Archive | November 2017

GENERALE BERTOLINI: “MIGRANTI DA BLOCCARE E NON DA ACCOGLIERE OPPURE L’ITALIA MUORE

Generale, in che situazione versa il nostro Paese?

«L’Italia si trova al centro del Mediterraneo e nel Mediterraneo bisogna essere forti, politicamente, economicamente, culturalmente e, perché no, anche militarmente. Il nostro Paese, invece, non vuole esercitare la forza. In quest’area si scontrano gli interessi di altri Paesi fortissimi, che sono i classici vasi di ferro e se noi ci proponiamo come vaso di coccio, perché abbiamo dei confini porosi, perché accettiamo chiunque arrivi, perché siamo passivi nei confronti delle iniziative politiche e militari degli altri, siamo destinati a pagarla molto cara».

Dove pensa arriveremo se dovessimo proseguire su questa strada?

«Se dovessimo andare avanti in questa maniera scompariremo. Si usa il termine sovranità come se fosse una bestemmia dimenticando che, invece, è il valore per cui hanno giurato i militari, ma anche i ministri».

Con la linea suggerita dall’est Europa pensa cambierebbe qualcosa?

«Sicuramente potremmo essere meno passivi nei confronti dell’immigrazione. Il problema va risolto in Africa, ma non possiamo aspettare anni. Come facciamo a ridurre il flusso? Non possiamo costruire un muro in mezzo al Mediterraneo, ma possiamo fermare, ad esempio, le Ong».

A proposito di Ong, che pensa del loro operato?

«Che la devono smettere di prendere i migranti e di portarli da noi, che passivamente li dobbiamo subire, visto che rimarranno qua. Adesso, di fatto, c’è quasi un servizio di traghettamento che non fa sicuramente i nostri interessi».

Che pensa del codice di comportamento per le Ong voluto dal ministro Minniti?

«Il ministro Minniti sta dimostrando di avere a cuore la situazione. Non so se sarà sufficiente, ma il fatto di imbrigliare il comportamento delle Ong che si sentono libere di fare quello che vogliono e andare dove vogliono è positivo. Cominciamo, però, a controllare il loro operato e, magari, interrompiamolo».

E il ruolo della Marina militare? È corretto ciò che stanno facendo?

«La Marina sta partecipando a operazioni importanti come EunavforMed, poi depotenziata, che era finalizzata a interrompere il flusso migratorio. Catturando scafisti e distruggendo le barche. Sicuramente la presenza della Marina può servire come deterrente».

Cosa si potrebbe fare di più?

«Il dibattito in Italia su cosa fare nei confronti di questo fenomeno è incentrato su come accoglierli e distribuirli, invece dovrebbe essere incentrato su come fermarli».

Pensa ci sia un disegno dietro a questa invasione?

«Non ho elementi, ma ci sono politici che dicono che noi dei migranti abbiamo bisogno perché non facciamo più figli. Dimenticano di dire, però, che i motivi per cui non facciamo più figli sono dovuti alle scelte fatte da loro perché è stata distrutta la famiglia, ci sono state politiche contro la natalità, provvedimenti umilianti per la famiglia naturale a favore di una famiglia sterile che non fanno bene. Abbiamo bisogno di giovani, ma non possiamo importarli e non possiamo sostituire gli italiani con i cittadini acquisiti ai quali si dà un passaporto».

Come valuta la risposta del governo ad Austria e Ungheria?

«Gentiloni ha risposto in maniera piccata nei confronti dell’Ungheria e mi è piaciuto, perché non dobbiamo prendere lezioni da nessuno, ma avrei gradito che gli stessi toni li avessimo utilizzati quando ci hanno imposto delle sanzioni alla Russia che vanno solo contro i nostri interessi».

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L’industria russa dovrebbe essere pronta per la guerra, Putin racconta ai militari (Russian TV News)

 

Questo è il modo in cui si comporta un paese che si sente minacciato.

Questo è un reportage televisivo russo molto rivelatore. La trascrizione completa segue di seguito. Proprio dal modo in cui l’annunciatore, si vede che pensa che questo sia molto significativo. È la prima storia in cima all’ora.

I russi sono pronti a costruire capacità extra in molte delle loro più grandi imprese industriali civili, che non servono a scopi commerciali, ma consentirebbero loro di aumentare rapidamente la produzione militare, se necessario – che sarebbe per lo più produzione automobilistica e aeronautica, ma anche medicine e forniture alimentari .

