RIFORMA RENZI DEL SENATO, OVVERO, I CITTADINI DERUBATI DEL DIRITTO DI VOTO. –

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Mentre l’attenzione mediatica è puntata sui due papi che santificano due papi, voglio esemplificare per voi come una testata rispettabile come il Sole 24 Ore, ci sciroppa l’ennesimo tradimento della Costituzione da parte di un parlamento (p minuscola) illegittimo, di un governo non votato e di un capo dello stato per 14 anni. Dico tradimento perché la garanzia del bipolarismo perfetto era espressione del voto democratico dei cittadini e non di quello della casta. La scelta del bipolarismo fu oggetto di lunga discussione da parte dei Padri Costituenti; ciò non toglie che possa essere rivisitata, ma la garanzia deve essere sostituita da un’equivalente garanzia, che non può essere prestata, sicuramente, dalle istituzioni come sopra nominate. Invece, sotto la parola riforme, passa il tradimento della democrazia, come sotto la parola missione di pace, passa la guerra e sotto l’espressione ordine pubblico passa la pena di morte per i dissidenti. Niente di nuovo, dunque! Leggete testualmente, con le spalle bene attaccate al muro e riflettete:

”I tempi delle riforme si allungano. Ma dopo settimane di braccio di ferro, con i partiti e dentro il Pd, a Palazzo Chigi si sono convinti che un primo compromesso sul Senato delle autonomie sia a portata di mano. La moral suasion del capo dello Stato sembra aver placato gli animi dei senatori e convinto anche i renziani che il prendere-o-lasciare sia un metodo rischioso quando di mezzo c’è la Costituzione. A parole i fedelissimi del segretario mantengono il punto e insistono nel dire che sul passaggio più controverso – la non elettività dei futuri senatori – il governo non cambia idea. Ma intanto, dietro le quinte, si tratta.

Il ministro Maria Elena Boschi e il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, hanno tenuto anche ieri i contatti con Denis Verdini e Paolo Romani per rabbonire Forza Italia e smussare alcuni spigoli del testo che non convincono Berlusconi. Lo scoglio più alto, però, resta l’ala «dissidente» del Pd e sul fronte interno oggi si muoverà Matteo Renzi: vedrà la presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, parlerà con il capogruppo Luigi Zanda e, domani alle 9, affronterà i senatori. Non sarà una riunione al buio, perché il leader da giorni lavora a una possibile soluzione. Intervistato da Lucia Annunziata a In mezz’ora Renzi ha aperto uno spiraglio alle istanze della minoranza del Pd: «Oggi la linea di fondo è che i consiglieri individuano al proprio interno quale consigliere regionale va al Senato, questo può essere un punto di mediazione».

La relatrice Finocchiaro sta lavorando al testo base che sarà incardinato mercoledì a Palazzo Madama in tandem con il relatore di minoranza, Roberto Calderoli. E dai partiti trapela che i quattro pilastri di Renzi – i senatori non votano la fiducia, non percepiscono indennità, non votano leggi di bilancio e non vengono eletti dai cittadini – restano saldi. L’ultimo punto è il più delicato. Poiché in commissione si è saldato un fronte favorevole al disegno di legge di Vannino Chiti, che prevede l’elezione diretta, Renzi deve trovare un punto d’incontro per scongiurare che in Aula si scateni la battaglia degli emendamenti. Gaetano Quagliariello (Ncd) ritiene «una cosa di buon senso» l’apertura di Renzi alle proposte di Calderoli e del lettiano Francesco Russo sull’elettività e la spiega così: «Quando si eleggono i consigli regionali, alcuni consiglieri vengono designati come senatori e poi sarà il Consiglio a scegliere, tra i designati, chi dovrà andare a Palazzo Madama». Una via di mezzo tra elezione diretta ed elezione di secondo grado, che (nelle interpretazioni più spinte) prevede appositi listini collegati ai consigli regionali.

