VERSO L’EUROPA A 5 STELLE

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Vorrei affrontare il tema di questa giornata muovendo da una riflessione che prenda in considerazione la nascita dell’Europa, come si manifestò nella mente dei cittadini. Questa riflessione nasce dal sospetto che un’intera stagione della nostra storia si stia traducendo nella distruzione di quanto era stato costruito.

Indubbiamente, l’Europa è nata come soluzione equilibrata fra capitalismo anglosassone e socialismo reale, attorno all’idea dello Stato Sociale, del Welfare e, aggiungo io, quasi a porre le fondamenta di un passo ulteriore verso un mercato euro-atlantico. Non certo quello delle multinazionali, che le favorirà a discapito di sicurezza alimentare e ambientale. Parlo del Trattato TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP (TTIP), che dovrebbe essere pronto entro il 2015.

Facciamo qualche passo indietro. Se andiamo a esaminare le finalità e gli obbiettivi che nel 1992 si prefiggeva l’Unione europea con il trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) e la situazione in cui ci troviamo, dobbiamo ammettere che l’Unione europea ha fatto molti passi avanti verso quel progetto, ma che ha tradito gli ideali originari.

Il Trattato sull’Unione europea, appunto, trattato di Maastricht, aveva la finalità: di preparare la creazione dell’Unione monetaria europea e gettare le basi per un’unione politica (cittadinanza, politica estera comune, affari interni). Osserviamo subito che la creazione dell’unione monetaria, malgrado tutte le limitazioni che veniva a porre sulla sovranità degli stati europei, fu anteposta all’unione politica, dalla quale, invece, avrebbe dovuto scaturire; segno evidente di una obbiettiva difficoltà, direi anzi, guardando dalla parte dei cittadini, di una obbiettiva contraddizione intrinseca al progetto. Vi è in ciò anche il primo cenno di quella volontà di perseguire il progetto dell’Unione a costo anche di sovvertire la logica dei principi, fino a superare i cardini costituzionali e gli attuali modelli di protezione sociale. Le aspettative e l’entusiasmo per l’Europa dei popoli erano tali che questo deficit democratico venne poco compreso dai più. Naturalmente, a ciò non fu estranea, anzi tutto ciò era coerente con la mutata condizione dei mercati mondiali, con la competizione crescente e con la struttura e organizzazione industriale in progressivo mutamento. ……INTERVENITE NUMEROSI!

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