Archive | June 2015

CHI SONO I MAGGIORI AZIONISTI DELLA BANCA DI GRECIA?

La Banca di Grecia, cioé la banca centrale nazionale greca, fu istituita per Legge 3424/7 Dicembre 1927 (Gazzetta ufficiale A 298) di ratifica dell’accordo intervenuto tra lo Stato greco e la Banca Nazionale di Grecia in virtù del quale quest’ultima cedeva il suo privilegio di emettere banconote e veniva creata una nuova banca chiamata “Banca di Grecia” ai sensi del Protocollo di Ginevra del 15 settembre 1927, approvato dal Consiglio della Lega delle Nazioni.

[Estratti dal libro “The first fifty years of the Bank of Greece 1928-1978”, Bank of Greece, Athens 1978]

“… Ai sensi dell’Articoo 1 del suo Statuto, la nuova banca è una società anonima per azioni chiamata Banca di Grecia con sede ad Atene … Gli articoli 8, 9 e 10 dello Statuto prevedevano la capitalizzazione dell’istituto. Il suo capitale iniziale era di  400 milioni di dracme suddiviso in 80000 azioni con un valore nominale di 5000 dracme ognuna. Il capitale fu interamente versato e acquisito dalla Banca Nazionale di Grecia ai sensi dell’Articolo 2 del suo accordo con lo Stato greco. Conseguentemente, la Banca nazionale di Grecia emise questo capitale all’offerta pubblica accordando ai suoi azionisti il diritto di prelazione ad acquisire un’azione della Banca di Grecia per ogni due azioni detenute presso la Banca Nazionale di Grecia. Il prezzo di emissione fu fissato a 5000 dracme cadauna per la prima tranche e a 7500 dracme cadauna per la seconda e la terza.  Il premio fu suddiviso tra la Banca Nazionale di Grecia e lo Stato Greco….

Le azioni della Banca di Grecia sono registrate e quotate sulla Borsa di Atene dal 12 giugno 1930.

Dopo numerosi aumenti negli anni, il capitale della Banca di Grecia ammonta a  €111 243 361,60, suddiviso in 19 864 886 azioni con valore nominale di €5,60 each. Gli azionisti della Banca di Grecia sono circa 19000.”

Consiglio a tutti i greci, e a tutte le persone armate di buona volontà nella ricerca della verità, di bombardare di mail i seguenti per chiedere CHI SONO I MAGGIORI AZIONISTI DELLA BANCA DI GRECIA:

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e, poi:

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LETTERA AGLI ITALIANI: UE ED €URO SONO IL MALE ASSOLUTO. SVEGLIATEVI! (di Giuseppe PALMA)

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Cari concittadini,

questa Europa – così com’è – non va affatto bene, è una dittatura ben peggiore di quelle che l’Umanità ha già sofferto in passato: frustrazione, povertà e disoccupazione provocano gli stessi morti delle bombe, per cui siamo soldati indifesi di una Terza Guerra Mondiale, un conflitto globale che non si combatte né con i fucili né con i bombardamenti, bensì con le speculazioni finanziarie, con gli spread e con una moneta unica completamente sbagliata (l’Euro) che mira alla tutela del capitale internazionale a scapito del lavoro e, più in generale, delle Costituzioni nazionali e dei diritti fondamentali.

E i morti che derivano da questa nuova tipologia di conflitto, pur essendo tantissimi, non suscitano lo stesso clamore delle vittime da bombardamento!

Lì dove non sono riusciti nazismo e comunismo – contornati dalle tipiche vesti sia della dittatura formale che di quella sostanziale -, vi sta riuscendo questa Unione Europea, la quale – a differenza delle dittature del passato – è vestita con falsi abiti di amicizia, mutualità, fratellanza e solidarietà, ma nella sostanza esercita un potere dittatoriale che – a differenza di quanto era avvenuto per le dittature del Novecento – non promana dalla volontà popolare bensì da chi detiene il capitale internazionale.

Solo le libere coscienze e le menti indipendenti – semmai ancora ce ne fossero – possono individuare la strada maestra affinché interi popoli tornino ad essere concretamente liberi e sovrani.

Quello che fu un progetto nobile si è ormai trasformato in una sorta di dittatura dei banchieri, della finanza speculativa, della massoneria, delle multinazionali e dei grigi tecnocrati facenti parte dell’establishment aristocratico-finanziario (o da questo assoldati).

