AL MEETUP VENEZIANO DELLA CANNA

 

Andate a raccontarlo al meetup veneziano e al veneziano fautore della canna che una ragazzina s’è sentita male a scuola, che una canna di troppo l’ha obbligata in orizzontale e che è finita sull’ambulanza e poi in ospedale.
Una minorenne ha comprato la sua dose dietro quell’angolo mai troppo celato, come accade ultimamente vicino alle scuole, dentro le scuole, fin dentro la classe.
Una giovanissima ne ha fatto uso, badate bene, non ho detto abuso, ne ha preso qualche tiro la mattina, ma come qualcuno ostinatamente persiste a ripetere, è importante farlo responsabilmente, consapevolmente, tant’è finita su un lettino del pronto soccorso. Una adolescente che sentenza della Consulta o meno, non sarà mai autorizzata a comprarla legalmente, neppure in tempo di spaccio statuale.

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Di fronte a questo scempio di dignità calpestata, di libertà prese a calci in bocca, NEL MEETUP DI VENEZIA C’È CHI PERVICACEMENTE PORTA AVANTI LA TESI DI UN USO RESPONSABILE DELLA ROBA, come a dire: fumatela bene, fatelo con giudizio, sarete al sicuro, non potrà accadere niente di spiacevole, c’è addirittura chi propende per fare svolgere un’ora di ricreazione scolastica per formare al consumo responsabile della canapa.

A questo punto non ha più alcuna importanza se qualcuno per fare del ribellismo spicciolo, userà l’insulto per arginare la propria disonestà intellettuale, non me ne può fregare di meno beccarmi del proibizionista, del rigorista, del moralista.

Quel che mi interessa è mettere al bando le chiacchiere, le bugie, le mistificazioni, i sofismi che vorrebbero coniare nuove argomentazioni filosofiche a supporto di una droga buona, di una droga normale, insalutare quanto un bicchiere di vino, un pacchetto di sigarette.
Come diavolo è possibile sostenere che lo spinello non crea danni, non mette nei guai chi già è nei guai di un’età respingente. Come non dare conto ai tanti e troppi sì, a discapito dei pochi e vituperati no, come non sbatterci il muso in quel tempo da dedicare agli altri che non c’è mai, quel tempo che invece occorre trovare necessariamente per non dovere correre in ospedale a sincerarsi delle condizioni dei propri figli.

Con quale correttezza interiore è dapprima sottaciuta, poi licenziata sbrigativamente la risposta scientifica che indica la cannabis come droga che fa male, che crea dipendenza, contamina il sistema nervoso, con il rischio di diventare malattia se già non lo è.

Quella ragazzina, quegli altri giovanissimi, sono ritornati a casa, rincoglioniti e spaventati, fortunatamente vivi, quelli che hanno venduto la dose sono stati presi, la nuova pratica degli adolescenti che comprano, vendono, guadagnano, poi ricomprano per uso proprio e per spacciarla, ha esteso radici profonde, in questo modo a casa non spariranno più ori e danari, non si chiederanno più troppi soldi, evitando sospetti e tensioni.

Qualcuno vada a dirlo ai genitori di quella ragazzina, che vietare, proibire, equivale a moltiplicare trasgressioni e devianze, fatturoni e Peter Pan di periferia, vadano a dirlo a loro che non è niente di più e niente di meno di una bevuta di buon vino.

Ripetano a quegli adulti che quanto accaduto alla loro bambina è semplicemente un “evento critico”, ma questo/i sacrifici consentiranno di battere le mafie, faranno diminuire i tossicodipendenti, risolveranno il sovraffollamento quale problema endemico dell’Amministrazione Penitenziaria.
Vadano a dirlo a loro, confidando sulla buona sorte che ha risparmiato una vita, perché fosse andata diversamente, a quella porta nessuno avrebbe fatto sosta né passaggio, unicamente ammenda.

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2 responses to “AL MEETUP VENEZIANO DELLA CANNA”

  1. gendiemme says :

    DUCCIO TOFFANELLO …
    • Postato il 07/05/14 19.54 Link to reply Cita nella risposta Report
    user 57869292
    Venezia, VE
    Post n.: 211

    prima di parlare di un argomento di cui non si conosce NULLA,
    e per evitare di far figuracce IGNORANTI,
    MAGARI BISOGNEREBBE INFORMARSI.
    la ragazzina minorenne che si fa una canna e si sente male NON SIGNIFICA
    NULLA.è PARADOSSALE USARE “CASI SINGOLI ININFLUENTI
    come base per andar contro a ciò che nemmeno si conosce, pur di portar avanti
    una tesi assurda derivante dall’IGNORANZA ASSOLUTA SULL’ARGOMENTO.
    PERTANTO, COME COORDINATORE DEL GDL CANAPA (mestre-venezia,
    veneto e nazionale)non mi abbasso nemmeno a controbattere i paradossi derivanti
    dall’ignoranza. non aggiungo altro poichè appunto non ne vale la pena:
    ai mussi, quando si dan le carote, si ricevono i calci.
    e a spiegare (o tentare di farlo) a chi è ignorante e soprattutto non vuol capire,
    ci si arrabbia inutilmente e si perde solo tempo.
    EVOLVITI !!!

    MARIO DONNINI
    • Postato il 07/05/14 22.05 Link to reply Modifica Elimina Cita nella risposta
    user 62508992
    Dolo, VE
    Post n.: 1.353

    i mussi non hanno bisogno di canne per essere maschi! Provali!!!

    • gendiemme says :

      Consumi d’azzardo’ per tre studenti su quattro. Droghe, alcol e scommesse sono molto diffusi fra i giovani. Preoccupa la tendenza a mischiare le sostanze, con effetti sconosciuti.
      La competizione sportiva fortifica lo spirito e aiuta ad affrontare la vita senza fughe all’indietro e senza aiutini. Perciò, una buona medicina è: più sport per i giovani e meno ore sui libri.

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