L’obiettivo è aggiornare le strutture produttive e creare una riserva di risorse materiali e tecniche, una sorta di riserva inviolabile.

GooglePutin non sta prendendo rischi con una NATO chiaramente aggressiva e ostile, e l’establishment militare statunitense sta spingendo la guerra in diversi continenti.

Trascrizione

Ancora:

Vesti live, siamo in onda. Tutte le grandi aziende strategiche in Russia, indipendentemente dalla loro forma di costituzione, dovrebbero essere pronte ad aumentare la produzione di produzione di difesa in qualsiasi momento, se necessario.

Lo ha affermato oggi Putin a Sochi dove ha tenuto un terzo incontro esecutivo con rappresentanti del ministero della difesa e dell’industria militare. Sono stati discussi i risultati delle manovre “Zapad-2017” svoltesi a fine settembre.

Dmitriy Petrov elabora le conclusioni della discussione:

Corrispondente:

Il presidente ha dedicato il terzo giorno degli incontri sull’agenda della difesa a una discussione sui risultati delle manovre congiunte strategiche “West-2017”. Si sono svolti a settembre sul territorio di diverse regioni, e oggi i rispettivi governatori, così come i capi di alcuni ministeri, hanno aderito alla discussione.

Nove intervalli di test sono stati utilizzati in Russia e Bielorussia. Il concetto delle manovre è in caso di un’invasione estremista di Kaliningrad e della Bielorussia. L’aggressore incontra resistenza organizzata.

L’esercito russo ha testato con successo il veicolo corazzato “Terminator” e il carro armato T90S1. 20 navi della flotta del Baltico hanno creato un blocco del territorio dal mare. Unità e squadre di truppe regionali furono assegnate al luogo di invasione per isolare il nemico.

 

I servizi civili hanno avuto un ruolo importante da svolgere qui.

Mettere in:

“Un certo numero di compiti essenziali sono stati soddisfatti con successo nel corso delle manovre.

In primo luogo, sono state verificate la capacità di mobilitazione e la capacità di soddisfare i bisogni dell’esercito a livello locale.

La riserva militare – i cittadini regolari – sono stati convocati per l’addestramento militare. È stato praticato lo scenario del trasferimento ai veicoli militari di trasporto, nonché delle attrezzature di produttori civili, nonché la copertura tecnica delle vie di trasporto “.

Corrispondente:

Sono stati rivelati alcuni punti deboli, come la fornitura di provviste e medicinali e un rapido aumento della produzione di difesa in caso di escalation militare.

Queste debolezze dovrebbero essere eliminate, secondo il presidente.

Mettere in:

“Dovrebbero essere attentamente studiati e dovrebbero essere prese ulteriori misure per aumentare la capacità di mobilitazione.

Vorrei sottolineare che la capacità dell’economia di aumentare rapidamente la produzione di produzione della difesa quando necessario è uno dei pilastri più importanti per garantire la sicurezza strategica del paese.

Qualsiasi azienda strategica e di grandi dimensioni dovrebbe essere pronta a farlo indipendentemente dalla forma di costituzione “.

L’obiettivo è aggiornare le strutture produttive e creare una riserva di risorse materiali e tecniche, una sorta di riserva inviolabile.

 

Lo stato nazione custodisce l’identità di un popolo. Le élite hanno bisogno dell’immigrazione e della fine dei confini per distruggerlo e creare masse senza identità, facilmente dominabili.

 

Giuseppe Mazzini: Il massone fondatore della Mafia

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Guiseppi Mazzini è stato l’individuo a cui Albert Pike scrisse alcune lettere, nelle quali espose che ci sarebbero state tre guerre mondiali che avrebbero alla fine unito il mondo sotto una dittatura luciferina. Come Pike, Mazzini fù un Illuminato e possedeva il 33esimo grado massonico. Egli è anche il fondatore della Mafia (Fonte). Le forze dell’ordine conoscevano da tempo i rapporti che vi erano tra massoneria e Cosa Nostra.

“Il comitato ritiene che il legame tra Cosa Nostra e le istituzioni è basato gran parte sulla Massoneria.”