Quella che abbiamo visto sinora non è quindi l’Europa dei Popoli così come ci era stata promessa, è solo una cattiva riproposizione – con forme, vesti e strumenti raffinatisi nei Secoli – della parte negativa di quella tirannia del vecchio sistema ante Rivoluzione francese; una sorta di nuovo Ancien Régime europeo ben peggiore dell’assolutismo monarchico.

E con una buona dose di “sapiente persuasione” operata dai falsi europeisti (nostrani e no) e dai mezzi di informazione completamente assoggettatisi al regime eurocratico, eccoci ridotti in schiavitù. Vi riporto solo alcuni esempi capaci di farvi accapponare la pelle:

La frettolosa ma cosciente introduzione di una moneta unica criminale, la quale, privando gli Stati della loro sovranità monetaria, ha tolto agli stessi la potestà di poter generare moneta dal nulla costringendoli ad andarsela a cercare. In che modo? Andandola a prendere dai cittadini (attraverso l’aumento delle tasse, l’inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale, le limitazioni all’utilizzo del denaro contante, i tagli selvaggi allo Stato sociale etc…), oppure chiedendola in prestito ai mercati dei capitali privati (es. banche private), ai quali va restituita con gli interessi i cui tassi sono stabiliti sulla base dell’affidabilità finanziaria di ciascuno Stato richiedente a poterla restituire. E secondo voi, da chi va lo Stato a prendere la moneta da restituire (con gli interessi) ai mercati dei capitali privati? Ovviamente dai cittadini, come sopra specificato. Per di più l’Euro è una moneta a cambi fissi, quindi non è più possibile intervenire sul cambio al fine di poter svalutare la moneta ed aiutare le aziende in termini di esportazioni, quindi – affinché le nostre merci tornino ad essere competitive sui mercati – si rende necessario svalutare il lavoro (ridurre i salari, contrarre le garanzie contrattuali e di legge, peggiorare la qualità occupazionale etc…). Il tutto condito dall’aggravante che, avendo un’unica moneta per tutti gli Stati e più debiti pubblici tanti quanti sono gli Stati, l’apparato eurocratico ha volutamente costruito una Banca Centrale Europea (BCE) che – addirittura per Statuto – non può finanziare nessuno dei debiti pubblici di ciascuno Stato e quindi non può fungere da prestatrice di ultima istanza, lasciando funestamente questa funzione ai cittadini. E quando sentite parlare di fondi salva-Stati o di Quantitative Easing, sappiate che nessuno ci sta regalando nulla; saremo sempre noi – alla fine – a pagare o a dover in ogni caso garantire. Con queste premesse è ovvio che il debito pubblico di ciascuno Stato dell’Eurozona diventa un problema enorme, a differenza degli Stati che godono di piena sovranità monetaria, i quali, creando dal nulla la moneta ed attribuendole valore intrinseco, teoricamente possono emettere tanta moneta quanto è l’ammontare del debito pubblico, senza alcun massacro sociale! Avete capito adesso cos’è questa moneta unica? D’altronde non c’è nulla da meravigliarsi: l’Euro non nasce per garantire libertà, democrazia, lavoro e diritti, bensì per tutelare il capitale internazionale, i cui pochissimi detentori sono totalmente contrari alle svalutazioni competitive della moneta (ovviamente). In pratica, per dirla con parole semplici, il diritto e la politica hanno ceduto il loro primato all’economia e ai mercati;
La sottoscrizione di Trattati internazionali (dal Trattato di Maastricht a quello di Lisbona) che hanno svuotato – anche dal punto di vista dell’esercizio della funzione legislativa – le Costituzioni degli Stati membri, rendendo queste – seppur formalmente vigenti – sostanzialmente inefficaci, tant’è che il Regolamento dell’UE (adottato attraverso una procedura meno democratica di quella prevista ad esempio dalla Costituzione italiana) prevale – nella scala gerarchica delle Fonti del Diritto – sulle leggi adottate dai Parlamenti nazionali, le quali sono invece approvate con procedure democratiche frutto del sangue versato in Secoli di lotte e sofferenze. Ma v’è di più: gli atti giuridici dell’Unione Europea non sono adottati – come ci insegnano le conquiste democratiche dalla Rivoluzione francese in avanti – da un’assemblea eletta direttamente dal popolo, bensì – attraverso una procedura congiunta di adozione dell’atto – da Parlamento europeo e Consiglio dell’UE, un organismo – quest’ultimo – non eletto da nessuno e composto dai ministri di ciascuno Stato membro competenti per materia da trattare, e che quindi quasi nessuno conosce;
