L’UE INSISTE PER L’ACCORDO CON L’UCRAINA E FA IL PRESSING SU PUTIN

 

 

 

L’UE INSISTE PER L’ACCORDO CON L’UCRAINA E FA IL PRESSING SU PUTIN

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Nessun 1914, nessun 1968 e nessuna guerra fredda. Il mondo globalizzato non lo permette più. Chi è il mondo globalizzato? Vi piaccia, o no, è l’alta massoneria finanziaria, che come un’enorme anaconda ha ingoiato banche centrali e bandiere e, ora, detta la legge. Mentre, infatti, l’orso russo mostrava i muscoli, quelli economici, con il gas russo (l’Ucraina è dipendente dalla russa Gasprom per il gas), e quelli militari, la borsa di Mosca è caduta del 10%. Segno che anche la Russia ha contratto questa infezione. Dunque, i cannoni russi non possono più sparare? E, paradossalmente, ci chiediamo: è un bene o è un male? Putin, in risposta alle minacce della NATO e degli USA, ha minacciato di rimettere in discussione il trattato Start e il documento di Vienna tra i paesi dell’OSCE e, quanto meno, le modalità delle ispezioni al suo arsenale nucleare strategico impedendo con spari in aria l’accesso agli osservatori stranieri. Ma chi è il più imperialista: Putin che vuole annettersi la Crimea, con Sebastopoli, che, almeno fino al 2042 è la base della sua potenza sul mare Nero e sul Mare Mediterraneo, oppure l’Occidente, che con le operazioni sovversive degli USA e dell’Unione Europea, vuole impadronirsi di un nuovo mercato, inglobando l’Ucraina? Varrebbe la pena che i detrattori di Lenin, che hanno abbattuto le sue statue, rileggessero le sue pagine sull’imperialismo. Per quanto ci riguarda, più da vicino, l’Unione Europea, ancora una volta, ha dato una prova deludente della sua unità e della sua progettualità politica e non è riuscita a dare scacco alla Russia, offrendo all’Ucraina condizioni sufficienti per attrarla nel campo occidentale. Putin, invece, ha giocato una bella partita, con accortezza e determinazione e l’ha vinta. Sia Obama e sia Putin hanno convenuto che le buone relazioni fra gli USA e la Russia sono più importanti della posta in gioco. Ma la governante europea, con il vertice dei suoi capi di stato e di governo (Renzi! per l’Italia), non si da per vinta e prosegue, ineffabile, all’inglese (guarda caso) il suo pressing politico su Putin, bocciando come “illegale”  il referendum indetto per domenica prossima in Crimea (il 29,6% degli Ukrajini è di lingua russa) e minacciando una serie di sanzioni a scalare, per giungere, entro maggio a stipulare un accordo di associazione, almeno politica e, poi, commerciale, tra Europa e Ukraina. La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa e gli USA, con la loro enorme produzione di gas, fino ad ora riservata al mercato interno, potrebbero spuntare una delle armi più efficaci di Putin.

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Il gigante Antonov An-225 Mriya: prodotto dalla Antonov, costruttrice di aeromobili con sede in Ucraina.

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L’importanza strategica della base di Sebastopoli è elevatissima per la Russia, in quanto è una sorta di porta per il Mediterraneo: grazie all’accordo stipulato recentemente, la flotta del Mar Nero continuerà a restare nella sua storica base fino al 2042, con possibilità di prolungare l’affitto fino al 2047.

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4 responses to “L’UE INSISTE PER L’ACCORDO CON L’UCRAINA E FA IL PRESSING SU PUTIN”

  1. gendiemme says :

    Il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato:
    “La crisi in Ucraina dimostra che i Paesi europei devono investire a sufficienza nella nostra difesa e sicurezza comune, – ha detto Rasmussen. – E’ chiaro che la difesa è costosa, ma la mancanza di sicurezza è ancor più cara”. Gli analisti politici prestano attenzione ai tempi degli sforzi statunitensi per sostituire i governi in Venezuela e Ucraina. Washington vuole mostrare al mondo che è ancora una superpotenza in grado di dirigere il corso degli eventi in diverse parti del Mondo, verso qualunque direzione ad essa utile. Obama vorrebbe concludere la presidenza con vittorie spettacolari in Europa orientale e in America Latina: trasformando l’Ucraina in uno Stato satellite, garantendo la presenza militare statunitense alle frontiere della Russia, e compiendo un cambio di regime significativo in Venezuela al fine di di fargli pagare i progetti d’integrazione latino-americana indipendente…

    • gendiemme says :

      LA VOCE DEL BRIC
      Agli Stati Uniti che annunciano le prime sanzioni contro la Russia accusandola di aver violato la sovranità ucraina, l’India e la Cina rispondono invitando alla calma e alla moderazione. Secondo Beijing, la crisi ucraina ha bisogno di un approccio prudente. “Più complesso è il problema, tanto più è necessario poterlo gestire prudentemente“, ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. “La priorità ora è esercitare calma e moderazione ed evitare un’ulteriore escalation“. Nel frattempo, New Delhi ha detto che Mosca ha interessi “legittimi” in Ucraina e che si dovrebbe discutere per trovare una soluzione soddisfacente al problema. “Osserviamo ciò che accade in Ucraina con preoccupazione… La questione è conciliare diversi interessi tra cui i legittimi russi, speriamo che siano discussi e negoziati in modo soddisfacente“, aveva detto il consigliere per la sicurezza nazionale indiano Shivshankar Menon. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov avvertiva a sua volta Washington contro passi “frettolosi e sconsiderati” sulla crisi in Ucraina, che potrebbero danneggiare le relazioni Russia-USA. Lavrov ha detto al segretario di Stato USA che eventuali sanzioni contro la Russia “colpirebbero inevitabilmente gli Stati Uniti come un boomerang“.
In effetti, il Consiglio della Federazione della Russia prepara una legge per confiscare beni esteri in risposta alle sanzioni dell’occidente contro Mosca. “Il disegno di legge prevede la concessione di tali poteri (di confisca dei beni) al presidente e al governo, per proteggere la nostra sovranità“, dichiarava il capo del Comitato per la legge costituzionale del Senato Andrej Klishas, autore dell’iniziativa. “Non c’è dubbio che corrisponda agli standard europei. Basta ricordare l’esempio di Cipro, quando l’espropriazione fu imposta quale condizione per gli aiuti dall’Unione europea“.

      • gendiemme says :

        (ANSA) – SEBASTOPOLI, 11 MAR – Con 78 voti a favore su 81, il Parlamento della Crimea ha dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina. Noi deputati della Crimea e di Sebastopoli, in virtù delle norme internazionali e del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia dell’Onu sulla dichiarazione d’indipendenza del Kosovo del 22/07/10, “abbiamo deciso che se verrà approvato il referendum del 16 marzo, nascerà la Repubblica di Crimea che sarà uno Stato della Federazione russa”. Si legge nella dichiarazione approvata.

  2. gendiemme says :

    (ANSA) – NEW YORK, 15 MAR – La risoluzione presentata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro il referendum in Crimea non passa per il veto posto dalla Russia. La Cina si e’ astenuta, mentre gli altri 13 Paesi hanno votato a favore. La risoluzione sull’Ucraina era stata presentata dagli Stati Uniti e co-sponsorizzata da 41 Paesi tra cui l’Italia. Il documento “dichiara l’invalidita’ del referendum” sullo status della Crimea.

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