ATTENDIAMO I COMMENTI DEGLI ASSENTI AL “FACCIA A FACCIA”

Unknownmodello organizer a tempo indeterminato

 

31 maggio 2014, Campodarsego, “FACCIA A FACCIA” de I Grilli Parlanti del Dolo. VERBALE DELLA RIUNIONE

  1. L’annunciato successo del M5S alle elezioni europee e amministrative aveva lasciato ipotizzare la fine anticipata della legislatura e un’inversione di rotta dell’Unione europea dalla competitività esasperata sui mercati mondiali, dalla politica del profitto per il profitto e dai suoi principi della libera circolazione di beni servizi, persone e capitali verso, finalmente, lo Stato sociale della nostra tradizione.

Contro ogni speranza, il M5S ha registrato una pesante flessione del consenso. Allo stesso tempo, si sono manifestate, in modo intollerabile al suo interno, le devianze portate dal consolidarsi della struttura gerarchica mutuata dalla piattaforma meetup. Dalla penalizzazione subita in Italia dall’euroscetticismo, l’Unione europea ha tratto motivo di maggiore vigore vessatorio verso gli italiani, le loro istituzioni e la loro economia. E’ stato immediatamente richiesto di anticipare il pagamento di ulteriori 9 miliardi ed è stato annunciato ufficialmente e coram populo, per la prima volta, lo scioglimento dell’Arma dei Carabinieri, in favore della Forza di Gendarmeria Europea. Per parte sua, il governo italiano, non eletto, ha dichiarato di voler accelerare la riforma del Senato, cioè, la sua uscita dal diritto di voto dei cittadini.

  1. Compito della riunione è stato:

–       analizzare il risultato del voto sia delle elezioni europee sia delle amministrative; –       verificare le probabili cause della perdita di consenso elettorale del M5S alle europee (21%) rispetto alle elezioni politiche del 2013 (25%);   con lo scopo di ricercare possibili proposte di soluzione dei problemi individuati. A tal fine, gli interventi dei partecipanti sono stati preceduti da un questionario contenente i 25 quesiti riportati di seguito. I partecipanti hanno espresso la propria opinione sui quesiti valutandone l’importanza con un punteggio da 1 a 3.

                                                                                                 QUESITI :
Toni troppo alti . Il linguaggio del m5s allontana gli anziani.
Scarso accesso alla rete. Non tutti riescono a seguire video, blog, fb, etc
Non sono state evidenziate le lacune nei programmi degli avversari
Errori di comunicazione:- le frasi utilizzate spesso si prestavano ad essere manipolate nei titoli dei media;- l’intervento di Grillo a Porta a Porta non era indirizzato al target del programma; – troppi slogan!
Eccessivo complottismo e scarsa preparazione di attivisti e portavoce.
Non avevamo argomenti per convincere gli indecisi. No proposte, solo critiche e assenza costruttività.
Inconsistenza del programma.
Mancanza di democrazia diretta interna.
Tempi per votazioni troppo brevi.
Mancanza comunicazione tra eletti e staff, come tra staff e base.
Mancanza di trasparenza nelle decisioni. Mancanza piattaforma.
M5S è percepito come proprietà privata. Grillo visto come padre-padrone.
Troppo poca visibilità dei nostri portavoce.
Siamo presuntuosi ed esaltati, eccesso di sicurezza nella vittoria.
Mancanza filtro scelta candidati portavoce.
Poca presenza in Tv, l’assenza dei portavoce permette agli altri di dire falsità senza essere confutati, la risposta viaggia solo su web.
Blog e portale insufficienti.
Autoritarismo e autosufficienza. Mancanza di volontà a collaborare con il meglio degli altri partiti. Disinformazione dei media.
Mancanza del presunto appoggio dei giovani.
Scarsa partecipazione degli attivisti.
Scarsa partecipazione degli iscritti.

 

  1. Dopo l’intervallo del pranzo, la nomina del moderatore e della verbalizzante, è seguito un indirizzo di apertura rivolto dal coordinatore, che ha rimarcato l’urgenza di restituire al movimento la forza attrattiva che fu generata dai suoi principi, a partire da Firenze; l’esigenza imprescindibile di vigilare sull’osservanza di tali principi, in particolare, sulla trasparenza, l’onestà e la parità di condizioni; ma anche sulla contraddittorietà delle gerarchie instaurate dagli organizer a tempo indeterminato, piedistalli e sempre più veri potentati, portatrici di circoli chiusi, accordi di mutuo scambio e discriminatori, già solo per ora: cause dirette o indirette dell’allontanamento di molti e, financo, di esclusione, in particolare, delle teste pensanti.