La sottoscrizione di Trattati (vedesi ad esempio il Trattato di Maastricht oppure il cosiddetto Fiscal Compact) contenenti norme forcaiole che prevedono, tra le altre cose, l’obbligo per ciascuno Stato firmatario di rispettare un rigido tetto nel rapporto deficit/PIL che da Maastricht a Lisbona era del 3%, ma che con il Fiscal Compact è diventato dello 0,5% (limite che né gli Stati Uniti d’America né il Giappone hanno). Ciò significa che, dal momento in cui entrerà in vigore il Fiscal Compact (per noi dal 2016), lo Stato non potrà più spendere a deficit, quindi dovrà tassare in misura pressoché equivalente a quanto spende, lasciando zero ricchezza ai cittadini. Ma v’è di più: il Fiscal Compact (che il Parlamento italiano ha ratificato nel più vergognoso silenzio mentre gli italiani erano al mare) prevede anche l’obbligo per ciascuno degli Stati firmatari di recepire nei propri ordinamenti giuridici nazionali il vincolo del pareggio di bilancio, un crimine che l’Italia – unico Paese tra quelli firmatari – ha già provveduto a costituzionalizzare. Il tutto a vantaggio, come ho già scritto, di quei pochi che detengono il capitale internazionale e a svantaggio, come ovvio, delle Costituzioni nazionali e dei diritti fondamentali. S. La revisione costituzionale con la quale il Parlamento italiano ha costituzionalizzato il vincolo del pareggio di bilancio (art. 81 Cost.) è stata votata con una maggioranza tale da evitare l’eventuale referendum popolare di tipo confermativo (art. 138 Cost.);
gli Stati che hanno firmato la loro condanna a morte e che pertanto si trovano costretti a rispettare il contenuto dei Trattati, hanno introdotto nei propri ordinamenti giuridici nazionali (in primis l’Italia) strumenti altamente invasivi di accertamento fiscale, con la diretta conseguenza che – sull’onda del Terrore generato da tali misure – si è prodotto lo spostamento all’estero della circolazione monetaria e della ricchezza. E medesimo discorso dicasi in merito sia alla rigida previsione di un limite all’utilizzo del denaro contante che all’introduzione di un sistema forzoso di utilizzo della moneta elettronica, misure che hanno generato e continueranno a determinare – per effetto della Paura – una drastica riduzione dei consumi interni, con ripercussioni negative sul PIL e sull’occupazione;
l’introduzione di limiti assurdi, che lambiscono il ridicolo, come ad esempio quello sul tasso di acidità dell’olio extravergine d’oliva e sulla composizione alimentare della pizza margherita. Alla luce del fatto che in Puglia, in Calabria, in Liguria e in Toscana si produce il miglior olio del mondo e che a Napoli fanno la pizza più buona dell’intero Universo, non si comprende per quale motivo l’Unione Europea ponga limiti così stringenti. In realtà il motivo c’è, ed è quello di massacrare i piccoli coltivatori e le piccole attività di ristorazione ad esclusivo vantaggio delle multinazionali;
la folle regolamentazione, che rasenta anch’essa il ridicolo, sulle dimensioni dei frutti della terra e del mare (banane, cicorie, vongole, meloni etc…), in modo tale da massacrare la produzione e gli scambi commerciali dei piccoli produttori a vantaggio sia della produzione industriale mascherata da produzione biologica sia della grande distribuzione;
l’esautoramento dei processi democratico/elettorali. Il sistema elettorale per l’elezione del Parlamento europeo rende impossibile ai partiti euro-scettici, se anche ottenessero in tutta Europa la maggioranza relativa dei voti, di poter determinare la produzione legislativa dell’Unione, che già per Trattato non è nemmeno assegnata esclusivamente al Parlamento europeo. Faccio un esempio: se in tutti gli Stati membri dell’UE i partiti euro-scettici vincessero le elezioni con un sonante 40-45% di consensi, la somma dei voti ottenuti dagli altri due grandi partiti europeisti (PSE e PPE), pur perdendo ciascuno le elezioni, attribuirebbe a questi un numero di seggi che sarebbe addirittura del 55-60%! A differenza invece della maggior parte dei sistemi elettorali nazionali che, per garantire a tutti i costi la vittoria elettorale dei partiti europeisti, sono concepiti per assegnare premi di maggioranza abnormi al partito di maggioranza relativa, lasciando alla maggioranza assoluta o qualificata (che si presenta divisa) il destino di andare all’opposizione!