Il terreno fondamentale su cui è stato creato e rinforzato il collegamento tra Cosa Nostra con i funzionari pubblici e i professionisti privati è la Massoneria. Il legame Massoneria serve per mantenere le relazioni costanti e organiche. L’ammissione di membri in Cosa Nostra, anche a livelli elevati, non è un evento occasionale o episodico, ma una scelta strategica. Il giuramento di fedeltà a Cosa Nostra rimane il punto cardine attorno al quale gli”Uomini d’onore”, devono essere chiaramente legati. Ma le associazioni Massoniche offrono alla mafia uno strumento formidabile per estendere il proprio potere, per ottenere favori e privilegi in ogni campo: sia per la conclusione delle grandi imprese sia per “sistemare le dispute”, come molti collaboratori di giustizia hanno rivelato “.

Mazzini nacque in Francia e suo padre fù un “giacobino” (massone del gruppo degli Illuminati che hanno provocato la Rivoluzione francese). Come suo padre, che era anche un professore universitario, Mazzini gravitò nell’ambiente delle società segrete.

Nel 1830 Mazzini si recò in Toscana, dove divenne membro della carboneria, un’associazione segreta con scopi politici. Il 31 ottobre dello stesso anno fu arrestato a Genova e internato a Savona. Durante la sua prigionia ideò un nuovo movimento patriottico, diretto a sostituire il fallimentare movimento della carboneria. Anche se fù liberato all’inizio del 1831, scelse l’esilio, invece di una vita confinata nel piccolo borgo assegnato lui dalla polizia, spostandosi a Ginevra in Svizzera. (Fonte)

Ancora più interessante è il desiderio di Mazzini di creare gli “Stati Uniti d’Europa”, un secolo prima che l’Unione europea nascesse. Il globalismo è Illuminismo e Mazzini fu fedele a entrambi. Ora, tornando alla mafia:

“Giuseppe Mazzini, un massone di 33esimo grado, fondò un gruppo di rivoluzionari chiamato Giovine Italia. Il loro obiettivo era quello di liberare l’Italia dal controllo della monarchia e dal papa. Ebbero successo e Mazzini fù onorato come un patriota in Italia. Ma, nel processo, nacque la mafia. I rivoluzionari della Giovine Italia ebbero bisogno di soldi, e quindi:

“… per procurarsi da vivere rapinarono banche, saccheggiarono o bruciarono le aziende, se da queste non veniva pagato il pizzo e sequestrarono persone per ricavarne un riscatto. In tutta Italia si diffuse la frase” Mazzini Autorizza Furti, Incendi e Attentati (o avvelenamenti)” Questa frase è stata accorciata nella sigla, MAFIA, nasce ora la criminalità organizzata. ” (John Daniel, “Scarlet and the Beast,” Vol. I., pages 330-331)(Fonte)

Mazzini fù anche il fondatore del Rito scozzese della massoneria in Italia. (Fonte) Dobbiamo renderci conto che il Rito Scozzese è il ramo degli Illuminati nella Massoneria. Fù fondato dagli illuministi Albert Pike e Mazzini. Il Rito scozzese ha 33 gradi. La maggior parte delle persone avanzano solo nei primi tre livelli e ignorano i veri obiettivi del Rito Scozzese, e gli adoratori di Lucifero che comandano dall’alto.

Detto questo, la mafia è solo un altro strumento degli Illuminati, funzionando, nella realizzazione della loro agenda luciferina.

“La strategia politica di Cosa Nostra è la seguente:

L’occupazione e il governo del territorio in concorrenza con le autorità legittime, possiede immense risorse finanziarie, ha un esercito segreto ben armato, ha un programma di espansione illimitata, tutte queste caratteristiche ne fanno una organizzazione che opera secondo la logica del potere e della convenienza, senza regole se non quelle che si prodigano a difendere. La strategia politica di Cosa Nostra non viene modificata da altri,ma viene imposta sugli altri in termini di corruzione e violenza.

La mafia e la politica hanno un rapporto di “convivenza”,convivenza la quale ha favorito i tentativi di infiltrazione negli organi di governo, nella magistratura, nella polizia e nelle autorità locali. Alcuni tentativi hanno avuto successo, con conseguenze disastrose per la legittimità e la credibilità delle azioni intraprese dalle autorità pubbliche. ”

Queste azioni includono omicidi, ricatti, intimidazioni, corruzione e altri metodi per man tenere la gente sotto il controllo della mafia. “Ordine dal caos” sotto il mantra de “il fine giustifica i mezzi.”

