Archive | February 2014

L’INFEDELTA’ DELLO STATO

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Nel 2014 dovremmo emettere titoli per quasi il 30% del nostro pil. Non si punterà sui BoT e sulle scadenze a breve, ma più sulle scadenze medio-lunghe. Comunque sia e ferma restando la retroattività della misura, andremo a tassare dei titoli già emessi e in corso.

Se il problema è come abbattere il debito pubblico monstre del 130% del pil, a pagare il risanamento saranno ancora una volta i piccoli risparmiatori, che sono quelle famiglie che ancora hanno qualche disponibilità disponibile.

Una battuta di Del Rio è stata indicativa. “Se ad una signora anziana che abbia investito 100 mila euro in BoT togliamo 25 o 30 euro, non credo che ne abbia problemi di salute”. Tradotto in parole povere significa: anche i titoli di stato potranno subire una stangata fiscale, dopo che erano stati risparmiati dal governo Monti nel 2012, quando si unificarono le diverse aliquote sui prodotti finanziari al 20%, mantenendo al 12,5% quella sugli interessi maturati sui bond sovrani, normalmente all’estero e non tassabili (se si volesse far ricadere su questa tipologia di emissione, l’aumento dell’imposizione, si rifletterebbe su una diminuzione compensativa del prezzo di collocamento, cioé, punto a capo).

Ma quale sarà l’effetto di questa infedeltà dello Stato?  Se diamo valore 100 ad una emissione, sappiamo che il 40% viene sottoscritto dalle banche, il 30% da investitori esteri e il restante 30% dal mercato domestico. Di quest’ultimo 30%, il 20% viene sottoscritto da imprese, che se hanno una sede all’estero o quant’altro, sfuggirà alla tassazione, il solo 10% rimanente, sottoscritto dai risparmiatori domestici – una volta sottoscrivevano l’80% -, andrà soggetto alla tassazione.

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ECCO IL NON STATUTO. LEGGIAMO BENE L’ART. 4.

REGOLAMENTO

Articolo 1 – Natura e Sede 3 Articolo 2 – Durata. 3 Articolo 3 – Contrassegno 3 Articolo 4 – Oggetto e finalità 3 Articolo 5 – Adesione al MoVimento 4 Articolo 6 – Finanziamento delle attività svolte sotto

il nomedel “MoVImento 5 Stelle” 4 Articolo 7 – Procedure di designazione

dei candidati alle elezioni 5

http://www.beppegrillo.it

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http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdfARTICOLO 1 – NATURA E SEDE

Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog http://www.beppegrillo.it. La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web http://www.beppegrillo.it. I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.

ARTICOLO 2 – DURATA

Il MoVimento 5 Stelle, in quanto “non associazione”, non ha una durata prestabilita.

ARTICOLO 3 – CONTRASSEGNO

Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso.

ARTICOLO 4 – OGGETTO E FINALITÀ

Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candi- dati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promos- se da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Es- so vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scam- bio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e sen- za la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

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ARTICOLO 5 – ADESIONE AL MOVIMENTO

L’adesione al MoVimento non prevede formalità maggiori rispetto alla registrazione ad un normale sito Internet. Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni a- venti oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti.

La richiesta di adesione al MoVimento verrà inoltrata tramite Internet; attraverso di es- sa, l’aspirante Socio provvederà a certificare di essere in possesso dei requisiti previsti al paragrafo precedente. Nella misura in cui ciò sia concesso, sulla scorta delle vigenti disposizioni di legge, sem- pre attraverso la Rete verrà portato a compimento l’iter di identificazione del richieden- te, l’eventuale accettazione della sua richiesta e l’effettuazione delle relative comunica- zioni.

La partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione dell’utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei requisiti di ammissione.

ARTICOLO 6 – FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITÀ

SVOLTE SOTTO IL NOME DEL “MOVIMENTO 5 STELLE”

Non è previsto il versamento di alcuna quota di adesione al MoVimento. Nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it potranno essere aperte sottoscrizioni su base volontaria per la raccolta di fondi destinati a finanziare singole iniziative o manifestazioni.