Nonostante quanto premesso nei 7 punti di cui sopra, i nostri politici (che è bene ricordare sono stati nominati e non eletti), alcuni dei quali strettamente funzionali alla “rete globale” dell’establishment aristocratico-finanziario, continuano ad andare in televisione a lavarsi la bocca con parole come Costituzione, lavoro, democrazia, libertà, diritti civili, etc, etc… Si vergognino!

E stesso discorso andrebbe fatto anche nei riguardi dell’Ordine giudiziario (l’unica casta veramente intoccabile del nostro Paese), il quale – ergendosi illegittimamente a Terzo potere dello Stato – è anch’esso parte attiva delle “logiche globali” e di perseguimento delle finalità ad esse strumentali.

L’Italia è il Paese più bello del mondo; senza gli italiani non esisterebbero il diritto, la pittura, la scultura, la musica, l’architettura, la radio, la pila, le banche, la poesia, il pianoforte, la pizza e mille altre cose… ciononostante, questa Europa si permette il lusso di fare da padrona in casa nostra e di venirci a dettare regole assurde e non condivise. E noi glielo consentiamo accettando ogni sopruso!

Diceva Giovanni Giolitti: «[…] le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un Paese… Un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito». Questa Unione Europea, invece, cuce e confeziona “abiti” tutti uguali per persone con “taglie” e caratteristiche completamente diverse, in aperto contrasto con il sacrosanto principio naturale di diversità dei popoli e degli esseri umani! Come si può pretendere che una medesima regolamentazione – sulle più svariate materie – possa andar bene a circa mezzo miliardo di persone che, per ragioni storiche e non solo, sono completamente diverse tra loro? Ciò premesso, appare quindi sufficientemente chiaro che la struttura giuridica di questa Unione Europea si fondi su un imbarazzante criterio di “Irragionevolezza”!

È dunque giunta l’ora che il popolo si svegli!

Ricordiamoci che la libertà non la si toglie mai tutta d’un botto, la si esautora volta per volta (attraverso una pianificata sistematicità di atti) e spesso con l’incosciente benestare delle vittime.

Cosa aspettiamo dunque ad indignarci? Non possiamo più continuare ad assistere inermi alla costante e progettata ramificazione del “Pensiero Unico Dominante”!

Siamo il Paese dell’Arte e della Bellezza, la terra madre di un patrimonio letterario, artistico e paesaggistico che non ha eguali nel mondo e che tutti ci ammirano con immenso stupore: non possiamo continuare ad accettare di dover perire sotto i colpi mortali inflitti dagli interessi del capitale internazionale che sfrutta (o peggio ha a libro paga) una certa politica (nostrana e sovranazionale) ipocrita e arrogante che ha consentito, e continua ad alimentare con criminale coscienza, l’instaurarsi di una dittatura globale appositamente costruita per sottomettere – non con le armi ma con la pianificata ramificazione del “Pensiero Unico Dominante” ed attraverso una moneta unica criminale – centinaia di milioni di persone!

La falsa modernità che questa Unione Europea ci propone quale inevitabile percorso per il futuro allo scopo di conseguire un progresso dal quale non possiamo sottrarci, altro non è che una criminale modernità Restauratrice!

Italia, sii degna delle parole scritte dall’autore del Tuo inno: DESTATI!

Giuseppe PALMA

LETTERA AGLI ITALIANI: UE ED €URO SONO IL MALE ASSOLUTO. SVEGLIATEVI! (di Giuseppe PALMA)

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Cari concittadini,

questa Europa – così com’è – non va affatto bene, è una dittatura ben peggiore di quelle che l’Umanità ha già sofferto in passato: frustrazione, povertà e disoccupazione provocano gli stessi morti delle bombe, per cui siamo soldati indifesi di una Terza Guerra Mondiale, un conflitto globale che non si combatte né con i fucili né con i bombardamenti, bensì con le speculazioni finanziarie, con gli spread e con una moneta unica completamente sbagliata (l’Euro) che mira alla tutela del capitale internazionale a scapito del lavoro e, più in generale, delle Costituzioni nazionali e dei diritti fondamentali.