È morto un amico vostro caduto in disgrazia 17 Novembre 2017

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(Gabriele Adinolfi) – Totò Riina. È morto un amico vostro, anche se lo avete rinnegato perché era caduto in disgrazia.
Vi riempite la bocca di retorica istituzionale, ma se maledite la mafia è solo perché essa, impadronitasi di tutto e fatto quindi un salto di qualità, non ha più un nome. Tanto che oggi chiamate mafiosi quelli che fanno del semplice malaffare e quando li bastonate cercate di far dimenticare che la mafia l’avete chiamata voi, l’avete insediata voi, le avete dato voi tutto il potere.

È sbarcata con gli americani e con la democrazia e si è ritrovata perfettamente nel vostro modo di vivere e di ragionare, fatto di conoscenze, di raccomandazioni, di complicità, di tangenti, di cosche, di logge, d’interessi materiali, di pizzi (la differenza con Equitalia? Può darsi che pagato il pizzo mafioso si riesca ancora a lavorare).
La mafia non l’avete combattuta mai, siete intervenuti in alcune guerre intestine come quando i Gotti e i Gambino vennero sgominati in Usa per l’alleanza con i colombiani contro la Dea, e allora avete colpito i loro referenti qui perché non erano più protetti.

Più eravate collusi più volevate dimostrare che eravate intransigenti, così i perdenti, gli abbandonati, gli scaricati dalla mafia vincente, li avete sepolti vivi in condizioni carcerarie che nessun fascismo si sarebbe mai sognato d’immaginare, trattandoli da sotto-uomini, inchiodandoli a condizioni atte a mortificare la persona umana. Fino a lasciare che oggi un vostro amico caduto in disgrazia subisse il medesimo trattamento anche in malattia, anche in agonia, anche in coma. Fate pena. Aveste un minimo di coraggio e di dignità lo avreste fucilato: accanirsi sugli inermi, qualsiasi cosa abbiano fatto, è degno di voi, vigliacchi e democratici.
Voi godete se qualcuno è torturato ed è disumanizzato, ma volete che ciò avvenga impersonalmente, senza sporcarvi le mani. Lanciate tweet di giubilo per la morte del “capo dei capi”. Vorrei proprio vedere se avreste il coraggio di sussurrarlo in un bar di Corleone. Scusatemi ma rido.

È morto un amico vostro, anche se lo avete rinnegato perché era caduto in disgrazia.
Per noi era un nemico perché la mafia il fascismo la combatté e le vinse pure. Quel fascismo che non snaturò mai il Diritto anche nei momenti in cui era impegnato a vedersela con azioni sovvertitrici e con complotti omicidi. Creò appositamente dei tribunali speciali ed ebbe il coraggio e l’onestà di definirli tali, invece d’inventarsi alchimie oblique come le vostre aggravanti per terrorismo.

Totò Riina era un amico vostro con le mani grondanti di sangue, voi non ci avete neppure messo le mani perché il lavoro sporco lo avete sempre lasciato agli altri.
Se credete che seppellirlo come un cane appestato vi mondi dalle vostre complicità vi sbagliate di grosso. “Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”.
Tra voi e lui chi ne esce meglio? Non ditelo, è troppo facile!

Pd-Mdp: come funziona il sistema misto

Improvvisamente il Pd ha scoperto i rischi del nuovo sistema elettorale. Più precisamente i rischi connessi ai collegi uninominali: 232 alla Camera e 116 al Senato. Sono pochi, ma non così pochi da essere ininfluenti sul risultato finale delle prossime elezioni. Con questo sistema elettorale per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, o per impedire che altri la ottengano, non basta prendere tanti seggi proporzionali (386 Camera e 193 al Senato) occorre anche vincere nei collegi. Come? Correndo da solo se uno si sente tanto forte da poter prendere un voto più dei concorrenti. Facendo alleanze nel caso contrario.
Il Pd è così forte da poter correre da solo? Una volta forse. Oggi la concorrenza di Mdp e di eventuali altre liste di sinistra potrebbe significare la perdita di molti seggi in bilico in diverse regioni sia al Nord (Piemonte e Liguria) che al Sud (Campania, Puglia). Non solo. Anche nelle regioni della ex-zona rossa, e cioè Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, le divisioni a sinistra potrebbero comportare per il Pd la perdita di una quota di seggi che altrimenti sarebbero sicuri. E senza che questo significhi la conquista di alcun seggio per Mdp. Insomma le divisioni a sinistra sono un regalo per la destra. Nulla di nuovo sotto il sole. Uniti si vince, divisi si perde. È la regola d’oro del maggioritario. Che Prodi e Berlusconi hanno devotamente cercato di applicare ai tempi della legge Mattarella e non solo.