Quindi, a turni di 5’, sono iniziati gli interventi. Gli argomenti toccati hanno riguardato il programma e i diversi aspetti della campagna elettorale del M5S per le europee e, successivamente, l’organizzazione interna del Movimento e, quindi, la sua contraddizione, le lacune, la deriva dai principi ispiratori. Un accento particolare è stato riservato alle disparità fra le campagne elettorali dei candidati alle europee e alle ben note auto candidature di Padova ed al loro misero risultato elettorale. Il presupposto che ha informato l’indirizzo di apertura e i successivi interventi è che questa delle elezioni europee è stata: –       l’unica occasione elettorale a livello nazionale concessa, obtorto collo, prima del 2018 al M5S dall’establishment governativo    (illegittimo) italiano e dal potere straniero, rectius, estraneo che esso rappresenta; –       l’ultima opportunità di contestare con un risultato elettorale significativo le ripetute cessioni di sovranità attuate dai governanti pro tempore italiani contro la Costituzione della Repubblica e nella pratica ignoranza, certamente voluta, del popolo italiano.

  1. La sconfitta è stata resa viepiù evidente dal clamore dilettantesco degli slogan che avevano preannunciato una, per noi, improbabile vittoria oltre il 20-22%.

Essa è più pesante di quanto lo scarto fra le parlamentari 2013 e le europee 2014 farebbe pesare. Infatti, va considerata negativamente anche la percentuale di astenuti, pari al 41,31%, perché sono cittadini che non si è saputo avvicinare al Movimento o che se ne sono o sono stati allontanati. La vittoria europea poteva essere colta dal M5S, con il doppio dei 17 europarlamentari ottenuti, atteso che gli effetti della politica dell’Unione europea – per il popolo, quella economica innanzitutto – stanno attuando la distruzione del tessuto economico e sociale. Le elezioni amministrative sono risultate viziate dall’accorpamento elettorale. Hanno presentato la medesima tendenza negativa, anzi, hanno risentito del clima di incertezza creatosi intorno alle europee, pure conseguendo molti risultati parziali, cioè, per ora, 1 sindaco, 12 in ballottaggio e circa 600 nuovi consiglieri comunali distribuiti in tutta la penisola. Renzi ha saputo comunicare poche cose chiare, creando un’illusione di stabilità e ha vinto a mani basse. Invece e in generale nel M5S, si stenta a capire che siamo democrazia diretta. Questo è il risultato del questionario con i punteggi totalizzati. Le cause maggiormente condivise sono state:

  1. Non avevamo argomenti per convincere gli indecisi,. No proposte, solo critiche e assenza costruttività, 51 punti.
  2. Tempi per votazioni troppo brevi, 48 punti.
  3. Espulsioni, 48 punti.
  4. Mancanza filtro scelta candidati portavoce, 43 punti.
  5. Mancanza del presunto appoggio dei giovani, 40 punti.
  6. Poca presenza in Tv, l’assenza dei portavoce permette agli altri di dire falsità senza essere confutati, la risposta viaggia solo su web, 40 punti.
  7. Blog e portale insufficienti, 39 punti.

Come da programma, tutti hanno avuto la possibilità di intervenire nell’ordine, una prima e una seconda volta. L’ottimo livello degli intervenuti, la location e l’organizzazione, hanno dato pregio alla riunione. In particolare, i temi che hanno acceso la discussione, alcuni già da mesi, sono:

