IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, QUELLO CHE NON VIENE DETTO.

La crisi economica funziona anche e soprattutto (se pianificata) per destabilizzare le società di ogni singolo Paese. La sola perdita della sovranità economica, non risulta sufficiente per le elites sovranazionali, quindi è necessario anche la perdita dell’identità nazionale tramite l’importazione in casa propria di scenari da terzo mondo. Il progetto dell’immigrazione forzata mira proprio alla destabilizzazione della società, in un contesto di gioco psicologico in cui trovandosi a contatto con il terzo mondo. Il caso dell’aggressione con il machete è emblematico, questo strumento lo abbiamo sempre associato alle lotte tribali-etniche in Africa, soprattutto nel tragico genocidio ruandese ed oggi, grazie alla globalizzazione del terzo mondo, questo strumento di morte, ce lo ritroviamo in casa, cosa inimmaginabile fino a pochi anni fa. In questo scenario il cittadino italiano (nel nostro caso) si dovrà abituare a ciò e quindi accettare in modo passivo i danni recati dalla crisi economica, in sostanza adeguarsi anch’esso agli standard da Paese sottosviluppato perché richiesto dall’austerità imposta per imporre un sistema economico monetario che mira alla svalutazione umana in nome del principio liberista del mercantilismo…

Ovviamente questo scenario di desolazione sociale deve essere difeso, giustificato ed imposto sotto l’ipocrisia di un fantomatico antirazzismo ed antifascismo, per nascondere il realtà il piano mondialista della globalizzazione della povertà.

Ma l’ipocrisia che fomenta la giustificazione dell’immigrazione di massa ci viene proposta con la frase: “Sono rifugiati, scappano dalle guerre”, troppo facile.

Quali guerre, non possiamo essere pressapochisti, pertanto bisogna analizzare la situazione politica-economica in Africa e da ciò con grafici e notizie si capirà che non ci sono guerre militari attualmente, tranne che in Libia, per la voglia di esportare “democrazia” mentre in Siria e in Yemen, perchè questi non allineati all’occidente. Ma la percentuale di libici e siriani che chiedono asilo in Italia è irrisorio e di certo non li vediamo bivaccare nelle stazioni italiane. Mentre NON si hanno notizia di profughi yemeniti in Italia.

Analizzando i Paesi da dove arrivano i clandestini, si capisce che questi provengono principalmente dall’Africa nera e qualcosa dal Nord.

E nei rispettivi paesi sotto elencati, NON sono presenti guerre civili o su scala internazionale.

In tutta la zona dell’Africa occidentale ex francese e portoghese,  NON è presente alcuna guerra civile o internazionale, così come nella zona anglofona degli Stati di Nigeria e Ghana.

Nella parte orientale dell’Africa, in Etiopia ed Eritrea attualmente NON sono presenti neanche in questi Paesi, guerre in corso, tali da far scattare un emergenza profughi.

Nelle prossime conferenze, analizzeremo nello specifico, la situazione nei tre principali Paesi dell’Africa orientale da dove provengono molti clandestini: Eritrea, Etiopia, Somalia e, poi, da alcuni del 10° parallelo: Repubblica Centrafricana e Nigeria e, infine dalla Siria, anche se fra quelli che sbarcano dalle nostre navi e che per essere accolti, si dichiarano siriani, quelli veri sono pochi.

Come confermato dalla scheda del ministero dell’Interno, la maggior parte dei Paesi ad esclusione della Siria, non hanno in corso guerre civili o internazionali.

Ma tutti hanno in comune una cosa sola: Moneta agganciata all’euro ed austerità.

Questi Stati adottano il Franco CFA, una moneta comune agganciata all’euro con un cambio fisso di  1 € = 655,957 CFA.

E sappiamo tutti, almeno per gli intellettualmente onesti, i danni economici che provocano le monete di Paesi meno forti, agganciati a quelli molto più forti finanziariamente.

Argentina, Italia, Spagna, Grecia dovrebbero insegnare,solo per citare alcuni Stati.

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