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ARTICOLO 7 – PROCEDURE DI DESIGNAZIONE

DEI CANDIDATI ALLE ELEZIONI

In occasione ed in preparazione di consultazioni elettorali su base nazionale, regionale o comunale, il MoVimento 5 Stelle costituirà il centro di raccolta delle candidature ed il veicolo di selezione e scelta dei soggetti che saranno, di volta in volta e per iscritto, au- torizzati all’uso del nome e del marchio “MoVimento 5 Stelle” nell’ambito della propria partecipazione a ciascuna consultazione elettorale.

Tali candidati saranno scelti fra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella stabilita dalla legge per la candidatura a determinate cariche elettive, che siano incen- surati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualun- que sia la natura del reato ad essi contestato.

L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del blog; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature. Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni eletto- rali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.

Versione del 10/12/2009Immagine

IL NON STATUTO A 5 STELLE

Siamo sicuri che tutti conoscano il non statuto? Analizzando un certo malessere che traspare da alcuni meetup, è facile convincersi della strumentalità e della autoreferenzialità che hanno preso la mano ad alcuni, per altro meritevoli, di noi. Fosse banale arrivismo, catalogherei il fenomeno fra i difetti della democrazia; spesso, invece, emerge una incapacità a lavorare fianco a fianco e a creare quel gioco di squadra che moltiplica le risorse in modo esponenziale. Emerge, anzi, una quasi vigliaccheria che impedisce di affrontare il dialogo e la critica, favorendo la fuga verso il potentato. La sostanziale invertebrabilità del Movimento fa il resto. Parlo, soprattutto, della mancanza di alternanza che ha fatto degli organizer a tempo indeterminato dei sioretti senza molta arte, che non ostentano un gran che, a parte una discreta conoscenza dell’informatica e l’essersi adoperati come attivisti attivi in vece dei soliti dormiglioni, ma che per titolo e competenze non vanno oltre il “sono iscritto dal…” .Senza pensare che, così, senza alternanza non c’è crescita e non c’è vera partecipazione, anzi, i neofiti più preparati si guardano bene dal restare agli ordini di costoro. Niente di personale, ché sono iscritto al blog dal 2005, ai meetup dal 2012, ma sono certificato da un mese (Ahia! non posso votare!). A caricare sul problema, si aggiunge il vantaggio di potere che deriva dalla funzione di coordinatori e il lustro che danno gli incontri con la partecipazione dei nostri eletti, innocenti, ma non troppo. Inconsapevolmente, torniamo a delegare ad alcuni la tutela dei nostri diritti e non diamo una partecipazione in crescendo alla nostra democrazia, che – si badi – non si attua alzando la mano in assemblea. Ecco, allora, le preriunioni, riservate, fra co-organizer, le bannature, il rifiuto verso le partecipazioni ricche di contenuti ma che sfuggono alla propria ignoranza e le ipocrisie; ma ecco anche le candidature di ciucci senza pudore ad occupare i massimi sistemi della nazione e dell’Europa, anticamera di inciuci e “speriamo” non di altro. Se questo è il rinnovamento, abbiamo faticato per veramente poco.
Propongo una serata di informazione su i principi del Movimento.Immagine

GARANTE DELLA COSTITUZIONE E PROCEDURA PER LA MESSA IN STATO D’ACCUSA

Parliamo di Garante della Costituzione e dei c.d. delitti presidenziali, anche se, giocoforza, per esigenza sistemica, dovremmo trattare insieme i reati ministeriali (artt. 96 Cost. e 15, 2° c. L. cost.le 11 marzo 1953, n. 1). Vi accenniamo brevemente. Sono reati commessi dal ministro in quanto tale, dove la qualità di ministro rappresenta un elemento costituivo o modificativo agli effetti della punibilità. Fra i più tipici, la corruzione e la concussione (317, 318, 319 c.p.), commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti la funzione. Capirete che viene a rilevanza il fine difforme rispetto al quale i poteri sono attribuiti o il modo difforme da quanto previsto nella legge attributiva.