E i morti che derivano da questa nuova tipologia di conflitto, pur essendo tantissimi, non suscitano lo stesso clamore delle vittime da bombardamento!

Lì dove non sono riusciti nazismo e comunismo – contornati dalle tipiche vesti sia della dittatura formale che di quella sostanziale -, vi sta riuscendo questa Unione Europea, la quale – a differenza delle dittature del passato – è vestita con falsi abiti di amicizia, mutualità, fratellanza e solidarietà, ma nella sostanza esercita un potere dittatoriale che – a differenza di quanto era avvenuto per le dittature del Novecento – non promana dalla volontà popolare bensì da chi detiene il capitale internazionale.

Solo le libere coscienze e le menti indipendenti – semmai ancora ce ne fossero – possono individuare la strada maestra affinché interi popoli tornino ad essere concretamente liberi e sovrani.

Quello che fu un progetto nobile si è ormai trasformato in una sorta di dittatura dei banchieri, della finanza speculativa, della massoneria, delle multinazionali e dei grigi tecnocrati facenti parte dell’establishment aristocratico-finanziario (o da questo assoldati).

Quella che abbiamo visto sinora non è quindi l’Europa dei Popoli così come ci era stata promessa, è solo una cattiva riproposizione – con forme, vesti e strumenti raffinatisi nei Secoli – della parte negativa di quella tirannia del vecchio sistema ante Rivoluzione francese; una sorta di nuovo Ancien Régime europeo ben peggiore dell’assolutismo monarchico.

E con una buona dose di “sapiente persuasione” operata dai falsi europeisti (nostrani e no) e dai mezzi di informazione completamente assoggettatisi al regime eurocratico, eccoci ridotti in schiavitù. Vi riporto solo alcuni esempi capaci di farvi accapponare la pelle:

