A chi comoda e chi no la Legge Fornero

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Legge Fornero, il centrodestra vuole abolire la riforma delle pensioni:

In particolare la riforma impone il sistema di calcolo contributivo nella costruzione della pensione di tutti i lavoratori: la pensione viene così calcolata in base ai versamenti effettuati dal lavoratore e non agli ultimi stipendi percepiti.
Abolita la “pensione di anzianità” (ovvero quella calcolata in base al numero di anni di lavoro), resta la ”pensione di vecchiaia”. Tra gli “effetti collaterali” della Riforma Fornero il problema causato agli esodati, cioè ai lavoratori che avevano sottoscritto accordi aziendali o di categoria che prevedevano il pensionamento di vecchiaia anticipato rispetto ai requisiti richiesti in precedenza. Complice l’innalzamento dell’età del pensionamento costoro sono rimasti senza più stipendio e senza ancora pensione.
E’ stato detto correttamente da Salvini a Strasburgo che questa legge comoda all’Unione europea, costruita a tavolino da qualcuno che non considera i popoli come uomini e donne, ma come numeri.

La legge Fornero sul sistema pensionistico è tornata di grande attualità con le elezioni, tra chi come il centrodestra in caso di vittoria prometteva di abolirla e chi invece ne difendeva l’impianto di base. Ma cosa prevede la riforma che porta il nome dell’ex ministro del Lavoro nel governo Monti? E quali sono i suoi meriti?

http://www.today.it/politica/elezioni/politiche-2018/fornero-pensioni-programma-centrodestra.html
Legge Fornero, il centrodestra vuole abolire la riforma delle pensioni: ecco quanto costerà:
La riduzione dell’età per accedere alla pensione è un punto spinoso perché va garantito l’equilibrio del sistema previdenziale visto che la cancellazione della legge Fornero ha un costo che viene valutato in circa 140 miliardi di euro. Secondo i calcoli della Ragioneria generale dello Stato i conti salgono se si considerano i risparmi cumulati fino al 2060: cancellare la legge Fornero significa rinunciare a 350 miliardi di euro.
Salvini vorrebbe riformare il sistema in 5 mesi, ma in pratica vorrebbe dire trovare 23 miliardi entro il 2020, poi 17 miliardi in più ogni anno: quanto un punto del prodotto interno lordo del paese.
Sul punto ha precisato l’eurodeputato forzista Tajani: “La Fornero va corretta, anche la Corte Costituzionale è intervenuta per questo, ma nessuno vuole farlo senza le dovute coperture”.

E, ora, Barbara Weitz: Nessuno tocchi la Legge Fornero

Andare in pensione più tardi per andarci tutti, FMI e BCE in difesa della Legge Fornero: per la tutela del sistema previdenziale italiano, l’età pensionabile deve alzarsi.
Le istituzioni economiche internazionali (buona parte della Troika, si potrebbe dire) scendono in campo a difesa della Legge Fornero: il FMI (Fondo Monetario Internazionale) definisce la spesa italiana per le pensioni la seconda più alta d’Europa, e la BCE (Banca Centrale Europea) avverte che l’invecchiamento della popolazione richiede di proseguire sulla strada delle politiche previdenziali di innalzamento dell’età pensionistica.
Sullo sfondo, le politiche previdenziali dei due partiti usciti vincitori dalla tornata elettorale, Lega e M5S, che invece prevedono passi indietro rispetto alla Riforma Fornero, ad esempio in materia di accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contributi o di ripristino del sistema delle quote (con la possibilità di andare in pensione per la quota 100).

Partiamo dal Fondo Monetario Internazionale, che in un report di Michael Andrle, Shafik Hebous, Alvar Kangur e Mehdi Raissi, definisce troppo elevata la spesa previdenziale italiana, pari al 16% del PIL.

E ne evidenzia alcune incoerenze proponendo delle contromisure: stretta sulle pensioni di reversibilità, al 2,75% del PIL, le più alte d’Europa e innalzamento dell’aliquota dei lavoratori autonomi al 27%, dall’attuale 24%, per sanare la disparità di aliquote con i lavoratori dipendenti, al 33%, riducendo il gap.
La BCE interviene invece con le statistiche del Bollettino Economico: la percentuale di persone over 65 rispetto al totale dei lavoratori dai 15 ai 64 anni sarà oltre il 52% nel 2070, dall’attuale 30%. Questi i dati europei, mentre in Italia la percentuali di lavoratori con almeno 65 anni sarà superiore al 60%.Risultato: le politiche che contribuiscono ad alzare l’età pensionistica sono corrette perché riducono lo squilibrio futuro. In generale, sottolinea la BCE:
molti paesi hanno già implementato riforme dei sistemi pensionistici dopo la crisi del debito sovrano sebbene il passo delle riforme abbia fatto registrare un rallentamento di recente. Ulteriori riforme in questa aerea sono essenziali e non devono essere ritardate, anche alla luce di considerazioni di politica economica.

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