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3 responses to “RIFORMA RENZI DEL SENATO, OVVERO, I CITTADINI DERUBATI DEL DIRITTO DI VOTO. –”

  1. gendiemme says :

    Riforme: Beppe Grillo: Il Senato serve come organo di controllo

    “Il Senato puo’ essere diminuito come membri, come costi,ma ci vuole un organo di controllo oltre la Camera. è necessario, c’e’ intutta Europa, in tutto il mondo”.
    “Per questioni economiche – spiega – il Senato oggi costa 550 milionil’anno: anche se togli i Senatori e li metti senza stipendio risparmi50/60 milioni, ma non risolvi”. “Togliamo i Deputati – prosegue – togliamoi Senatori facciamo come abbiamo detto noi: piu’ di due legislature vannoa casa, meta’ stipendio, togliamo tutti i rimborsi elettorali, togliamotutti i costi della politica, togliamo le pensioni, gli incentivi efacciamo una riforma pazzesca. Renzi e’ messo li’ per proseguire quelloche proseguivano gli altri. L’agenda Monti, l’agenda Letta.”.

    “Non esiste una legge elettorale perfetta, c’e’ la meno peggio pero’bisogna decidersi su che tipo di Parlamento vogliamo: un Parlamento diSenatori nominati e allora qui c’e’ in ballo la democrazia, non la Camerao il Senato. Qui non c’e’ piu’ la democrazia”, conclude.

    • gendiemme says :

      DAI PADRI COSTITUENTI ALLE FIMMENE CO STE… MA GUARDA IN MANO A CHI CI SIAMO MESSI !
      (ANSA) – ROMA, 3 APR – “Sul Senato elettivo al momento non ci sono spazi”. Lo afferma il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, conversando con i cronisti a Palazzo Madama che le fanno notare che 22 senatori del Pd e parte di Forza Italia hanno espresso dubbi sul ddl costituzionale di riforma del Senato presentato dal governo.

      • gendiemme says :