La frettolosa ma cosciente introduzione di una moneta unica criminale, la quale, privando gli Stati della loro sovranità monetaria, ha tolto agli stessi la potestà di poter generare moneta dal nulla costringendoli ad andarsela a cercare. In che modo? Andandola a prendere dai cittadini (attraverso l’aumento delle tasse, l’inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale, le limitazioni all’utilizzo del denaro contante, i tagli selvaggi allo Stato sociale etc…), oppure chiedendola in prestito ai mercati dei capitali privati (es. banche private), ai quali va restituita con gli interessi i cui tassi sono stabiliti sulla base dell’affidabilità finanziaria di ciascuno Stato richiedente a poterla restituire. E secondo voi, da chi va lo Stato a prendere la moneta da restituire (con gli interessi) ai mercati dei capitali privati? Ovviamente dai cittadini, come sopra specificato. Per di più l’Euro è una moneta a cambi fissi, quindi non è più possibile intervenire sul cambio al fine di poter svalutare la moneta ed aiutare le aziende in termini di esportazioni, quindi – affinché le nostre merci tornino ad essere competitive sui mercati – si rende necessario svalutare il lavoro (ridurre i salari, contrarre le garanzie contrattuali e di legge, peggiorare la qualità occupazionale etc…). Il tutto condito dall’aggravante che, avendo un’unica moneta per tutti gli Stati e più debiti pubblici tanti quanti sono gli Stati, l’apparato eurocratico ha volutamente costruito una Banca Centrale Europea (BCE) che – addirittura per Statuto – non può finanziare nessuno dei debiti pubblici di ciascuno Stato e quindi non può fungere da prestatrice di ultima istanza, lasciando funestamente questa funzione ai cittadini. E quando sentite parlare di fondi salva-Stati o di Quantitative Easing, sappiate che nessuno ci sta regalando nulla; saremo sempre noi – alla fine – a pagare o a dover in ogni caso garantire. Con queste premesse è ovvio che il debito pubblico di ciascuno Stato dell’Eurozona diventa un problema enorme, a differenza degli Stati che godono di piena sovranità monetaria, i quali, creando dal nulla la moneta ed attribuendole valore intrinseco, teoricamente possono emettere tanta moneta quanto è l’ammontare del debito pubblico, senza alcun massacro sociale! Avete capito adesso cos’è questa moneta unica? D’altronde non c’è nulla da meravigliarsi: l’Euro non nasce per garantire libertà, democrazia, lavoro e diritti, bensì per tutelare il capitale internazionale, i cui pochissimi detentori sono totalmente contrari alle svalutazioni competitive della moneta (ovviamente). In pratica, per dirla con parole semplici, il diritto e la politica hanno ceduto il loro primato all’economia e ai mercati;
La sottoscrizione di Trattati internazionali (dal Trattato di Maastricht a quello di Lisbona) che hanno svuotato – anche dal punto di vista dell’esercizio della funzione legislativa – le Costituzioni degli Stati membri, rendendo queste – seppur formalmente vigenti – sostanzialmente inefficaci, tant’è che il Regolamento dell’UE (adottato attraverso una procedura meno democratica di quella prevista ad esempio dalla Costituzione italiana) prevale – nella scala gerarchica delle Fonti del Diritto – sulle leggi adottate dai Parlamenti nazionali, le quali sono invece approvate con procedure democratiche frutto del sangue versato in Secoli di lotte e sofferenze. Ma v’è di più: gli atti giuridici dell’Unione Europea non sono adottati – come ci insegnano le conquiste democratiche dalla Rivoluzione francese in avanti – da un’assemblea eletta direttamente dal popolo, bensì – attraverso una procedura congiunta di adozione dell’atto – da Parlamento europeo e Consiglio dell’UE, un organismo – quest’ultimo – non eletto da nessuno e composto dai ministri di ciascuno Stato membro competenti per materia da trattare, e che quindi quasi nessuno conosce;
La sottoscrizione di Trattati (vedesi ad esempio il Trattato di Maastricht oppure il cosiddetto Fiscal Compact) contenenti norme forcaiole che prevedono, tra le altre cose, l’obbligo per ciascuno Stato firmatario di rispettare un rigido tetto nel rapporto deficit/PIL che da Maastricht a Lisbona era del 3%, ma che con il Fiscal Compact è diventato dello 0,5% (limite che né gli Stati Uniti d’America né il Giappone hanno). Ciò significa che, dal momento in cui entrerà in vigore il Fiscal Compact (per noi dal 2016), lo Stato non potrà più spendere a deficit, quindi dovrà tassare in misura pressoché equivalente a quanto spende, lasciando zero ricchezza ai cittadini. Ma v’è di più: il Fiscal Compact (che il Parlamento italiano ha ratificato nel più vergognoso silenzio mentre gli italiani erano al mare) prevede anche l’obbligo per ciascuno degli Stati firmatari di recepire nei propri ordinamenti giuridici nazionali il vincolo del pareggio di bilancio, un crimine che l’Italia – unico Paese tra quelli firmatari – ha già provveduto a costituzionalizzare. Il tutto a vantaggio, come ho già scritto, di quei pochi che detengono il capitale internazionale e a svantaggio, come ovvio, delle Costituzioni nazionali e dei diritti fondamentali. S. La revisione costituzionale con la quale il Parlamento italiano ha costituzionalizzato il vincolo del pareggio di bilancio (art. 81 Cost.) è stata votata con una maggioranza tale da evitare l’eventuale referendum popolare di tipo confermativo (art. 138 Cost.);
gli Stati che hanno firmato la loro condanna a morte e che pertanto si trovano costretti a rispettare il contenuto dei Trattati, hanno introdotto nei propri ordinamenti giuridici nazionali (in primis l’Italia) strumenti altamente invasivi di accertamento fiscale, con la diretta conseguenza che – sull’onda del Terrore generato da tali misure – si è prodotto lo spostamento all’estero della circolazione monetaria e della ricchezza. E medesimo discorso dicasi in merito sia alla rigida previsione di un limite all’utilizzo del denaro contante che all’introduzione di un sistema forzoso di utilizzo della moneta elettronica, misure che hanno generato e continueranno a determinare – per effetto della Paura – una drastica riduzione dei consumi interni, con ripercussioni negative sul PIL e sull’occupazione;
l’introduzione di limiti assurdi, che lambiscono il ridicolo, come ad esempio quello sul tasso di acidità dell’olio extravergine d’oliva e sulla composizione alimentare della pizza margherita. Alla luce del fatto che in Puglia, in Calabria, in Liguria e in Toscana si produce il miglior olio del mondo e che a Napoli fanno la pizza più buona dell’intero Universo, non si comprende per quale motivo l’Unione Europea ponga limiti così stringenti. In realtà il motivo c’è, ed è quello di massacrare i piccoli coltivatori e le piccole attività di ristorazione ad esclusivo vantaggio delle multinazionali;
la folle regolamentazione, che rasenta anch’essa il ridicolo, sulle dimensioni dei frutti della terra e del mare (banane, cicorie, vongole, meloni etc…), in modo tale da massacrare la produzione e gli scambi commerciali dei piccoli produttori a vantaggio sia della produzione industriale mascherata da produzione biologica sia della grande distribuzione;
l’esautoramento dei processi democratico/elettorali. Il sistema elettorale per l’elezione del Parlamento europeo rende impossibile ai partiti euro-scettici, se anche ottenessero in tutta Europa la maggioranza relativa dei voti, di poter determinare la produzione legislativa dell’Unione, che già per Trattato non è nemmeno assegnata esclusivamente al Parlamento europeo. Faccio un esempio: se in tutti gli Stati membri dell’UE i partiti euro-scettici vincessero le elezioni con un sonante 40-45% di consensi, la somma dei voti ottenuti dagli altri due grandi partiti europeisti (PSE e PPE), pur perdendo ciascuno le elezioni, attribuirebbe a questi un numero di seggi che sarebbe addirittura del 55-60%! A differenza invece della maggior parte dei sistemi elettorali nazionali che, per garantire a tutti i costi la vittoria elettorale dei partiti europeisti, sono concepiti per assegnare premi di maggioranza abnormi al partito di maggioranza relativa, lasciando alla maggioranza assoluta o qualificata (che si presenta divisa) il destino di andare all’opposizione!

