agenzia di stampa Dire fonti del Movimento 5 stelle. Le stesse fonti confermano che “il lavoro sul contratto è finito” e il segretario della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5s Luigi Di Maio si stanno incontrando per derimere gli ultimi punti dell’accordo e, soprattutto, per dividersi i ministeri e concordare il nome del presidente del Consiglio da proporre al Capo dello Stato Sergio Mattarella.

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Intanto una bozza del contratto di governo è stata già consegnata al Quirinale lunedì scorso nel corso delle ultime consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con M5s e Lega, ma dal Quirinale fanno sapere che Mattarella attende di leggere il testo finale del “contratto” con il programma del governo Lega-5stelle.

Il contratto del governo Lega – 5 stelle

Il contratto del governo del Cambiamento è un documento di oltre 40 pagine. Rispetto alle bozze circolate nelle ultime ore non ci sarebbe più la parte relativa all’uscita dall’euro.

Entrano una serie di punti, moltissimi, tra cui anche un capitolo sui vaccini, e il codice etico per i membri del Governo.

Tra le misure previste dall’accordo di governo c’è il reddito di cittadinanza, la flat tax, revisione della Legge Fornero (in pensione con quota 100 o 41 anni di anzianità contributiva), e la pensione di cittadinanza, taglio delle pensioni dei parlamentari, e l’impegno a mantenere l’acqua pubblica. Ma anche una particolare attenzione all’agricoltura e al Made in Italy con l’impegno a “difendere la sovranità alimentare dell’Italia”.

Un capitolo anche sul sostegno alla green-economy e all’economia circolare, previste sovvenzioni per favorire l’acquisto di auto elettriche.

Sul debito pubblico la proposta giallo-verde verte sulla esclusione dal calcolo del rapporto debito-PIL dei titoli di stato acquistati dalla banca centrale europea con l’operazione del quantitative easing.

Per il comparto difesa si prevedono nuove assunzioni nelle forze dell’ordine. In ambito politiche estere, si valuta un’apertura alla Russia quale partner economico e commerciale.

Il governo Lega-5stelle punta a sterilizzare la clausole di salvaguardia che comportano l’aumento dell’IVA ed eliminare eliminare le “componenti anacronistiche” delle accise sulla benzina. Previsto inoltre un sistema di “sconti sulle assicurazioni auto” per chi non commette infrazioni alla guida.

In ambito economico la parola chiave è “flat tax”, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, e dalla instaurazione di una “pace fiscale” con i contribuenti: “Via spesometro e del redditometro”.

Pensata anche l’introduzione di un Ministero del Turismo (con scorporazione delle competenze turistiche fuori dal MiBACT) e un Ministero delle Disabilità, un’Agenzia Nazionale della Ricerca, la revisione delle attuali competenze del CONI, e riforme costituzionali tra cui ritorna l’abolizione del Cnel e maggiore autonomia alle Regioni che lo richiedano. Prevista inoltre una “Banca” per gli investimenti.

Prevista al chiusura di tutti i campi nomadi irregolari,

“Poi ci saranno anche le riforme per le imprese, interventi importantissimi che riguardano la lotta al gioco d’azzardo e alle patologie correlate”. spiega Luigi Di Maio.
Il Comitato di riconciliazione resterà, riveduto e corretto, anche nella stesura finale del contratto di governo tra M5s e Lega. Pensato per dirimere gli eventuali dissensi in Consiglio dei ministri, l’articolo è stato rivisto per evitare che vi sia il rischio di contrasto con norme di legge e costituzionali che regolano il funzionamento dell’organo di governo.

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“Ora indietro non ci si può tirare” scrive Luigi Di Maio sul blog del Movimento 5 stelle: “Ora questo Governo s’ha da fare. Ora l’Italia deve cambiare davvero”.

Nel frattempo quella appena finita è stata una giornata dove i mercati finanziari hanno “attaccato” le indiscrezioni circolate sull’accordo: lo spread ha toccato i 151 punti base il livello più alto da quattro mesi, mentre la Borsa di Milano ha subito uno scossone: l’indice Ftse Mib chiude in calo del 2,32% e scende sotto la soglia del 24mila punti, a 23.734.

Il mercato guarda con apprensione ai possibili piani d’azione di un governo Lega-M5s, a partire dall’ipotesi di una richiesta di cancellazione dei 250 miliardi di debito con la Bce. Il rendimento del titolo decennale italiano è in rialzo al 2,10%.

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