        MARIA FIDA MORO
        “Sono nata durante i lavori dell’Assemblea Costituente e questo mi lega in modo indissolubile alla Costituzione della Repubblica Italiana. Quindi non mi piace per nulla che questa venga cambiata nè in modo intelligente,nè in modo approssimativo e controproducente. Se poi le variazioni attentano allo spirito dei Costituenti ne rimango ferita. Vorrei argomentare sulla base di buonsenso para giuridico. Tutti i paesi civili hanno, al fine di garantire la democrazia, due camere. Sono contraria ad eliminare una delle camere, perchè non serve in quanto non risolve i problemi e non è per nulla democratico nel contenuto e nel metodo (se proprio si vuole diminuire il numero degli eletti si può fare senza necessariamente escludere una delle camere). Ma, ammmesso di volerne proprio eliminare una, perchè proprio quella più antica, la camera alta, quella che aveva nell’intento dei Costituenti il più alto profilo, quella composta dai membri più anziani, la camera più prestigiosa ed, a mio avviso, la più bella? Forse perchè è la più difficile da imbrigliare e quindi da gestire? Quella che al momento non ha una maggioranza bulgara? E poi mi sembra assurdo – in barba ad ogni principio democratico – che i cittadini non possano scegliere i propri rappresentanti. Già esiste, da tempo purtroppo, il sistema assurdo che ha permesso (con risultati visibili a tutti) ai vertici dei partiti di “nominare gli eletti”: un abominio giuridico. E’ su questa stessa falsariga abominevole-e questa si intenda bene è soltanto l’espressione del mio pensiero e sopratutto del mio sentire – l’abolizione del Senato (del quale ho fatto parte in una delle ultime se non proprio nell’ultima legislatura la decima che prevedeva di esseri eletti per sedere su gli scranni dello stesso Senato e anche senza laticlavio era un privilegio che ci si guadagnava superando altri candidati magari per una manciata di voti e questo prevedeva la Costituzione ed anche la logica). Perchè la politica sia “onorevole” è necessario che i migliori – sottolineo migliori – siedano in Parlamento e proprio non possono essere nominati,nè il loro ruolo deve essere semplicemente “ornamentale”. Il fatto di poter fare qualcosa non significa che sia giusto farla.
        Ma è anche colpa degli Italiani ormai adusi, cioè, più che abituati ad accettare tutto ed il contrario di tutto. Davvero non è un bello spettacolo! Per risparmiare e raddrizzare le cose è necessaria gente onesta e di buona volontà oltre a disposizioni economiche ragionevoli,gente che non si lasci comprare e che sia convinta di essere al servizio della collettività sopratutto dei più piccoli, dei più deboli e di coloro che sono inermi e non hanno voce e non,ripeto,non del proprio tornaconto personale. Inoltre la vocazione socialista e comunista si basava su questo compito specifico ed è assurdo che proprio gli eredi (?) di questa grande tradizione permettano una conclamata ingiustizia se non che addirittura la mettano in opera.
        A volte sembra che le persone abbiano perduto la ragione e che pochi riescano ad immaginare le conseguenze disastrose di questa deriva “autoritaria e sciocca”. Non sto parlando per me che ho già vissuto,ma sento di avere il diritto-dovere di esprimere la mia opinione in difesa delle cose che ci sono state insegnate e della ragionevolezza dato che ho avuto la fortuna, nascendo nell’immediato dopoguerra,di aver visto con i miei occhi l’impeto gioioso di tanti verso la pace e la giustizia sociale. Mi fa orrore pensare che altri come mio padre abbiano sacrificato la vita per un ideale che, senza pensarci troppo, verrà gettato alle ortiche o in modo più moderno in un cassonetto tra le cose che non possono essere riciclate. E con quell’ideale andranno a farsi benedire la libertà che è un bene tanto prezioso da dover essere riconquistato ogni giorno e la democrazia parola tanto abusata da aver quasi perso il suo significato originale e bellissimo. E tante tante morti ingiuste diventeranno anche inutili.
        Mi manca il Partito Comunista compatto e granitico, la Democrazia Cristiana variegata ed i Socialisti anche i seguaci di Cristo ago della bilancia e gli altri partiti con una loro storia fatta di persone e seguiterò a preferire, con tutti i suoi limiti, la prima repubblica durante la quale chi faceva politica sapeva parlare senza tenere le mani in tasca ed aveva fatto la gavetta e credeva in quello che diceva e professava. Non era un mondo perfetto, ma sempre migliore di quello attuale e non perchè le cose del passato appaiono sempre più belle nel ricordo e soffuse dello spirito della giovinezza. Ma proprio perchè c’erano dei principi giusti, racchiusi nella nostra Carta Costituzionale, che erano fondanti in quanto veri e risuonavano nei cuori e nelle coscienze di tanti e la bandiera era un simbolo di quei valori e le frecce tricolori e la gente in divisa,i bersaglieri in corsa,gli alpini con la loro penna sul cappello e le persone si salutavano con educazione e rispetto e la gente era povera e fiduciosa potendo contare sul futuro a pieno titolo.
        Faccio un esempio di fantapolitica. Perchè non eliminare dunque entrambe le camere? Sarebbe ancora più facile governare. E perchè non il coprifuoco e l’arresto delle persone scomode? E perchè non abolire,già che ci siamo, i diritti fondamentali delle persone e magari pensare al confino in nome della governabilità? E poi non lamentiamoci visto che non abbiamo imparato dalla storia se, di diritto negato in diritto negato, dovessimo scivolare inconsapevolmente in un mondo alla Orwell od in qualche vagone piombato e campo di concentramento. Parlo per assurdo è ovvio, ma non è giusto sfruttare la disperazione della gente reale, quella in carne ed ossa,per mascherare una mera operazione di potere come una panacea di tutti i mali ed un mega risparmio a livello sociale (tra l’altro non è per niente così).
        Quando ero giovane c’è stato un momento in cui sembrava davvero che ci fosse posto per una umanità nuova,amorevole e pacifica. Perfino la musica era, in larga misura,rivolta a questo sogno che pareva a portata di mano e realizzabile. Non sono preoccupata,ma profondamente dispiaciuta. Davvero tutto è stato vano? Tutto il bello è andato perduto? I bambini dovranno crescere in un mondo nel quale la libertà sarà sempre più erosa e vaga? Ed i canti di protesta (perfino quelli anarchici) e dei partigiani e quelli del Risorgimento e “Addio Lugano bella” e le campane di S.Giusto ed il Piave che mormorava il 24 maggio ed il ponte di Bassano e quello di Perati e la Julia e la “mejo zoventù” e Monte Canino? Tutto cancellato con un colpo di spugna insieme a Bella Ciao, a La guerra di Piero, a We shall overcome. Ne prendo atto ed ancora una volta mi tocca quasi quasi vergognarmi di essere italiana e che una sottocommissione di giovani costituenti tra i quali, a parte mio padre, c’era Nilde Iotti, abbiano brindato alla mia nascita con un termos di caffè e latte che è quello che la Camera passava ai suoi parlamentari costituenti. NON SAREBBE PIU’ SEMPLICE TORNARE AL CAFFE’ E LATTE INVECE DI ABOLIRE IL SENATO?” Maria Fida Moro

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