Qui, ci preme rilevare che queste figure di reato identificano la violazione del precetto che impone a queste figure istituzionali di essere fedeli alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere alle funzioni con disciplina ed onore (art. 54 Cost.).

Per saperne di più, unisciti a noi giovedì 20 febbraio alle 21.00, a Dolo, via Mazzini 18, Saletta del Bar Antica Barina.Immagine

 

Gli italiani verso il terzo governo di mai eletti

Gli italiani verso il terzo governo di mai eletti

Il Presidente della Repubblica Italiana dal doppio mandato sta partorendo il terzo governo extraparlamentare e … tutto tace

IL MERETRICIO DEI POPOLI EUROPEI, OVVERO, LACRIME DAL CUORE DI UN ITALIANO.

ImmagineUna legge – anzi – un decreto dopo l’altro, la trama dei principi costituzionali, l’ossatura della nostra società, cede alle bieche ragioni dell’economia. I Mercanti del denaro prevalgono ovunque sui Parlamenti. Restiamo senza parola, attoniti, come gli spettatori di una catastrofe, ad osservare ciò che gli occhi non vogliono vedere e la nostra mente rifiuta di credere. Gli europei non stanno vendendo agli sfruttatori i loro corpi, ma i principi fondamentali che animano le loro Costituzioni e lo fanno da spettatori incoscienti i più, ma, tutti, incapaci di difendersi dal nemico più subdolo che si sia mai incontrato: un nemico maligno che ha invaso e ha sottomesso subdolamente le istituzioni. Nessuno di noi, infatti, vuole ed è psicologicamente preparato a contrastare le nostre Istituzioni. Eravamo accostumati al pensiero: “ciò che è Europa, è bene e fa bene alla democrazia e all’economia”.  Invece, attraverso l’Europa, attraverso il fallimento della sua unione politica, in nome dell’affrancazione dal dollaro, si sono affermati i mercanti del denaro e, imponendo una loro moneta di carta, hanno sottomesso i Parlamenti. Subiamo, perciò, l’invasione e la caduta della civiltà europea in modo inarrestabile, sempre più veloce. Troppe parole per dire ciò che non si vuole, ma si deve subire. Parole al vento di un animo pesante! L’Europa delle patrie è un sogno tramontato. La sovranità del popolo è un’espressione, fatta ridicola.

A presto. Dedicheremo a questo argomento una serata.

Nuova Strategia Europea sul Benessere degli animali

La Nuova Strategia Europea sul Benessere degli animali introduce un sostanziale miglioramento dell’attuale Strategia con l’introduzione di regole obbligatorie sulla tutela di ogni forma di vita animale in tutti i 27 Paesi membri, alla luce dell’articolo 13 del Trattato di Lisbona, che definisce gli animali come “esseri senzienti”.
…. e, come volevasi dimostrare, ecco la civile Danimarca come regola le nascite nei suoi zoo. La giraffa Marius, risultata un “doppione” è stata assassinata dallo zoo di Copenaghen, squartata e data in pasto ai leoni … pubblicamente! E quando dico “pubblicamente”, intendo anche alla presenza delle scolaresche, come Vi mostra la fotografia.
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FAVOREGGIAMENTO O INDULTO?

In Commissione Giustizia, il partito unico PDPDL ha respinto l’emendamento presentato  dal M5S che prevedeva di non estendere il beneficio dello sconto del 40% della pena introdotto dal decreto “svuota carceri” ai condannati per corruzione e concussione. Con la bocciatura di questo emendamento i condannati per corruzione e concussione, quelli presenti e quelli futuri, potranno contare tranquillamente, non solo su una normativa colabrodo che non consente quasi mai di giungere a sentenza definitiva, ma anche su questo sconto di pena, inconcepibile per noi, ma non per loro PDPDL, che di corruzione e concussione hanno bisogno per vivere. Almeno, guardando le statistiche, è proprio così. E pensare che solo pochi giorni fa,  la relazione dell’Unione europea ci ha attribuito il primato della corruzione in Europa. Allora, che senso ha, parlare di nuova lira e di euro sì, euro no, se corruzione e burocrazia ci trascinano sul fondo? E’ anche senza senso continuare a denunciare; tanto, quelli vanno dritti per la loro strada

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LA CRISI DI GOVERNO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO E SECONDO NOI.

