Un “clandestino” nel nuovo Consiglio Comunale di Padova

di Lorenzo Filippi.

PUBBLICO QUESTO GRIDO DI DOLORE PERCHE’ NE SIAMO UN PO’ TUTTI RESPONSABILI. Questa storia addolora per due motivi: Il primo, che sul cadavere di questa Italia si sono avventati gli affamati portati da un pifferaio sul treno della speranza. Il secondo, che un uomo ha profittato dell’onestà di molti e di questo suo devotissimo amico per creare un ufficio di collocamento degli sfigati, quasi sempre sfigati non per caso e disposti a qualsiasi imbroglio pur di rimontare dal profondo del loro cesso. Eccoli, dunque,profittare della maledetta abitudine di troppi di noi a delegare la tutela dei propri principi e dei propri diritti e tramutarsi in istituzioni senza vergogna alcuna per la loro pochezza e tramestare profittando di una gerarchia impostora che non dovrebbe esistere. Addolora, la ferita di Lorenzo, che ha creduto nel suo amico divenuto simbolo e ora, consapevolmente o inconsapevolmente, traditore. Addolora, in particolare, chi come me ha dedicato la sua vita alla Patria e ben sa di quanti animi nobili sia la culla. Fuori gli indegni dalle istituzioni, dal Senato, dalla Camera, dal Comune. Pulizia! con le stelle o senza stelle! Ma Lorenzo deve poter sperare ancora: a Vigonza, a Cadoneghe, Cittadella, nella Bassa Padovana, per citare alcuni, ci sono gruppi e persone che fanno onore ai suoi principi. Voglia il cielo che anche Beppe si desti dal suo letargo per restituirci fiducia e serenità.

 

00_749 costituzione-italiana-i-principi-fondamentali_1d292a3e7e07a1Può appartenere al M5S solo chi RISPETTA I PRINCIPI FONDAMENTALI del Movimento: ONESTA’, trasparenza, coerenza, libertà di pensiero ed espressione, dovere di essere cittadini informati e consapevoli, principio elettivo, rispetto dei diritti degli individui, Democrazia Diretta.

Va tenuto presente che, prima della Democrazia Diretta, valgono i principi fondamentali, le leggi dello Stato, i diritti e la coscienza degli individui. Qualsiasi decisione presa, anche a maggioranza, al di fuori dei principi suddetti, della legge, della coscienza e dei diritti degli individui, non può avere alcuna validità.

Di validità NULLA è pertanto la SENTENZA di ESPULSIONE emessa durante la RIUNIONE FARSA del Gruppo Attivi di Padova del 19/06/2014, che ha trattato con grande disprezzo questi PRINCIPI e che ha NEGATO il diritto alla conoscenza degli atti, alla DIFESA e ad avere un GIUDICE IMPARZIALE.

Tanta fretta ha avuto Giuliano Altavilla, per portare la mia espulsione in Consiglio Comunale come TROFEO.

Il sottoscritto si sente DI FATTO appartenente al M5S, essendo iscritto sia al M5S Nazionale che a quello Veneto, ed avendo sempre anteposto l’ONESTA’ e gli altri principi all’interesse personale (non mi sono candidato).

E’ giusto pertanto che i nuovi Consiglieri vengano informati del modo, del tutto contrario ai principi del M5S, in cui Giuliano Altavilla si è autonominato “candidato Sindaco” per il M5S, nella riunione del 21-02-2014, evitando di venire sottoposto alla scelta degli Attivi, al giudizio degli elettori tramite le preferenze e facendo suoi tutti i voti espressi con una croce sul simbolo “beppegrillo.it”.