Nonostante quanto premesso nei 7 punti di cui sopra, i nostri politici (che è bene ricordare sono stati nominati e non eletti), alcuni dei quali strettamente funzionali alla “rete globale” dell’establishment aristocratico-finanziario, continuano ad andare in televisione a lavarsi la bocca con parole come Costituzione, lavoro, democrazia, libertà, diritti civili, etc, etc… Si vergognino!

E stesso discorso andrebbe fatto anche nei riguardi dell’Ordine giudiziario (l’unica casta veramente intoccabile del nostro Paese), il quale – ergendosi illegittimamente a Terzo potere dello Stato – è anch’esso parte attiva delle “logiche globali” e di perseguimento delle finalità ad esse strumentali.

L’Italia è il Paese più bello del mondo; senza gli italiani non esisterebbero il diritto, la pittura, la scultura, la musica, l’architettura, la radio, la pila, le banche, la poesia, il pianoforte, la pizza e mille altre cose… ciononostante, questa Europa si permette il lusso di fare da padrona in casa nostra e di venirci a dettare regole assurde e non condivise. E noi glielo consentiamo accettando ogni sopruso!

Diceva Giovanni Giolitti: «[…] le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un Paese… Un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito». Questa Unione Europea, invece, cuce e confeziona “abiti” tutti uguali per persone con “taglie” e caratteristiche completamente diverse, in aperto contrasto con il sacrosanto principio naturale di diversità dei popoli e degli esseri umani! Come si può pretendere che una medesima regolamentazione – sulle più svariate materie – possa andar bene a circa mezzo miliardo di persone che, per ragioni storiche e non solo, sono completamente diverse tra loro? Ciò premesso, appare quindi sufficientemente chiaro che la struttura giuridica di questa Unione Europea si fondi su un imbarazzante criterio di “Irragionevolezza”!

È dunque giunta l’ora che il popolo si svegli!

Ricordiamoci che la libertà non la si toglie mai tutta d’un botto, la si esautora volta per volta (attraverso una pianificata sistematicità di atti) e spesso con l’incosciente benestare delle vittime.

Cosa aspettiamo dunque ad indignarci? Non possiamo più continuare ad assistere inermi alla costante e progettata ramificazione del “Pensiero Unico Dominante”!

Siamo il Paese dell’Arte e della Bellezza, la terra madre di un patrimonio letterario, artistico e paesaggistico che non ha eguali nel mondo e che tutti ci ammirano con immenso stupore: non possiamo continuare ad accettare di dover perire sotto i colpi mortali inflitti dagli interessi del capitale internazionale che sfrutta (o peggio ha a libro paga) una certa politica (nostrana e sovranazionale) ipocrita e arrogante che ha consentito, e continua ad alimentare con criminale coscienza, l’instaurarsi di una dittatura globale appositamente costruita per sottomettere – non con le armi ma con la pianificata ramificazione del “Pensiero Unico Dominante” ed attraverso una moneta unica criminale – centinaia di milioni di persone!

