STORIE GRILLESCHE DI UN ANNO FA, MA GLI ITALIANI SON GLI STESSI DEL 25 LUGLIO 1943.

Senato - Fiducia al governo Letta

Senatrice Gruppo Azione Partecipazione popolare (già gruppo Misto dal 15/03/2013 )

Ottobre 2013.-  Paola De Pin, senatrice che ha abbandonato tempo fa il MoVimento 5 Stelle, prende la parola a Palazzo Madama per annunciare che voterà la fiducia al governo Letta. Ma il suo è anche e soprattutto una requisitoria nei confronti del suo ex gruppo parlamentare.Paola De Pin, il MoVimento 5 Stelle e quelle mail a Casaleggio

La senatrice che ha criticato i “capi”ci racconta da dove è nato tutto: “Perché gli elettori devono sapere”
È sera, Paola De Pin, senatrice fuoriuscita dal Movimento 5 stelle, è più tranquilla. Le lacrime immortalate dagli obiettivi e quelle mani tremanti durante la lettura della dichiarazione di voto di fiducia al governo Letta sono ora ferme. De Pin è stata fortemente criticata da un suo ex collega di Movimento, il senatore Castaldi. La senatrice ha pubblicamente puntato il dito in aula contro i vertici del MoVimento. Davanti a tutti e sopratutto in una delle dirette streaming più seguite di Madama:
Tra i molti responsabili, appartenenti a quasi tutti i partiti rappresentati in quest’Aula, desidero, in quanto eletta nelle file del Movimento 5 Stelle, e quindi in diretta conoscenza dei fatti… (Commenti dal Gruppo M5S). I vertici, con la scusa della fedeltà formale nei confronti di un pezzo di carta, il «non statuto», essi hanno compiuto un tradimento sostanziale nei confronti degli elettori che domandavano il cambiamento…
Scusi se la disturbo…
Si figuri è la ventesima.
Ci sono stati attimi un po’ tesi oggi in Senato
Sono più tranquilla. Alle parole e agli insulti siamo abituati.
Lei oltre a dare la fiducia al governo Letta ha mosso delle accuse un po’ pesanti…
Partiamo a monte. Queste cose le ho dette perché d’accordo con gli altri senatori usciti dal gruppo 5 stelle. Ho dato il via, ma è una cosa di cui si discute da mesi. Certo è un pensiero, si può benissimo replicare, ma ci sono oramai dei fatti che confermano questo. Cosa è successo? Il MoVimento ha vinto le elezioni, quando sono entrata in Senato pensavo di poter fare realmente qualcosa per il Paese. Era il momento giusto, il consenso ce lo avevamo. A marzo scrissi a Casaleggio: una proposta di governo con delle personalità eccellenti…
Un accordo col Pd?
Non proprio un accordo, un sostegno esterno. Troviamo delle personalità, chiediamoli 3/4 punti.
Di che parlavano?
Ah ne avevo lanciati tanti. Uno era sulla legge elettorale, l’altro sulla abolizione finanziamento giornali-partiti, l’altro sulla questione Tav…
Che accadde?
Come di tutta risposta all’epoca ricevetti una telefonata che in sostanza mi diceva di non pensare, di non fare niente, “guai a te”, “allineati”. Una risposta che mi è rimasta sempre dentro. Nei mesi successivi ne parlavamo tra di noi, anche con Adele Gambaro e ci chiedevamo: ‘Perché i vertici non vogliono un cambiamento?’. Era lì, era a portata di mano. Io all’epoca quattro o cinque punti li avevo proposti. Da lì si cominciava no? Ho studiato scienze politiche, ma la politica non l’ho mai fatta. Se vuoi ottenere qualcosa però lo fai anche a piccoli passi. Non si può pretendere, se non sai camminare, di correre. Per me è stato come un tradimento. A marzo ho capito che qualcosa non andava, come se ci fossero dei poteri forti. La teoria e gli scritti di Federico Caffè no? L’allarmismo economico. Ecco creare allarme per non cambiare però nulla. Siamo in tanti, ci sono tanti ragazzi del Movimento. Sono delusi.
Dentro il Movimento?

Ma parlamentari?
No, dei meet up. Ci hanno incontrato. Parliamo con loro già da un mese. Si sentono traditi. Basti pensare cosa è successo alle amministrative di Roma. Tornando a me, oggi tenevo a far vedere cosa era il Movimento: violenza e improperi. Hanno raccolto questa pentola che bolle. I vertici hanno messo il coperchio: guai a cambiare.
Secondo lei ci sono delle pressioni…
Mantenere lo status quo. Oggi purtroppo Berlusconi ci ha spiazzato, ma le mie parole servivano per dire che la politica si fa in un altro modo. Si fa con le trattative. Ho fatto il commerciale. Tra portare una “casa zero” o un contratto è meglio il contratto. Per chi sta fuori tutta questa messa in scena non viene capita. Agli italiani interessa un solo punto: almeno la legge elettorale. Noi ex abbiamo tutti e quattro una linea: con grande sofferenza votiamo la fiducia. Andare alle elezioni, con questo allarmismo, va tutto a discapito degli italiani.
Alcuni colleghi hanno preso le distanze dal suo discorso, altri hanno recriminato le gesta di Castaldi…
Il Movimento così come è non va bene. Gli ideali erano davvero giusti, li abbiamo sposati. Ci credevamo. Il problema però è più grande: non si può andare avanti così senza dialogo, con invettive.
A quella mail le rispose Casaleggio?
No, un suo addetto. Noi non contiamo niente lì…
A proposito di staff Messora ha parlato sulla questione come “solo cittadini che litigano fra loro”
Non mi interessa. Sono felice del gesto che ho fatto. Lo sentivamo tutti i fuoriusciti. Noi riteniamo che abbiano tradito otto milioni di italiani.
Lei però faceva parte del Movimento…
La realtà era bella, se non hai potere. Uno valeva uno. Qui a Roma, dove effettivamente c’era da decidere, noi non contavamo più nulla.
Lei ha ricevuto delle minacce per le sue posizioni?
Sì a giugno, quando decisi di andarmene. Sono stata male per settimane. Adesso ho fatto gli anticorpi. Quello che è successo oggi è la replica di mesi fa. All’epoca mi chiusi a riccio. Ero spaventata. Non dormivo di notte. Adesso sono forte. Ci sono tante persone che la pensano come me.
Un ultima domanda. Lei ha davanti a sé un elettore 5 stelle, una persona che commenta sul blog, che magari si sta chiedendo come mai ancora la piattaforma ancora non parte…
Non la faranno mai, perderebbero il potere. Tutti gli altri non contano nulla. Sarà difficile lasciar decidere il popolo italiano. Ah, ma se fossi smentita sarei ben contenta. Significa che il MoVimento sta cambiando.

Che dire? Nulla è cambiato nel movimento dei rinnovatori. Alle europee di maggio il primo flop, bilanciato dall’aver mandato a Strasburgo un pizzaiolo con la terza media. Alle prossime regionali vedremo la corsa affannosa degli sfigati e delle baccanti che ormai sentono la terra franare sotto i piedi.
Mi complimento con la signora.. ci vuole molto più coraggio ad esprimere il proprio pensiero che a seguire il gregge.

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