Nella citata riunione, convocata con email solo il giorno precedente, quando i componenti del cosiddetto “gruppo di potere occulto” (triade) erano sicuri dell’assenza del sottoscritto, due dei tre candidati sindaco propostisi nella riunione del 10-01-2014, si ritiravano all’ultimo minuto, lasciando solo Giuliano Altavilla che, dopo animate proteste dei presenti (la più moderata era: “neanche in Bulgaria succedono queste cose”), si autoproclamava “di fatto candidato sindaco”. E’ chiaro che questo “trucco delle tre carte” era concordato da tempo, non giustificando la mancanza di preavviso di entrambi i ritirati, ma anche perché una candidata propostasi poco dopo il 10-01 è stata “caldamente” invitata a ritirare la propria candidatura (per non rovinare il giochetto predisposto). E’ ovvio che, se fosse stato presente il sottoscritto, si sarebbe opposto con tutte le proprie forze a questa vera e propria “truffa” nei confronti di iscritti, attivi ed elettori, che non ha nulla a che vedere con il M5S.

Pertanto, le mie denunce al M5S Veneto, cui sono iscritto, sono state CONSEGUENTI e NON PRECEDENTI a questi comportamenti scorretti, proprio per salvare il buon nome del Movimento stesso. E’ VIGLIACCO considerare le mie dovute denunce come diffamatorie, rifiutando di discutere I FATTI che ne sono stati causa.

Purtroppo la storia insegna che chi comincia con un IMBROGLIO, deve continuare con gli IMBROGLI. E in effetti, dopo questo vergognoso fattaccio del 21-02-2014, Giuliano Altavilla ha abusato della propria posizione di coordinatore del M5S di Padova, in conflitto di interessi con quella di “candidato sindaco”, per ripetute immissioni nel Gruppo Attivi di nuovi elementi da lui scelti e addestrati (yesman), senza chiedere il consenso al gruppo, al fine di spostare l’esito delle votazioni dello stesso gruppo sempre più a favore di quanto proponeva la Triade di potere, e contro l’opposizione che si assottigliava sempre più, anche per l’impossibilità di discutere e la CENSURA delle mail del Gruppo Attivi. Fino a compilare, negli ultimi momenti prima della presentazione, una lista composta per la maggior parte da SCONOSCIUTI (come qualche partito che chiamava alle primarie i cinesi). In combinazione con le pressioni esercitate nei confronti di coloro cui aveva promesso un posto in lista, che poteva venire tolto se si opponeva.

La campagna elettorale di Giuliano Altavilla e’ stata incentrata sullo slogan “L’onestà andrà di moda”. Ma non sarebbe stato meglio il vecchio proverbio “non rimandare a domani, ciò che puoi fare (ed essere) oggi”?

Un’amica mi ha scritto: “Ritengo che in questo m5s manchi qualche cosa. E’ odioso vedere il furbetto farsi largo. E’ violenza pura. Perché è tanto faticoso portare alla luce il giusto?”

Questa è la triste storia dell’anomalo M5S di Padova. Cosa c’entra tutto questo con il vero M5S? Cosa c’entra con quello che afferma nei comizi Beppe Grillo?

Lorenzo Filippi

Padova

Tel: 049-606882

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One response to “Un “clandestino” nel nuovo Consiglio Comunale di Padova”

  1. gendiemme says :

    Questa storia addolora per due motivi: Il primo, che sul cadavere di questa Italia si sono avventati gli affamati portati da un pifferaio sul treno della speranza. Il secondo, che un uomo ha profittato dell’onestà di molti e di questo suo devotissimo amico per creare un ufficio di collocamento degli sfigati, quasi sempre sfigati non per caso e disposti a qualsiasi imbroglio pur di rimontare dal profondo del loro cesso. Eccoli, dunque,profittare della maledetta abitudine di troppi di noi a delegare la tutela dei propri principi e dei propri diritti e tramutarsi in istituzioni senza vergogna alcuna per la loro pochezza e tramestare profittando di una gerarchia impostora che non dovrebbe esistere. Addolora, la ferita di Lorenzo, che ha creduto nel suo amico divenuto simbolo e ora, consapevolmente o inconsapevolmente, traditore. Addolora, in particolare, chi come me ha dedicato la sua vita alla Patria e ben sa di quanti animi nobili sia la culla. Fuori gli indegni dalle istituzioni, dal Senato, dalla Camera, dal Comune. Pulizia! con le stelle o senza stelle!

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