La falsa modernità che questa Unione Europea ci propone quale inevitabile percorso per il futuro allo scopo di conseguire un progresso dal quale non possiamo sottrarci, altro non è che una criminale modernità Restauratrice!

Italia, sii degna delle parole scritte dall’autore del Tuo inno: DESTATI!

Giuseppe PALMA

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, QUELLO CHE NON VIENE DETTO.

La crisi economica funziona anche e soprattutto (se pianificata) per destabilizzare le società di ogni singolo Paese. La sola perdita della sovranità economica, non risulta sufficiente per le elites sovranazionali, quindi è necessario anche la perdita dell’identità nazionale tramite l’importazione in casa propria di scenari da terzo mondo. Il progetto dell’immigrazione forzata mira proprio alla destabilizzazione della società, in un contesto di gioco psicologico in cui trovandosi a contatto con il terzo mondo. Il caso dell’aggressione con il machete è emblematico, questo strumento lo abbiamo sempre associato alle lotte tribali-etniche in Africa, soprattutto nel tragico genocidio ruandese ed oggi, grazie alla globalizzazione del terzo mondo, questo strumento di morte, ce lo ritroviamo in casa, cosa inimmaginabile fino a pochi anni fa. In questo scenario il cittadino italiano (nel nostro caso) si dovrà abituare a ciò e quindi accettare in modo passivo i danni recati dalla crisi economica, in sostanza adeguarsi anch’esso agli standard da Paese sottosviluppato perché richiesto dall’austerità imposta per imporre un sistema economico monetario che mira alla svalutazione umana in nome del principio liberista del mercantilismo…

Ovviamente questo scenario di desolazione sociale deve essere difeso, giustificato ed imposto sotto l’ipocrisia di un fantomatico antirazzismo ed antifascismo, per nascondere il realtà il piano mondialista della globalizzazione della povertà.

Ma l’ipocrisia che fomenta la giustificazione dell’immigrazione di massa ci viene proposta con la frase: “Sono rifugiati, scappano dalle guerre”, troppo facile.

Quali guerre, non possiamo essere pressapochisti, pertanto bisogna analizzare la situazione politica-economica in Africa e da ciò con grafici e notizie si capirà che non ci sono guerre militari attualmente, tranne che in Libia, per la voglia di esportare “democrazia” mentre in Siria e in Yemen, perchè questi non allineati all’occidente. Ma la percentuale di libici e siriani che chiedono asilo in Italia è irrisorio e di certo non li vediamo bivaccare nelle stazioni italiane. Mentre NON si hanno notizia di profughi yemeniti in Italia.

Analizzando i Paesi da dove arrivano i clandestini, si capisce che questi provengono principalmente dall’Africa nera e qualcosa dal Nord.

E nei rispettivi paesi sotto elencati, NON sono presenti guerre civili o su scala internazionale.

In tutta la zona dell’Africa occidentale ex francese e portoghese,  NON è presente alcuna guerra civile o internazionale, così come nella zona anglofona degli Stati di Nigeria e Ghana.

Nella parte orientale dell’Africa, in Etiopia ed Eritrea attualmente NON sono presenti neanche in questi Paesi, guerre in corso, tali da far scattare un emergenza profughi.

Nelle prossime conferenze, analizzeremo nello specifico, la situazione nei tre principali Paesi dell’Africa orientale da dove provengono molti clandestini: Eritrea, Etiopia, Somalia e, poi, da alcuni del 10° parallelo: Repubblica Centrafricana e Nigeria e, infine dalla Siria, anche se fra quelli che sbarcano dalle nostre navi e che per essere accolti, si dichiarano siriani, quelli veri sono pochi.

Come confermato dalla scheda del ministero dell’Interno, la maggior parte dei Paesi ad esclusione della Siria, non hanno in corso guerre civili o internazionali.

Ma tutti hanno in comune una cosa sola: Moneta agganciata all’euro ed austerità.

Questi Stati adottano il Franco CFA, una moneta comune agganciata all’euro con un cambio fisso di  1 € = 655,957 CFA.

E sappiamo tutti, almeno per gli intellettualmente onesti, i danni economici che provocano le monete di Paesi meno forti, agganciati a quelli molto più forti finanziariamente.

Argentina, Italia, Spagna, Grecia dovrebbero insegnare,solo per citare alcuni Stati.