  1. la strana e impensabile concomitanza di fattori negativi prodottisi nel Movimento e riverberatisi nell’opinione pubblica, in particolare, per quanto riguarda la comunicazione e l’immagine di una forza politica affidabile;
  2. una non chiara definizione della posizione del M5S nello schieramento e nei riguardi dell’euroscetticismo;
  3. l’inconsistenza e la superficialità degli obbiettivi della politica europea a 5 stelle, anche considerando i 7 punti di Genova, in parte apparentemente contraddittori e non chiari nei presupposti;
  4. conseguentemente, un obbiettiva difficoltà a scegliere i candidati più appropriati;
  5. la lentezza e le carenze dell’attività di certificazione e i limiti che ne conseguono riguardo alla candidabilità di attivisti storici;
  6. una ulteriore difficoltà a conoscerne le persone e i curricula, peraltro, non per tutti, perché alcune campagne elettorali – una almeno in Veneto – sono iniziate mesi prima;
  7. l’insufficienza dei messaggi che raggiungono la popolazione, testimoniata dal 41,31% di astenuti. L’inefficacia dei banchetti fini a se stessi;
  8. un modo di comunicare con toni e slogan non sempre i più opportuni o all’altezza del momento, a seconda del livello dell’uditorio;
  9. contenuti scarsamente propositivi o eccessivamente critici e di contrasto ai leader avversari, che non hanno intaccato la fedeltà del popolo rosso. Fatto grave in rapporto alla posta in gioco, non si è parlato di sovranità violata, di stato sociale tradito e di quant’altro;
  10. la debolezza scaturente dalla quasi nulla comunicabilità all’interno del movimento: la impenetrabilità e l’insufficienza operativa dello staff, entità ignota; la suddivisione campanilistica dei meetup e la loro ulteriore suddivisione interna in livelli gerarchici, separati rigorosamente fra loro e, ulteriormente sovraordinati da google group e sopra google group (Padova docet);
  11. il difetto di trasparenza conseguenza dell’evidente emersione di c.d. cerchi magici e di accordi di mutuo scambio all’interno del Movimento, almeno in Veneto. Le auto candidature di Padova, i loro accordi trasversali nella regione, evidentemente anche con la stampa, hanno fatto pensare a contatti anche con altre forze politiche e hanno danneggiato gravemente tutto il Movimento;
  12. la valorizzazione eccessivamente trascurata della figura di Casaleggio, a fianco di quella di Grillo, ma con il diverso ruolo di pianificatore, ultimo ma non ultimo dei problemi.

 

  1. Il risultato elettorale può essere così commentato:

Renzi, figura banalmente accattivante e scelta ad hoc, ha saputo profittare di ogni nostro errore in maniera sistemica, addirittura allarmante e si è creato una facciata di affidabilità con alcuni provvedimenti di modesto spessore, ma di segno positivo. Ha dato la percezione di avere un progetto, profittando della incertezza delle nostre posizioni e della inguaribile superficialità di molta parte della cittadinanza nei riguardi della politica. Il Movimento non è crollato e si è aggrappato al territorio, ma con il 10% di consensi non costituisce ancora una forza in grado di portare la bandiera dell’auspicato rinnovamento nella vita pubblica italiana. I portavoce eletti avranno ancora, perciò, un difficile ruolo di minoranza. Costituisce, però, la seconda forza politica del Paese e può facilmente superare le proprie problematiche interne con poche regole inspirate ai propri principi. Il problema europeo è prima giuridico-costituzionale e, poi, economico. Le case si costruiscono dalle fondamenta. L’azione di collocazione del M5S nello schieramento degli euroscettici, in corso, è destinata a risultati positivi, ove ne scaturisca un progetto e un programma comune alle forze politiche partecipanti, anche minimo.

  1. Sono emerse una serie di proposte che possono essere prese in considerazione per restituire attrattività ed efficacia alla nostra azione e, per converso, fare apparire la posizione del PD in tutta la sua vacuità. In particolare:
  2. Nei riguardi della partecipazione al Parlamento europeo:

–       la politica dell’Unione europea, tesa verso il mercatismo a discapito dello Stato sociale, sancita dal Trattato di Lisbona, sottoscritto illegittimamente, deve essere invertita e ricondotta alla trama dei principi delle Costituzioni nazionali: l’italiana in primis; –       la parola d’ordine potrebbe essere “Non vogliamo Debito, vogliamo Moneta”; –       Il progetto e il conseguente programma comune alle forze politiche dell’area euroscettica devono, non dovrebbero, prendere le mosse dalla proposizione di una Costituzione europea di una forma aggregativa realistica e possibile.

  1. Nei riguardi della partecipazione alla politica italiana:

–       Sarebbero utili delle figura professionali di riferimento specifiche per materia che affianchino il fondatore e gli eletti più ascoltati e visibili, ma costituiscano anche punti di riferimento per i gruppi di studio spontanei, valorizzandone l’apporto;

–       Sarebbe auspicabile una ristrutturazione ed implementazione dello staff con l’obbiettivo di dare un’immagine di maggiore efficienza e democrazia interna;

–       la comunicazione, in generale, deve essere migliorata nei modi, nella gradualità dei toni, nella piattaforma e negli strumenti di diffusione e nei metodi di approccio alle fasce di popolazione più difficili da raggiungere o più esigenti, quali principalmente:

= i giovani che affrontano la vita;

= gli anziani che l’hanno esperimentata;

= le donne lavoratrici.

