DISCIPLINA E ONORE, L’ART. 54 DELLA COSTITUZIONE NON POTREBBE ESSERE PIU’ CHIARO DI COSI’.

Parla di cose scomode l’art. 54 della Costituzione: fedeltà, disciplina, onore. Concetti di cui sembra smarrito il senso.
Tutti “hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”; I “cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Il verbo ‘affidare’ ha un valore profondo: implica fiducia nelle persone a cui ‘affidiamo’ le nostri sorti, la libertà, la giustizia, l’economia, la salute, il futuro dei nostri figli, il destino del Paese. Sono parole semplici ma gravi che, col riferimento alla disciplina, evocano e pretendono comportamenti dignitosi, rigorosa osservanza di norme e regole; e con il riferimento all’onore coinvolgono il profondo della persona. Il giuramento, previsto dalla Costituzione stessa dinanzi a capo dello Stato e ministri, rafforza il vincolo coinvolgendo la coscienza, e dunque la persona nella dimensione pubblica e privata.
Col GIURAMENTO si ha un rafforzamento dei doveri costituzionali, come si evince dalla formula del giuramento dei ministri “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Al dovere giuridico si aggiunge il dovere morale: l’obbligo di esercitare le funzioni “nell’interesse esclusivo della Nazione” è già nell’obbligo di fedeltà dell’art. 54. E dunque, ponendo in primo piano i propri interessi e subordinando a questi l’interesse della nazione il ministro vìola insieme l’art. 54 e il giuramento prestato. Di conseguenza è anche ‘spergiuro’, è responsabile per aver mancato ai propri doveri istituzionali e alla propria coscienza.
L’art. 54 si rivolge in primo luogo all’esercizio delle funzioni e riguarda tutti: parlamentari, ministri, magistrati, pubblici funzionari, alte cariche amministrative e militari. Ma vale anche per la vita privata di coloro ai quali le funzioni sono ‘affidate’; dignità e rispetto delle istituzioni sono valori che vanno preservati.
Oggi non lo sono e lo sappiamo bene e il danno enorme per il Paese, specie a livello internazionale, non può continuare a essere ignorato.
E’ impressionante il contrasto fra comportamenti e norme: interessi privati muovono in modo vistoso l’azione di coloro cui le pubbliche funzioni sono ‘affidate’. L’etica è completamente scomparsa, così come la dignità e l’onore. Ogni giorno emergono fatti nuovi, sempre più sconcertanti e intollerabili persino per chi si sta assuefacendo a simili atteggiamenti dei propri amministratori. Viene alla luce un intreccio pesante, una rete di corruzione praticata in forme sempre più ripugnanti: soldi, benefici e privilegi sono oggetto di scambio tra politici, funzionari pubblici, faccendieri, imprenditori, aspiranti appaltatori, arrampicatori sociali e avventurieri d’ogni sorta, donne a disposizione come merce di scambio. L’indignazione cresce di fronte all’enormità dello squallido e volgare spettacolo che coinvolge parte rilevante delle istituzioni e radicato nel sistema.
In qualsiasi altro ordinamento del mondo ciò comporterebbe immediate e spontanee dimissioni di politici e amministratori per non distruggere il prestigio delle istituzioni. La risposta dei nostri governanti, invece, è stata tutt’altra: eliminare ogni possibilità di incriminazioni approvando leggi pensate al fine di sfuggire alla giustizia. Leggi di tutti i tipi, dalle immunità al processo breve, al processo lungo, tutte nell’esclusivo interesse degli inquisiti. In questo modo il dovere di esercitare le funzioni nell’’esclusivo’ interesse della nazione viene una seconda volta violato: a violazione si aggiunge violazione.

Non dobbiamo rinunciare alla nostra funzione di controllo su quanti ricoprono certi ruoli. Non lasciamo che giochino con la nostra vita. E’ una strada lunga e difficile da percorrere, ma non ce ne sono altre. Non possiamo permetterci di distrarci.

by Vanessa Seffer

One response to “DISCIPLINA E ONORE, L’ART. 54 DELLA COSTITUZIONE NON POTREBBE ESSERE PIU’ CHIARO DI COSI’.”

  1. gendiemme says :

    Considerazioni di Gustavo Zagrebelsky sull’articolo 54 della Costituzione italiana. Articolo 54 comma2 della costituzione:
    «Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino».

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