PARLIAMO DI FREEDOM AND DEMOCRACY (EFD)

“La politica di libertà di voto dell’Europe of Freedom and Democracy (EFD) è rispettosa di ogni partito politico. A differenza dei Verdi e di molti altri gruppi del Parlamento europeo, il gruppo EFD permette alle delegazioni nazionali di votare come ritengono opportuno secondo la propria ideologia, preferenze politiche e di interesse nazionale. Per l’EFD , un gruppo non è un partito politico. Si tratta di una scelta strategica e pragmatica al fine di ottenere posizioni nelle commissioni del Parlamento europeo, per ottenere finanziamenti, tempo di parola in parlamento, e un segretariato esperto e professionale. Non è programmatica. Ciascuna delle parti all’interno del gruppo è libera di scegliere il proprio modello di voto, direzione ideologica ecc. Nell’ottica del gruppo EFD si tratta di un matrimonio di convenienza per il reciproco vantaggio.

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Lo statuto del gruppo
Il gruppo è aperto ai deputati che credono in una Europa della Libertà e della Democrazia e che riconoscono la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani e la democrazia parlamentare.
Il Gruppo sottoscrive il seguente programma :
1 . Libertà e cooperazione tra le persone di Stati diversi
2 . Più democrazia e il rispetto della volontà popolare
3 . Rispetto per la storia d’Europa , delle tradizioni e dei valori culturali. Popoli e nazioni d’Europa hanno il diritto di proteggere i propri confini e rafforzare i propri valori storici, tradizionali, religiose e culturali. Il Gruppo rifiuta la xenofobia, l’antisemitismo e qualsiasi altra forma di discriminazione
4 . Rispetto delle differenze e degli interessi nazionali: libertà di voto
Accettando di far propri questi principi nei suoi procedimenti, il Gruppo rispetta la libertà delle sue delegazioni e deputati di votare come meglio credono.

UKIP è contro la guerra
A differenza dei leader verdi e liberali ( ALDE ), che hanno entrambi urlato per la guerra in Libia, quando Hermann Van Rompuy ha visitato il parlamento a dicembre 2012, l’UKIP ha avuto una opposizione coerente e di principio alle guerre imperialistiche straniere e contrario alla Gran Bretagna come cagnolino della politica estera aggressiva dell’UE o degli Stati Uniti. UKIP si è opposta all’intervento militare dell’UE e del Regno Unito in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria

UKIP è un’organizzazione democratica, con delle procedure decise dai suoi membri
Nigel Farage è il leader del partito UKIP, ma non decide la politica UKIP. Questa è una questione dei membri del partito e del Consiglio Direttivo Nazionale. UKIP è un’organizzazione democratica e non una dittatura. Nessuna forma di razzismo, sessismo o xenofobia è tollerata. Nessuno che sia mai stato membro di un partito di estrema destra può unirsi a UKIP. Questo è scritto nella costituzione del partito.
La costituzione del partito è stata modificata in modo che i membri del partito e i deputati che infrangono la legge o mettono in imbarazzo il partito possono essere espulsi. Ex eurodeputato UKIP Nikki Sinclaire è stato espulso dal UKIP dopo essere stato sorpreso nell’appropriazione indebita di denaro da parte del Parlamento europeo. La politica UKIP sugli errori dei membri è “Una volta che si trovano fuori, si sono gettati fuori”. Nigel Farage si è offerto di testimoniare in tribunale contro l’ex deputato che è stato scoperto a prendere i soldi da parte del Parlamento europeo.
E’ stato affermato nel corso della riunione dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo all’inizio di quest’anno che le accuse formulate contro il signor Farage dal deputato liberal democratico MacMillan Scott sono state vagliate e nulla di male è emerso nei confronti del signor Farage.
Farage ha lavorato come broker al London Metal Exchange, non è mai stato un banchiere e non ha nulla a che fare con le banche o servizi finanziari.
Vedi biografia sul sito della BBC
Farage non ha mai sostenuto offerte di libero scambio UE e ha detto pubblicamente che non sosterrà l’affare TTIP. Farage ha attaccato le grandi banche, le grandi imprese e i grandi burocrati che come lui afferma dominano l’UE .
Il 15 gennaio 2014, nel Parlamento di Strasburgo, Farage ha detto: “Siamo dominati da grandi imprese, grandi banche e sotto forma di Barroso, da grandi burocrati. E in realtà è su questo che si giocheranno queste elezioni europee: sarà una battaglia tra le democrazie nazionali contro la burocrazia europea.”

UKIP si oppone alla dominazione tedesca e al controllo della Troika
Farage ha difeso il diritto dei paesi di proteggere i loro poveri dagli effetti disastrosi della UE, della Commissione Europea, FMI, BCE (la Troika). Egli si oppone al federalismo dell’UE, più correttamente chiamato centralizzazione. Farage è contro la dominazione tedesca dell’Europa attraverso il suo potere politico ed economico. Il 1 febbraio 2012 ha dichiarato a Strasburgo che:
“Cameron sostiene attivamente questo patto spregevole, questo piano per distruggere e umiliare gli Stati nazionali che non sopravvivono alla visione germanica di come le economie dovrebbero funzionare. Ora, devo dire che ho pensato che le proposte del fine settimana uscite dal del Ministero delle Finanze tedesco suggerissero che un commissario europeo e il suo staff occupassero un grande edificio ad Atene per prendere le redini del paese. Nessuno può negare oggi che la Grecia è poco più che una colonia. E questo è tutto un terribile errore enorme. La Grecia non è una società controllata. La Grecia è una nazione con un’anima, una nazione con orgoglio, con la storia. Hanno inventato la democrazia! Stanno soffrendo, hanno la disoccupazione giovanile del 50% causata dal signor Van Rompuy.”

Politica energetica UKIP
UKIP si oppone alla politica energetica dell’UE perché sovvenziona turbine eoliche inefficienti e assurdamente costose. Si ritiene che la politica energetica dell’Unione europea stia spingendo al rialzo i prezzi, provocando povertà di combustibile per i poveri e guidando l’industria di Europa e verso la Cina e l’India dove la manodopera e l’energia sono a buon mercato. Ha una politica di sostegno per il carbone, il gas di scisto, l’energia nucleare e delle maree.
L’appartenenza al gruppo EFD consente al MoVimento 5 Stelle di perseguire una propria politica distinta per l’energia

UKIP sostiene la democrazia diretta e si oppone all’Euro
UKIP ha sempre difeso la democrazia locale e nazionale. E’ un appassionato sostenitore dei referendum locali e nazionali. Si oppone alle imponenti leggi comunitarie e alle politiche economiche sulle popolazioni che non danno il loro consenso per tali politiche. E’ fortemente contrario alla centralizzazione della UE e al controllo della Troika. Si ritiene che il progetto euro abbia generato povertà e disoccupazione per milioni di persone nel sud Europa e debba per ciò essere combattuto.
Nigel Farage a Strasburgo il 15 febbraio 2012 disse: “Beh Commissario, hai scelto l’uomo giusto. Puppet Papademos è al suo posto ad Atene. Ha detto: “La violenza e la distruzione non hanno posto in un paese democratico” Quale paese democratico? Non è neanche un primo ministro democraticamente eletto. E ‘stato nominato da voi. La Grecia non è gestita attraverso la democrazia, è gestita da una Troika. Tre funzionari stranieri che volano in aeroporto di Atene e raccontano ai Greci quello che possono e non possono fare. La violenza e la distruzione che si è vista è causata proprio perché le persone sono state espropriate dei diritti democratici. Che altro si può fare? E devo dire: se fossi un cittadino greco sarei stato là fuori durante le proteste! Sarei là fuori cercando di abbattere questa mostruosità.”
Ufficio stampa di Nigel Farage

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4 responses to “PARLIAMO DI FREEDOM AND DEMOCRACY (EFD)”

  1. gendiemme says :

    Il 16 novembre 2011 Nigel Farage, in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo. Segue la trascrizione e la fedele traduzione del suo intervento.

    “Eccoci qui sull’orlo di un disastro finanziario e sociale e in questa stanza, oggi, abbiamo i quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. E ciononostante abbiamo ascoltato il discorso più ottuso e tecnocratico che io abbia mai sentito.
    Vi rifiutate tutti di ammetterlo, ma da ogni punto di visto obiettivo l’euro è un fallimento. E chi esattamente è responsabile? Chi se ne farà carico di tutti voi? La risposta è nessuno di voi, perché nessuno di voi è stato eletto; nessuno di voi ha una qualunque legittimazione democratica per i ruoli che avete svolto in questa crisi.
    E in questo vuoto, anche se con riluttanza, si è rafforzata Angela Merkel. E ora noi viviamo in una Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto europeo in realtà avrebbe dovuto fermare. Qualcosa che coloro che ci hanno preceduto in realtà hanno cercato di evitare, pagando un elevatissimo prezzo di sangue. Non voglio vivere in una Europa dominata dalla Germania e neppure lo vogliono i cittadini europei. Ma voi, ragazzi, avete fatto la vostra parte, perché il signor Papandreou se ne è venuto fuori con la parola “referendum” e… Oh! signor Rehn, lei lo ha dipinto come una violazione della fiducia, e i suoi amici qui si sono riuniti come un branco di iene, hanno circondato Papandreou, l’hanno rimosso e rimpiazzato da un governo marionetta. E’ stato uno spettacolo assolutamente disgustante. Ecco cosa è stato.
    E non soddisfatto, lei ha deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Così è stato rimosso e rimpiazzato dal signor Monti, un ex commissario europeo, un architetto complice di questo disastro dell’euro e un uomo che non era neppure un membro del parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agatha Christie, dove stiamo cercando di capire chi sarà il prossimo che sta per essere fatto fuori. La differenza è che noi sappiamo chi sono i cattivi. Voi tutti dovreste essere ritenuti colpevoli per quello che avete fatto. Dovreste essere tutti mandati a casa.
    E devo anche dirle, signor Van Rompuy,che 18 mesi fa quando ci siamo incontrati per la prima volta, io mi sbagliavo sul suo conto. Io dissi che lei sarebbe stato l’assassino silenzioso delle democrazie nazionali, ma non è stato così: lei è piuttosto rumoroso, non le pare? Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia e ha detto: “Questo non è il tempo per fare le elezioni, ma per agire!”.
    Cosa, in nome di Dio, le dà il diritto di dire una cosa simile al popolo italiano?” Nigel Farage al Parlamento Europeo, 16 novembre 2011

    • gendiemme says :

      Beppe Grillo non cambia idea e nonostante le critiche, anche interne, ricevute resta convinto che Nigel Farage sia l’alleato migliore in Europa. Il leader del Movimento 5 Stelle ha pubblicato infatti un post sul suo blog a difesa del leader dell’Ukip, il partito di estrema destra britannico, dal titolo eloquente: “16 novembre 2011: Farage difende la sovranità del popolo italiano”.

      Il riferimento è a un discorso che il politico – da molti accusato di razzismo e xenofobia – fece all’Europarlamento, nel quale accusava “i burocrati di Bruxelles – si legge nel post – di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo”. Grillo pubblica quindi il video in questione e la traduzione dell’intervento.

      Oltre alla nuova difesa di Farage sul blog del leader M5S compare anche una chiusura totale nei confronti del Partito Verde Europeo, quello con cui molti grillini vorrebbero stringere l’alleanza. Nel post dal titolo “5 Stelle state buoni: così parla la Frassoni” vengono elencate una serie di dichiarazioni della presidente dei Verdi Monica Frassoni durante l’ultima campagna elettorale, contro il Movimento e il suo leader.

      • gendiemme says :

        Alessandra ci porta all’attenzione questa nota sul nostro “alleato europeo”, giusto compagno di merende di alcune schiappe neoelette:
        Riporto di seguito alcune considerazioni di Angelo Consoli, che è stato Direttore dell’Ufficio Europeo diJeremy Rifkin, Fondatore e Presidente del CETRI-TIRES, Ideatore e coautore del Manifesto Territorio Zero per una società ad Emissioni Zero, Rifiuti Zero, Chilometri Zero, Coautore del SEAP per Roma Capitale, Autore delle strategie energetiche di Slow Food e Terra Madre, Coautore del Forum Regionale per l’Energia Distribuita (FRED) Sicilia, Consigliere a livello italiano ed internazionale per strategie energetiche e sociali sostenibili.

        Penso possano essere d’aiuto per capire un po’ di più di cosa stiamo parlando.

        “Iniziamo dall’Energia.

        Quando al Parlamento Europeo si discuteva il programma “Strategia del 20 20 20“, (ossia il 20% in più di efficienza energetica, il 20% in meno d gas a effetto serra e il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020) i più feroci avversari erano i conservatori britannici e lo UKIP di Nigel Farage.

        Basta andare a vedere la brevissima parte riguardante l’energia del programma dello UKIP per le europee , per capire che stiamo parlando di gente che pensa che le rinnovabili siano il problema e non la soluzione, e che vuole rilanciare i sussidi alle energie fossili e si oppone alle strategie energetiche europee perchè esse scoraggiano lo sfruttamento del carbone di cui, dicono loro, la Gran Bretagna è ricca!Per Farage la soluzione sono i fossili e anche il nucleare. Sostanzialmente è un nuclearista,carbonifero, fossilista e inceneritorista che quando sente parlare di “Rifiuti Zero” ride come se avesse sentito la più grande balla del secolo perchè per lui una società senza rifiuti è impossibile.

        Economia.

        Farage è un ex broker della City, uno abitato a fare i soldi con i soldi, con prodotti finanziari di ogni tipo. Tossici, Hedge funds, CDS, derivati etc. In altre parole uno speculatore finanziario. Talmente ligio al “dovere” da essere stato pesantemente attaccato perfino da Borghezio per la sua difesa senza quartiere dei paradisi fiscali. Attaccatissimo ai soldi, come dimostra la squallida vicenda della lite sui rimborsi elettorali con la collega Sinclaire, e l’inchiesta contro di lui sugli sprechi dei rimborsi e sulla “parentopoli” al Parlamento Europeo.

        Gli Eurobond, proposta qualificante dei “Sette punti per l’Europa” del M5S, sono fumo negli occhi perFarage. Da lui sentirete sempre attacchi contro questo o quell’eurocrate non eletto o non carismatico, ma non gli sentirete mai fare una analisi circostanziata e impietosa sul Meccanismo Europeo di Stabilità o il Fiscal Compact. Perché a lui e ai suoi colleghi, avere una Italia in ginocchio, costretta a pagare 45 miliardi di euro l’anno per i prossimi vent’anni (come dovremo fare a partire dal prossimo anno con il fiscal compact), fa comodo.

        Così saremo costretti a svendere i nostri assett (quel poco che ci è rimasto). E gli inglesi sono maestri nelle privatizzazioni a vantaggio dei gruppi finanziari dominanti, ricordate l’episodio del Britannia negli anni 90 da cui partirono le prime scellerate svendite del patrimonio industriale pubblico?.

        Questo degno figlio illegittimo della Thatcher vorrebbe una Europa delle Nazioni che non ha nessuna politica comune ma solo il più sfrenato e scellerato libero mercato in cui le banche d’affari per cui lui ha sempre lavorato (come Monti che tanto critica) possano massimizzare i loro profitti a danno dei lavoratori e dei cittadini.

        Sapete quel’è l’idea di società di Nigel Farage e dei suoi amici?

        Un darwinismo sociale ferocissimo rinforzato da una tassazione regressiva (flat tax), in cui il pensionato a 400 sterline al mese e il miliardario pagano esattamente lo stesso.

        Una società dove chi rimane indietro non solo non lo si aiuta, ma gli si da il colpo di grazia

        Altro che “Reddito di Cittadinanza” Per lui è roba da Soviet! Neanche a parlarne. “Se non ce la fai con i tuoi mezzi, vuol dire che non vali un cazzo allora devi soccombere!”

        L’ultraliberismo del signor Farage lo porta a appoggiare l’approvazione del TTIP (il famigerato trattato transatlantico di partnership commerciale che permetterebbe alle multinazionali americane di far causa ai governi europei per “perdita di profitto” se essi applicassero legislazioni in favore dell’ambiente, dei diritti sociali e contro la diffusione degli OGM).

        A ciò aggiungiamo anche che questo personaggio vuole abolire il divieto di fumare nei locali pubblici, perchè è una ingiusta interferenza dei burocrati di Bruxelles delle abitudini tradizionali degli inglesi che se non possono più fumare smettono di andare nei pub … “

        Fonte: NIGEL FARAGE: SE LO CONOSCI LO EVITI!

  2. gendiemme says :

    Non c’è alcuna fretta ad apparentarsi a Bruxelles, umilmente ammettiamo di non conoscere l’Europa e procediamo a piccoli passi. Ci perdiamo soldi? Non ce ne puo’ fregar de meno! Il rischio più grosso non è certo questo, il rischio è che il nostro sogno luminoso di una democrazia diretta si trasformi in un buio incubo pieno di camicie brune.
    Allarmante è la reazione di molti attivisti, la maggior parte attivisti della tastiera, incollati alla sedia davanti al computer e per niente integrati nei movimenti sul territorio alle critiche che si fanno alla cantonata di Beppe.
    Da parte mia e penso di tutti i promotori del No Farage non c’è nulla contro Beppe, vogliamo solo invitarlo a frenare, vogliamo indicargli altre strade proprio perchè ci teniamo al sogno di Beppe che è anche nostro da in bel po’ di tempo.
    Voler bene a qualcuno non vuol dire che gli si debba dare sempre regione anche quando si dirige, in buona fede certo, verso il baratro.
    Il moVimento non ha bisogno di bimbi minchia pronti a postare tanti mi piace sul blog del capo indiscusso. Il moVimento ha bisogno di teste pensanti che assieme formano il nocciolo di quella democrazia diretta a cui aspiriamo. A riveder le stelle

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