PROPOSTE PER UN PROGRAMMA POLITICO ED ECONOMICO PER L’EUROPA

PROPOSTE PER UN PROGRAMMA POLITICO ED ECONOMICO PER L’EUROPA

Apro la discussione e attendo i vostri contributi.

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1 – Sistema bancario e finanza

1.1 – Modificare la politica di intervento della BCE affinchè protegga lavoro e crescita oltre che la stabilità.

1.2 Trasformazione della BCE da banca privata a banca pubblica, tramite modifica dello Statuto affinchè si occupi di armonizzare l’accesso al credito in Europa.

1.3 Modificare anche il sistema decisionale degli enti finanziari (oltre che della BCE) in modo da assicurare che siano trasparenti e democratici ed in modo che l’attività bancaria divenga sensibile alle esigenze degli interessi collettivi e della maggioranza, questo con l’estensione di sistemi democratici.

1.4 Riforma sistema bancario, che va reso più democratico e trasparente.

1.5 Reintrodurre la differenziazione tra banche di risparmio e banche di affari (Glass Steagall Act)

1.6 Creazione di una banca federale europea statale autofinanziata che armonizzi l’accesso al credito in europa,

1.7 – Incoraggiare la Finanza coperativa, Agevolazioni del credito al consumo, disincentivazione credito a scopi speculativi.

1.8 – Le banche, le banche nazionali e le società di “rating”, vanno trasformate in servizi pubblici, indipendenti da ogni potere ed al servizio del bene collettivo.

1.9 – Divieto delle vendite allo scoperto.

1.10 – Vanno incoraggiati gli investimenti effettivi nell’ economia detta “reale” e questo significa che: vanno vietate le “scommesse” sia al rialzo che al ribasso. Sono considerate “scommesse” qualsiasi tipo di accordo di transazione di valori che non sia dimostrato essere gia’ esistito come possesso del venditore al momento della stipula del contratto.

 

2 – Imposte e politiche economiche

2.1 – Tassare i redditi da attività finanziarie almeno quanto i redditi da

lavoro ed introdurre la “Tobin Tax”, con un tasso oculato (esponenziale) .

Il tasso della “Tobin Tax” (o FTT: Finantial Transaction Tax), deve tenere conto del tempo durante il quale un certo bene e’ rimasto in possesso del venditore: la speculazione si manifesta sotto forma di acquisto e vendita di un bene con cadenze ravvicinate e deve essere tassata piu’ pesantemente.

In ogni caso, la tassazione delle transazioni individuate come speculative deve essere superiore alla tassazione dei dividendi.

Riteniamo opportuno incoraggiare gli investimenti reali e non speculativi anche introducendo una tassazione decrescente che favorisca gli investimenti a lungo termine anche nel caso di tassazione dei dividendi.

2.2 – Impedire i fenomeni di “dumping fiscale” tra paesi della comunita’ (e per quanto possibile nel mondo, combattendo paradisi fiscali e zone di mancanza di trasparenza) pur rispettando le liberta’ decisionali dei singoli paesi anche in materia fiscale come la scelta e la sperimentazione di “prassi ottimali”, garantendo quindi il principio di sussidiarieta’.

2.3 – Introduzione di un sistema di “freno all’indebitamento” e misure anticicliche di spesa (su modello di quello svizzero): i bilanci statali e comunitari devono essere legati ad indici oggettivi che rilevino la situazione del ciclo economico dell’anno specifico. Negli anni in cui gli indici sono positivi e l’economia mondiale è in fase positiva gli obiettivi economici ed i preventvi di bilancio devono essere positivi. Negli anni di crisi, i bilanci non devono puntare al pareggio ma passare in rosso prevedendo interventi anticiclici di spesa. Questo sia per il bilancio europeo, ed anche incoraggiamento da parte della comunita’ a che i singoli stati adottino il metodo.

2.4 – scorporo dai bilanci nazionali di attività piu’ opportunamente demandate alla comunita’ europea, come per esempio spese per difesa ed immigrazione.

2.5 – La Comunità’ europea deve incoraggiare la costituzione di monete locali. Soprattutto di quelle monete che (sulla traccia del WIR svizzero) basano la loro ragione di esistere su prestiti a tassi zero o minimi e promosse/sostenute da banche, o enti pubblici..

 

3 – Politiche sociali

3.1 – Introduzione di un salario minimo garantito, a livello europeo.

3.2 – Proporre a livello europeo l’iniziativa svizzera “1:12” sui salari, consistente nel divieto all’interno di ogni ente o societa’ di offrire stipendi mensili superiori allo stipendio annuale minimo presente all’interno della medesima societa’. Questa iniziativa a livello di singola nazione e’ difficilmente praticabile, ma ha senso a livello continentale.

3.3 – Armonizzazione del mercato del lavoro in Europa (sistemi previdenziali, welfare).

3.4– Va riconosciuto il carattere sociale dell’informazione e della comunicazione, per questo la comunita’ si inpegna a contrastare i monopoli mediatici nei singoli stati ed incoraggia le gestione democratica dei media in particolare di quelli pubblici o che ricevono finanziamenti pubblici (esempio: diritto di voto degli enti di direzione dei media per i cittadini che dimostrino di utilizzarli sistematicamente per esempio perche’ abbonati o per avere pagato un canone).

3.5 – Abolizione delle « frontiere » anche a livello di servizi telefonici. Le compagnie telefoniche vanno forzate ad accordi tra di loro tali che consentano l’uso dei telefoni portatili e dello scaricamento di dati ai medesimi costi sul territorio comunitario.

3.6 – Rafforzare iniziative che promuovono la mobilita’, come l’Erasmus ed estenderle ad altri settori, come il serivizo militare, il servizio civile e l’apprendistato. Incoraggiare la mobilità e la conoscienza reciproca dei cittadini europei.

 

4.Proposte a livello di Stati

4.1 – Stati, regioni e comuni a livello europeo sono invitati ed incoraggiati a promuovere monete locali e complementari a condizione che non siano a carattere speculativo. l’Euro permette la cooperazione industriale a livello continentale, protegge dalle fluttuazioni della speculazione e dei cambi, le monete locali possono permettere una maggiore capillarita’ della circolazione di merci e servizi ed anche la sperimentazione di nuovi metodi finanziari e di politica monetaria (vedi il WIR gia’ citato).

4.2 Vanno stabiliti a livello comunitario dei vincoli per tutti i Paesi che chiameremo -Parametri di Onesta’ – in modo che, in base ad essi, i Paesi della comunita’ raggiungano con modi e tempi prefissati percentuali massime di evasione fiscale, di corruzione e di costi della politica ed il rispetto di regole democratiche minime.

 

5. Proposte per una politica dell’ambiente

5.1. Protezione delle agricolture locali, biologiche e dei prodotti a km 0

5.2 No OGM

5.3. Incentivazione all’uso delle fonti energetiche rinnovabili e fissazione di obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il raggiungimento dell’indipendenza energetica europea.

5.3 – vanno incoraggiate le iniziative per il risparmio energetico,come il programma: “2000 Watt”

 

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