Il famoso “salvati nel Canale di Sicilia”, ovvero un disegnino animato vale più di mille disegnini statici

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Ho tradotto per voi questo articolo comparso sul sito Gefira. Dice cose molto gravi ma che abbiamo sospettato per mesi, se non anni. Soprattutto a causa di quella menzogna, martellata ogni sera dai media nel tentativo di farla diventare verità, relativa ai “salvataggi nel canale di Sicilia” e sempre di “donne e bambini” e sempre “rifugiati”, mentre la realtà, se ciò che racconta Gefira è vero, è totalmente diversa. Il video è veramente impressionante. In un paese normale e in un mondo normale tutto questo sarebbe inaccettabile e impensabile.
Per due mesi, utilizzando marinetraffc.com, abbiamo monitorato gli spostamenti di navi di proprietà di un paio di ONG, incrociandone i dati con quelli dell’UNHRC relativi agli arrivi giornalieri di migranti africani in Italia. Ciò che abbiamo scoperto è un grande inganno e un’operazione illegale di traffico di esseri umani su larga scala.
Le ONG, gli scafisti, la mafia, di concerto con la UE, hanno trasportato via mare migliaia di clandestini in Europa con il pretesto di salvare vite umane, assistiti dalla guardia costiera italiana che ha coordinato le loro attività.

I trafficanti di uomini contattano la guardia costiera italiana in anticipo sulla partenza per preavvertirli della necessità di prelevare i passeggeri delle loro imbarcazioni. Le navi delle ONG si dirigono nel punto di “soccorso” quando coloro che sono da salvare risultano ancora in Libia.
Le 15 navi che abbiamo osservato, di proprietà o noleggiate da ONG, sono state viste lasciare i porti italiani, dirigersi a sud, fermarsi a poche miglia dalla costa libica, prelevare il carico umano e ritornare per le 260 miglia che la separano dall’Italia, nonostante il porto di Zarzis in Tunisia sia appena a 60 miglia dal punto di raccolta.

Le organizzazioni non governative in questione sono: MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins Sans Frontières, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye and Life Boat.

Le reali intenzioni delle persone che stanno dietro alle ONG non sono del tutto chiare. Non ci sorprenderebbe se la loro vera motivazione fosse il denaro. Rispondono anche a direttive politiche. Ad esempio il MOAS, di stanza a Malta, trasportando i migranti in Italia impedisce che essi giungano sulle coste maltesi.
Il MOAS è diretto da un ufficiale di marina maltese ben noto a Malta per non essere tenero con i migranti.
E’ anche possibile che queste organizzazioni siano gestite da benefattori in buona fede che non capiscono che, offrendo i loro servigi, fungono da magnete per le popolazioni africane, provocando così più partenze, più naufragi e più vittime, senza contare che le loro azioni stanno destabilizzando l’Europa.
Qualunque sia la motivazione di queste organizzazioni, le loro azioni finiscono per essere criminali, dato che la maggior parte di questi migranti risulteranno non avere diritto ad asilo e finiranno per le strade di Roma o Parigi, sollecitando tensioni sociali e razziali.

Bruxelles del resto ha creato leggi speciali a tutela dei trafficanti. In una sezione dedicata di una risoluzione della UE dell’aprile 2016″, si afferma che “armatori privati e organizzazioni non governative che assistono i salvataggi nel Mediterraneo, non devono essere soggetti a punizioni per l’assistenza che prestano”.

Nei due mesi della nostra osservazione del traffico marittimo, abbiamo monitorato il trasferimento illegale in Italia di almeno 39.000 africani, eseguito con il pieno consenso delle autorità italiane ed europee.
Inoltre, in ottobre abbiamo scoperto che quattro ONG hanno prelevato persone all’interno delle acque territoriali libiche. Abbiamo prova del fatto che questi scafisti avessero preventivamente comunicato la partenza alle autorità italiane. Dieci ore prima che i migranti lasciassero la Libia, la guardia costiera italiana infatti diresse la ONG verso il punto di raccolta. Potete leggere i dettagli completi in questo articolo: “Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling”.

Il MOAS ha legami stretti con la famosa compagnia americana di contractors Blackwater, con l’esercito americano e con la marina maltese: “The Americans from MOAS ferry migrants to Europe”.
Segnaliamo anche il nostro reportage completo sulle navi coinvolte e su come le persone in Africa vengono persuase a partire per l’Europa.

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