DAL SOLE 24 ORE: La vera «cura» per gli statali è semplificare.

Riportiamo e commentiamo l’articolo di Alberto Orioli

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Il miglior modo per aumentare la produttività del pubblico impiego è ridurre il numero di passaggi delle “carte”. Non è poca cosa: significa invertire la vulgata che finora ha identificato l’aumento di produttività proprio con l’aumento del numero di passaggi per esercitare il diritto di veto, il controllo formale, l’autorizzazione amministrativa e quanti altri “visti” segnassero l’aumentare di un lavoro virtuale e un corrispondente aumento di carico burocratico reale per cittadini e imprese.

Questo cambio culturale indispensabile sembra colto nella riforma renziana («Repubblica semplice») presentata ieri da Marianna Madia ai sindacati. Il pubblico impiego ha già ridotto del 10% il proprio numero di addetti negli ultimi anni, ha bloccato le retribuzioni vincolandole di fatto alla stagnazione generale dell’economia. 
Dunque resta solo lo spazio per una politica meno grezza: i prepensionamenti saranno soft, la staffetta generazionale imperniata sul part time per la prima volta trova un incentivo credibile. E tanto più tutto ciò avrà senso quanto più sarà legato all’accrescimento della qualità del capitale umano vincolandolo a una radicale operazione di semplificazione e di digitalizzazione della Pa.

Nel piano Madia ci sono novità interessanti anche se affidate ai tempi lunghi di un’ampia operazione “delegata”: l’unitarietà della dirigenza sarà un segnale forte, contribuirà a disboscare la giungla retributiva delle alte qualifiche e a responsabilizzarle. L’interruzione dei trattenimenti in servizio (per chi abbia già i requisiti di pensione) colpirà la Giustizia, ma potrà diventare anche l’occasione per riformarla e renderla più efficiente senza più ossessioni berlusconiane. L’accorpamento di Polizia penitenziaria e Corpo forestale negli altri corpi di Polizia potrà creare forme utili di sinergie e di risparmi.

Fanno parte della “riforma del pubblico impiego” anche semplificazioni come la standardizzazione del permesso a costruire o il modello unico per la Scia in edilizia o il Pin del cittadino per accedere ai certificati.

È l’aumento della qualità dei software a creare il salto di produttività e la riduzione dei costi (si stimano risparmi fino a 3,6 miliardi). Restano monito severo le parole che Piero Giarda aveva affidato alla sua prima versione della spending review: se i costi di produzione dei servizi pubblici (scuola, sanità, difesa, giustizia, polizia) fossero cresciuti con la stessa dinamica degli andamenti “privati” lo Stato avrebbe risparmiato 73 miliardi.

Il Governo fa bene a ridurre del 50% i permessi sindacali che hanno creato un esercito di oltre 2500 delegati per un costo di oltre 100 milioni l’anno; ora deve affrontare il tema della mobilità. I pubblici addetti in Italia sono anche meno che in altri Stati comparabili, se considerati in rapporto alla popolazione, ma sono mal distribuiti. Si è creato un sistema perverso di assunzioni e di trasferimenti con il risultato di una dotazione sovrabbondante nel Mezzogiorno con costi squilibrati e grandi “buchi” al Nord. Il sindacato chiede la definizione delle piante organiche: se ne parla fin dall’Italia post unitaria. Andare oltre è la prima vera riforma. Soprattutto se si convinceranno anche i Tar.”

I NOSTRI COMMENTI:

  1. ridurre il numero di passaggi delle “carte”.

 

Di ridurre drasticamente il numero delle 160.000 legii non si parla.

 

  1. “…colpirà la Giustizia, ma potrà diventare anche l’occasione per riformarla e renderla più efficiente…”

Un intento propagandistico, viene da dire, a fronte della contrarietà manifestata dal governo verso la responsabilità civile dei giudici. E non si cenna, affatto, alla depoliticizzazione della magistratura. Grande indice di inciviltà.

3. “L’accorpamento di Polizia penitenziaria e Corpo forestale negli altri corpi di Polizia potrà creare forme utili di sinergie e di risparmi.”

In realtà, si tratta di dare un altro colpo all’attuazione dei trattati europei: al Trattato di Lisbona, laddove dispone che gli Stati membri adeguino al Trattato le loro legislazioni e, in particolare, al Trattato di Velsen, istitutivo della Forza di Gendarmeria Europea EGF, che ridurrà a polizie di secondo livello tutte le altre e manderà a casa, nientemeno che i Carabinieri. La chiarezza e la trasparenza dove sono e perché?

4. “…anche semplificazioni come la standardizzazione del permesso a costruire o il modello unico per la Scia in edilizia.”

Avrei apprezzato una volontà riformatrice volta a limitare il potere delle Amministrazioni di autorizzare il consumo inarrestabile del suolo.

5.  “…ridurre del 50% i permessi sindacali che hanno creato un esercito di oltre 2500 delegati…”

       Auspico la depoliticizzazione dei sindacati, non solo quella dei magistrati. Forse, allora, avremmo realmente i sindacati.

6.    “… affrontare il tema della mobilità. I pubblici addetti in Italia sono anche meno che in altri Stati comparabili se considerati in rapporto alla popolazione, ma sono mal distribuiti.

mobilità dal Sud, ovviamente, o degli elementi più scomodi. Vedo un processo a lungo termine, con molta sofferenza per le famiglie che richiederà misure di sostegno; ma, anche, un periodo di sofferenza per la P.A. perché non sarà semplice integrare elementi resi disponibili e provenienti da altre realtà, magari i meno qualificati. Occorrerà stabilire criteri premianti di meritocrazia e rinunciare alla illicenziabilità. Un ufficiale U.S.A., mi disse un giorno: “Mario, voi sapete in che giorno uscirete, noi solo quello in cui entriamo.”

E, poi: La moltiplicazione degli uffici pubblici, evidente a tutti con la riforma “Bassanini” e poi con il titolo V della Costituzione, ha fatto svettare il debito pubblico, moltiplicato le clientele, e reso complicatissimi e tortuosi i passaggi di carte; ha anche aumentato il contenzioso all’interno della pubblica amministrazione. In compenso, di fronte ad un qualsiasi problema, le responsabilità si dividono tra moltissimi. 
Smontare ora questa torre di babele è una impresa difficilissima perché la vera finalità di questo sistema è quella di distribuire lauti stipendi a dirigenti, amici e consulenti, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

7.   “…Soprattutto se si convinceranno anche i Tar.”

Non si parla ancora di abolirli, purtroppo, vista la loro eccessiva sensibilità verso i poteri non proprio sani di certe amministrazioni, p. es., regionali, che si evince da troppe sentenze.

 

 

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