LUNEDI’ 16 A ROMA CON ECONOMIA 5 STELLE: UN PIANO D’INTERVENTO PER L’ITALIA

IMG_5365600_376626342

Illustrissimi rappresentanti presso le Commissioni Bilancio e Finanza per il MoVimento 5 Stelle,

Il processo di unificazione degli Stati europei è giunto evidentemente ad un punto di non ritorno. Questo il messaggio che si ricava dai risultati elettorali e che porta con sè la domanda “ Come sia possibile per la politica sostenere i nostri lavoratori e i piccoli imprenditori durante questo processo dettato dalla finanza mondiale, adeguandoci per quanto possibile ai trattati europei. Parafrasando Victor Hugo, come possiamo cambiare le nostre idee, mantenendo le nostre radici? cioè, senza abdicare ai fondamenti giuridici, ai principi della nostra società sacramentati nella Costituzione: segnatamente nel principio lavorista e nella funzione sociale della proprietà.

La contraddizione con la natura mercatista dell’Unione europea è radicale e la risposta potrebbe essere semplicemente giuridica e, tuttavia, deve poter passare attraverso la politica e questa deve attuarsi attraverso l’economia. Si tratta, cioè, di non degradare completamente i cittadini a consumatori; di garantire sufficienti risorse allo Stato sociale, sottraendole al profitto e, per fare ciò, è imperativa una svolta in positivo delle politiche economiche.

Qualunque sia la politica adottata dal Movimento 5 Stelle nei riguardi dei Trattati europei, sottoscritti, almeno, incautamente, è fuori di dubbio che necessita restituire ai cittadini una base di stabilità e di certezza. Certezza che è stata fatta venir meno in seguito alla scelta di costituzionalizzare una serie di misure, attuate per singoli titoli, nel tempo, ma che sono state tutte già ben delineate nel Trattato di Lisbona. Una scelta attuata da governi non eletti, soperchiando la democrazia e che si è manifestata in tutta la sua prepotenza, al punto da mettere in ginocchio i principi fondanti, gli istituti e le procedure apprestati a garanzia della Carta Costituzionale. Addirittura con un doppio mandato presidenziale, democraticamente impossibile, con ben tre governi di non eletti e con un Parlamento eletto con una legge dichiarata parzialmente incostituzionale, che, tuttavia, legifera in materia costituzionale. E’ solo merito Vostro se, almeno, la procedura eretta a difesa dall’art. 138 è stata finora salvaguardata. Finora, perché la incombente riforma del Senato la intaccherà per certo.

Paradossalmente, proprio l’incertezza che è derivata dal progressivo, disastroso, inesorabile adeguamento della legislazione italiana ai trattati europei, cioè, per converso, la nostra arma politica migliore, è stata cavalcata, invece, da Renzi, con finti provvedimenti esemplificativi di un nuovo corso del PD, che hanno generato nelle persone semplici un auspicio di affidabilità destinato a vanificarsi nel breve termine, ma, tuttavia, premiato in quanto tale.

Ho già accennato al fatto incontrovertibile che queste misure e gli stessi trattati che le portano sono in aperto contrasto con la trama dei principi eretta a fondamento della Costituzione della Repubblica. Dirò soltanto che quei principi traggono dalle nostre radici e che queste misure fanno parte di un piano preordinato volto a determinare radicali mutamenti nella forma di Stato, per la significativa, progressiva, inesorabile compromissione delle possibili politiche del legislatore a favore del modello sociale scaturente dal principio lavorista esplicitato nel nostro art. 1.

E’ un fatto che questa Europa ha sovrastimato le proprie capacità di crescita; che ci ha illuso e che ora ci propone di finanziare la nostra partecipazione attraverso il prelievo fiscale e il taglio del welfare, dello Stato sociale e, in generale, di ciò che, rappresentando un costo, nuoce al profitto e alla competitività. Questa Europa ci sta portando a cedere miseramente i migliori assetti industriali: la vita della nostra Italia. E’ anche un fatto che questa Europa ha fallito nel disegno di coniugare insieme paesi con democrazie, economie, apparati amministrativi, efficienza, profondamente diversi e le cui politiche non possono accomunarsi sotto un denominatore comune.

Essa non ha eliminato affatto le possibilità di conflitto fra i paesi europei; ma ha spostato solamente il campo della lotta da quello delle armi a quello dell’economia; con la differenza che questa diversa guerra non conosce armistizi. Siamo destinati a sparire.

Ce ne sarebbe abbastanza, anzi, ce ne sarebbe stato abbastanza per chiedere ai cittadini di votare decisamente uno stop and go. E, tuttavia e per quanto ci riguarda come europei e come italiani, il processo di sfruttamento finanziario del mercato globalizzato, per noi, avvalorato e dissacrato dal recente risultato elettorale, sembra aver imboccato la dirittura finale. Ho detto “dissacrato” perché la sacralità, il valore della democrazia è dato dalla fede e dalla consapevolezza dei suoi votanti. Tale non può dirsi per quel 40% che ha sottoscritto la politica di Renzi e, neppure, per gli almeno altrettanti astenuti.

Come possiamo frenare questo processo di impoverimento non solo materiale della Nazione? Quali strumenti possiamo suggerire ai nostri portavoce? Quale modello possiamo offrire a quanti lavoratori e imprenditori ancora lottano? E, in sintesi: Quale messaggio portiamo con questo progetto che Vi consegnamo? Con questo “Piano di Intervento per l’Italia”, vogliamo suggerirvi di contrapporre alla politica mortifera del maramaldo una politica in positivo. Una politica che anteponga la dignità della vita alla competitività della moneta. Che faccia emergere l’economia sommersa parificando i cittadini  avanti al fisco con la deducibilità delle spese correnti. Vi chiediamo di rialzare le bandiere dei lavoratori italiani; ché non sia detto che abbiamo lasciato che si tramutasse in illusione la speranza. La parola d’ordine sia: “Non vogliamo Debito, ma Lavoro e Moneta!” quale che essa sia.

Roma, 16 giugno 2014                  dott. Mario Donnini

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: