CON I MUSSI AL CONCORSO IPPICO

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COSA DICONO I DELINQUENTI DELL’INFORMAZIONE DEI RISULTATI EUROPEI? VI PARLANO DI SOVRANITA’, DI LAVORO E DI PRINCIPI, DELLA COSTITUZIONE VIOLATA? NO. ECCOLI CON IL LORO BLA BLA DI NUMERI E SIGLE: IL PD E MATTEO RENZI VINCONO LE ELEZIONI EUROPEE, DOPPIANDO IL M5S, CHE OTTIENE UN RISULTATO LUSINGHIERO MA COMUNQUE NETTAMENTE INFERIORE ALLE ASPETTATIVE CHE LO STESSO GRILLO AVEVA PROSPETTATO; FORZA ITALIA NON RAGGIUNGE LA SOGLIA DEL 20% MENTRE NCD DI ANGELINO ALFANO SUPERA LA SOGLIA DEL 4%, ANCHE SE DI POCO. QUESTO IL QUADRO DEI RISULTATI DELLE ELEZIONI EUROPEE DOPO LO SCRUTINIO DI TUTTE LE 61.592 SEZIONI.

I dati Ecco i risultati definitivi diffusi dal Viminale: Forza Italia 16,82%, Pd 40,81%, M5S 21,16%, L’altra Europa 4,03%, Lega 6,16%, Ncd 4,38%, Fratelli d’Italia 3,66%, Scelta Europea 0,71%.

FIN QUI, PER L’M5S, SI CONFERMANO GLI EFFETTI NEGATIVI DELLA POCA CHIAREZZA DEGLI OBBIETTIVI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DEI SETTE PUNTI, DI TUTTO UN PO’, AL PUNTO CHE ANCORA NON SI CAPISCE CON CHI SI SCHIERERANNO I CIRCA 20 EURODEPUTATI GRILLINI, MA HA PESATO ANCHE LA INADEGUATEZZA DEI TONI.

I DATI, PERO’, CHE PIU’ INVITANO A SCONCERTANTI RIFLESSIONI SONO QUESTI:

“L’affluenza alle urne è stata del 58,69%. Nelle europee del 2009 – quando si votò in due giorni – l’affluenza alla stessa ora è stata del 66,5%. Il calo è quindi pari a circa 8 punti percentuali.”

INSOMMA, HA VOTATO SOLO IL 58,69%, COME SI SIA TRATTATO DI UNA QUALUNQUE TORNATA EUROELETTORALE E NON DI POTER DARE UN COLPO DI TIMONE AL DESTINO DEL CONTINENTE E AL NOSTRO. TRADOTTO, SIGNIFICA CHE IL 41,31% NON SAPEVA PER CHI,PERCHE’ E PER CHE COSA VOTARE!

MERITO ANCHE DI UNA CAMPAGNA ELETTORALE SCADUTA NEI PERSONALISMI, E RISTRETTA NEL DILEMMA “EURO SI, EURO NO, PERCHE’ NON SO!”  L’EUROSCETTICISMO MALE MOTIVATO CHE PIU’ NON SI POTEVA, NON HA SFONDATO. INFATTI, L’ALTRO DATO È CHE NONOSTANTE L’AVANZATA – A QUESTO PUNTO INCONCLUDENTE – DEI MOVIMENTI EUROSCETTICI (M5S, FDI E LEGA), LA MAGGIOR PARTE DEGLI ELETTORI HANNO SOSTENUTO PARTITI A FAVORE DELL’UE. SEPPURE CON IMPOSTAZIONI DI POLITICA ECONOMICA CONTRAPPOSTE. A PENSAR MALE…

MENO MALE CHE LA FRANCE E L’UNITED KINGDOM HANNO CITTADINI PIU’ CONSAPEVOLI.

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2 responses to “CON I MUSSI AL CONCORSO IPPICO”

  1. gendiemme says :

    Renzi ha saputo comunicare poche cose chiare, creando un’illusione di stabilità e ha vinto a mani basse. Io devo ancora capire la posizione dei “capi” (chi sono?) sull’impostazione deviata data all’Europa. Si parla di migliorare la comunicazione, renderla piú effettiva…ma G.Casaleggio non é l’esperto in comunicazione? Quindi ha sbagliato completamente l’impostazione della campagna? Oppure l’esperto in comunicazione l’ha fatto apposta! perché è difficile immaginare un percorso elettorale così introverso, esclusivo, inconcludente nei risultati e incerto negli obbiettivi (i 7 punti?qual’è il loro fondamento?), con candidature senza titoli, preconfezionate o dell’ultimo momento, senza, ancora oggi, una missione seria da compiere…se la sapranno compiere – I conti tornano già, ma continuo, – con comizi a macchia di leopardo, fatti a un popolo ignorante dei principi costituzionali da difendere, mentre i meetup volantinavano sulle buche di via Roma, gli inceneritori e tante belle cose per niente europee. Dovevamo rialzare la bandiera dello Stato sociale contro la competitività per il profitto. Sono stato tradito…..?

  2. gendiemme says :

    David Borrelli, terza media ed eurodeputato
    Pubblico qui un’intervista del Gazzettino a David Borrelli, del 20 maggio 2014.

    Credo sia utile leggerla in quanto vi è contenuta la nostra nuova linea politica, non solo sul piano europeo e nazionale, ma anche regionale.
    Infatti, il fatto che queste cose le dica Borrelli, significa che le idee esposte nell’intervista provengono. direttamente da Beppe Grillo, o sono comunque concordate con lui.

    Da Il Gazzettino del 20 maggio 2014
    (di Paolo Francesconi)

    BORRELLI (5S): NON VOGLIAMO PIÙ USCIRE DALL’EURO, È SOLO UN’ARMA DI PRESSIONE.
    Verso le europee: il trevigiano, fedelissimo del comico e di Casaleggio, militante della prima ora: “Poca democrazia nel movimento? Il guaio è che ce n’è troppa”.

    Cosa non funziona in questa Europa?
    L’impianto economico, a partire dal Fiscal compact. Ma la prima cosa su cui metteremo il naso sono i finanziamenti UE: è forte il sospetto che una buona parte finisca in mano alla criminalità organizzata, soprattutto al Sud, dove sono destinati in prevalenza.
    David Borrelli, consigliere comunale a Treviso dal 2008 al 2013, imprenditore, 43 anni, grillino della prima ora, fedelissimo di Grillo e Casaleggio, gestore di meet up, è il candidato numero due del M5S a Nordest.
    Perché bisogna abbandonare l’euro?
    L’euro è stato un errore, ci hanno fatto entrare a forza, con trucchi contabili, il Paese non era pronto.
    C’è chi disegna scenari drammatici per l’Italia in caso di uscita traumatica dalla moneta unica. Cosa rispondete e non è contraddittorio chiedere contemporaneamente gli eurobond, come fa il M5S?
    Se l’uscita si verificasse di colpo, credo anch’io ci sarebbero conseguenze molto pesanti. E infatti noi non vogliamo uscire dall’euro. La usiamo come minaccia, come arma di trattativa politica.
    Ma il referendum per l’uscita dall’euro è il primo dei sette punti
    Lo era. L’abbiamo spostato all’ultimo posto del programma perché sia chiaro che lo intendiamo come ultima spiaggia.
    Chiedete l’abolizione del Fiscal compact, ma non si capisce come affrontate il nodo della crescita e dell’occupazione
    L’Italia ha firmato un accordo capestro, il Fiscal compact, che non può rispettare, soprattutto con un Pil fermo o in calo. Non è credibile che il Paese mantenga i vincoli e il pareggio di bilancio se non devastando lo stato sociale. Vorremmo invece poterci indebitare per rilanciare la nostra economia.
    Restituirete la diaria da eurodeputati?
    Nell’atto di accettazione della candidatura non è previsto come obbligatorio. La scelta è personale.
    Farete i battitori liberi anche a Strasburgo o cercherete gli altri partiti euroscettici?
    L’Europa è diversa dall’Italia, le alleanza sono fondamentali. Fin dal primo giorno cercheremo di costruirle con movimenti con la nostra visione e anche con singoli eurodeputati.
    Con chi le escludete a priori?
    No a estremismi o al FN di Marine Le Pen.
    Dicono: i grillini fanno solo denuncia, raccolgono frustrazioni e rabbia, ma non si sporcano le mani con l’attività di governo e i compromessi che comporta
    Noi non votiamo la fiducia in Italia a questi partiti che riteniamo responsabili di aver portato il Paese in queste condizioni.
    C’è poca democrazia interna nel M5S?
    Il problema è che ce n’è troppa. Ognuno fa quello che vuole, questo è il dramma.
    Veramente nel M5S ci sono state espulsioni di parlamentari – con procedure sommarie e non senza attacchi personali – solo per aver espresso dissenso o critiche verso taluni comportamenti
    Chi prende un impegno e non lo rispetta è giusto cacciarlo, questo è fondamentale. Cambiare idea è legittimo, ma allora ci si dimette.
    Referendum indipendenza del Veneto: è favorevole?
    Va bene ogni forma di voto, di espressione della volontà popolare. Voterei “sì”.
    Ogni giorno vi scagliate contro Renzi e il suo governo delle larghe intese. Curioso: senza Grillo non ci sarebbe stato l’avvento di Renzi
    Abbiamo costretto il PD a sparare l’ultima cartuccia, adesso hanno il fucile scarico.

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