–       l’ignoranza politica di gran parte della base costituisce un problema nel confronto con i cittadini e può essere oggetto di attenzione, con effetti positivi a caduta.

  1. Nei riguardi del Movimento:

–       E’ necessario e urgente e sufficientemente risolutivo dei problemi organizzativi a livello locale, eliminare i livelli gerarchici della piattaforma meetup, che hanno creato posizioni di potere a tempo indeterminato, spesso deviante, impedendo o ostacolando la crescita e la partecipazione più qualificata ai gruppi e l’emersione di candidature qualificate; –       La figura dell’organizer deve corrispondere esclusivamente al soggetto che stipula il contratto d’uso della piattaforma; –       E’ necessario, perciò, adottare una struttura ordinativa leggera ed efficiente, inderogabilmente rotazionale, secondo le stesse regole adottate per gli eletti al Parlamento; –       Urge una regolamentazione dei casi e delle procedure di espulsione; –       Un progetto/proposta di ordinamento e regolamento dei gruppi e delle attività di coordinamento, di studio e di lavoro al loro interno, intercollegate a livello almeno regionale, è stato prodotto da questo gruppo e può essere esaminato e discusso;   In conclusione, al Movimento 5 Stelle si offre una irripetibile chance, ovvero la proposta di dare di se un’immagine di trasparenza, di efficienza e di portatore di soluzioni più tangibili della proposta indecente di Renzi ma, al momento stesso, molto più riconoscibili come progetto a lungo termine in grado di portare stabilità nella vita quotidiana dei nostri cittadini. Dalla qualità delle proposte dipenderà anche la resistenza delle forze conservatrici.

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One response to “ATTENDIAMO I COMMENTI DEGLI ASSENTI AL “FACCIA A FACCIA””

  1. gendiemme says :

    NON SI DICA CHE ABBIAMO SCOPERTO L’ACQUA CALDA PERCHE’ ANDIAMO DENUNCIANDO QUESTE PROBLEMATICHE DA ALMENO UN ANNO, COSI’ COME IN QUESTO THREAD:

    BEPPE GRILLO ORGANIZERS MEETUP
    Portare i Parlamentari 5 Stelle sui Meetup Locali a discutere con i cittadini
    carica
    31 luglio 2013 · 19.00
    http://www.meetup.com­/Parlamento-5-Stelle/­events/125758502/

    (1) A qualcuno interessa solo vedere la piattaforma promessa, avere il contatto con i parlamentari e non interessa, invece, la trasparenza del loro status? Punti di vista! E’ molto importante, invece, che razzoliamo in sintonia con le nostre prediche. Possiamo già leggere tutto sull’attività parlamentare e, bontà loro, li vediamo spesso; ma è importante anche la trasparenza dell’organizzazione e delle sue spese, sopra tutto per rispetto proprio a loro. Trovo ingenuo pensare e credere che fra noi ci siano dei “monaci”.
    (2) O si cambiano le regole sancite nella Costituzione (art. 49: Partitocrazia, vincolo di mandato, abolizione del gruppo misto e dei senatori a vita e, vai!), o, prima o poi, faremo la fine della Lega: qualche portaborse e qualche organizer a.t.i. farà (finalmente) la sua carriera e noi…(meglio non pensare!).
    (3) L’esempio di questo lo abbiamo nelle scelte fatte dei portaborse e lo abbiamo sul territorio: non facciamo nulla per applicare i principi dell’alternanza nei meetup, per attirare nuovi cittadini e magari i professionisti, creandogli le opportunità di “fare” al loro livello. Quanti meetup hanno un iscritto capace di valutare un bilancio? Quanti attivisti possono sostenere un dialogo sulla Costituzione? Passato il rigurgito dello scontento, i banchetti sono un’arma a doppio taglio. C’è bisogno di più coinvolgimento. Voglio un vortice che risucchi i cittadini di ogni livello sociale e non voglio vederci soffocare sotto le cottole degli “organizer a tempo indeterminato”. Non saranno gli informatici, bravissimi, della prima ora e neppure gli sfigati a rifare l’Italia! e non c’è tempo! Così la penso.
    1 · Mi piace · Reply · 24-ago-2013 17.42.15 · Mute

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