LA CRISI DI GOVERNO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO E SECONDO NOI.

ImmagineUn Paese di sessanta milioni di abitanti, ricco di ogni tesoro naturale e culturale, con una storia unica, impressionante, che ha posto le fondamenta della civiltà, che ha avuto intelligenze strepitose, da Leonardo Da Vinci a Marconi e Fermi e artisti sublimi come Michelangelo e Raffaello è oggi impazzito e i suoi abitanti, almeno gran parte, non ne hanno più coscienza, si sentono apolidi, italiani per caso e pensano di essere loro inadeguati, incapaci, falliti. Molti emigrano, alcuni si impiccano, altri gettano la spugna e tirano a campare.

La pazzia si è impossessata dell’Italia che si muove come un giocattolo rotto, a scatti, senza una direzione. Sono saltati tutti i meccanismi. Il presidente della Repubblica è diventato un monarca medioevale che nomina chi pare a lui. Il Parlamento non ha più significato, le leggi sono fatte con i decreti del Governo o da Berlusconi e Renzi in una stanza e la sfiducia al presidente del Consiglio è una fatwa dei segretari di partito, i parlamentari non hanno neppure diritto di parola. La Costituzione è una parola vuota, un pezzo di carta letto e mai applicato e quando lo è è sempre troppo tardi, gli effetti velenosi della legge, che sia la Fini-Giovanardi o il Porcellum si sono già manifestati, hanno impregnato il Paese con i loro miasmi. Sembra una fiaba gotica, con gli abitanti di una remota contea preda di un incantesimo che fa scomparire la democrazia sotto i loro occhi senza che se ne accorgano. La democrazia sostituita dai pizzini dei telegiornali. Chi protesta è messo alla berlina, alla gogna in piazza. E’ un sovversivo, uno che si vede troppo film, che soffre di allucinazioni. La democrazia esiste ed è in buona salute, chi dice il contrario è un malato di mente. Da curare. Oggi, un condannato in via definitiva per frode fiscale sale dal presidente della Repubblica per discutere il nuovo governo, lo chiamano Cavaliere, come nei tempi antichi. Incontrerà un signore novantenne e insieme, tra un caffè e un biscotto, parleranno del futuro. Il TUO futuro.

Napolitano sta violando una mozione del 1991 che pone l’obbligo di parlamentarizzare le crisi di governo esautorando di fatto il ruolo del Parlamento.

Napolitano sceglierà Renzie (e non è un capriccio) che non è parlamentare, che non si è mai candidato nel ruolo di presidente del Consiglio durante le elezioni. Lo farà, come lo ha fatto per Monti e per Letta, ignorando il Parlamento, la Costituzione e la volontà degli italiani per la terza volta. Chi ha eletto Renzie? 136 votanti della direzione del pdexmenoelle sempre più simile al PCUS sovietico. Il partito decide, la nazione prende atto, la democrazia può attendere. Ora Napolitano darà via al rito delle consultazioni che dovrebbe per decenza risparmiarci. Un’immensa farsa, il Presidente a vita riceverà le delegazioni dei partiti che rilasceranno all’uscita del Quirinale le solite frasi condite di ipocrisia ormai insopportabile. Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Da qui, la fretta. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia. Dall’esterno il cittadino assiste a una squallida lotta tra bande per il potere mentre “nel fango affonda lo stivale dei maiali”.

Siamo basiti!  Leggo un altro passaggio:

“Napolitano non può espropriare il Parlamento dal ruolo che la Costituzione gli riconosce, specie in situazioni estranee alle determinazioni assunte dalle Camere, e cioè al di fuori dei casi di negazione della fiducia o di successiva revoca della stessa”. Così, recita la mozione sulla parlamentarizzazione della crisi di Governo, tutt’ora vigente. C’è solo un modo per arginare questa deriva: il Paese ha bisogno di un nuovo Presidente della Repubblica e di elezioni al più presto. ”

Dunque, mi chiedo:

Non può o non deve? E se il Presidente “non deve” chi lo riporta sul binario? Quale che sia la risposta a questa domanda, noi Grilli Parlanti, Cittadini Consapevoli, diciamo:

“Troppo facile pensare di risolvere tutto con un nuovo Presidente; magari, con un Giuliano Amato. Il paese ha bisogno di un nuovo popolo che sia capace di rispettare e farsi rispettare. La maledizione di questa Italia, incline da sempre alla sinistra, fu ed è il comunismo e le sue resurrezioni. Per paura di lui, il Savoia aprì al dittatore; per fede in lui, il popolo rosso persevera, cieco e sordo, nel voto ai suoi aguzzini, ché tali sono i suoi leader, cinici e voraci o, meglio, I SUOI BECCHINI! Da D’Alema, da Prodi a Renzi, la minestra è sempre la stessa; da Monti a Letta, da Letta a Renzi – nessuno eletto mai – la minestra è sempre amara.

E allora: Non basta il rammarico per le passate virtu’ e non vale la censura per chi abusa, Occorre fare mea culpa per le perdute virtù e per la perdita del  rispetto che apre agli abusi. I colpevoli, cari concittadini consapevoli, siamo NOI”.

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