ImmagineUn Paese di sessanta milioni di abitanti, ricco di ogni tesoro naturale e culturale, con una storia unica, impressionante, che ha posto le fondamenta della civiltà, che ha avuto intelligenze strepitose, da Leonardo Da Vinci a Marconi e Fermi e artisti sublimi come Michelangelo e Raffaello è oggi impazzito e i suoi abitanti, almeno gran parte, non ne hanno più coscienza, si sentono apolidi, italiani per caso e pensano di essere loro inadeguati, incapaci, falliti. Molti emigrano, alcuni si impiccano, altri gettano la spugna e tirano a campare.

La pazzia si è impossessata dell’Italia che si muove come un giocattolo rotto, a scatti, senza una direzione. Sono saltati tutti i meccanismi. Il presidente della Repubblica è diventato un monarca medioevale che nomina chi pare a lui. Il Parlamento non ha più significato, le leggi sono fatte con i decreti del Governo o da Berlusconi e Renzi in una stanza e la sfiducia al presidente del Consiglio è una fatwa dei segretari di partito, i parlamentari non hanno neppure diritto di parola. La Costituzione è una parola vuota, un pezzo di carta letto e mai applicato e quando lo è è sempre troppo tardi, gli effetti velenosi della legge, che sia la Fini-Giovanardi o il Porcellum si sono già manifestati, hanno impregnato il Paese con i loro miasmi. Sembra una fiaba gotica, con gli abitanti di una remota contea preda di un incantesimo che fa scomparire la democrazia sotto i loro occhi senza che se ne accorgano. La democrazia sostituita dai pizzini dei telegiornali. Chi protesta è messo alla berlina, alla gogna in piazza. E’ un sovversivo, uno che si vede troppo film, che soffre di allucinazioni. La democrazia esiste ed è in buona salute, chi dice il contrario è un malato di mente. Da curare. Oggi, un condannato in via definitiva per frode fiscale sale dal presidente della Repubblica per discutere il nuovo governo, lo chiamano Cavaliere, come nei tempi antichi. Incontrerà un signore novantenne e insieme, tra un caffè e un biscotto, parleranno del futuro. Il TUO futuro.

Napolitano sta violando una mozione del 1991 che pone l’obbligo di parlamentarizzare le crisi di governo esautorando di fatto il ruolo del Parlamento.

Napolitano sceglierà Renzie (e non è un capriccio) che non è parlamentare, che non si è mai candidato nel ruolo di presidente del Consiglio durante le elezioni. Lo farà, come lo ha fatto per Monti e per Letta, ignorando il Parlamento, la Costituzione e la volontà degli italiani per la terza volta. Chi ha eletto Renzie? 136 votanti della direzione del pdexmenoelle sempre più simile al PCUS sovietico. Il partito decide, la nazione prende atto, la democrazia può attendere. Ora Napolitano darà via al rito delle consultazioni che dovrebbe per decenza risparmiarci. Un’immensa farsa, il Presidente a vita riceverà le delegazioni dei partiti che rilasceranno all’uscita del Quirinale le solite frasi condite di ipocrisia ormai insopportabile. Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Da qui, la fretta. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia. Dall’esterno il cittadino assiste a una squallida lotta tra bande per il potere mentre “nel fango affonda lo stivale dei maiali”.

Siamo basiti!  Leggo un altro passaggio:

“Napolitano non può espropriare il Parlamento dal ruolo che la Costituzione gli riconosce, specie in situazioni estranee alle determinazioni assunte dalle Camere, e cioè al di fuori dei casi di negazione della fiducia o di successiva revoca della stessa”. Così, recita la mozione sulla parlamentarizzazione della crisi di Governo, tutt’ora vigente. C’è solo un modo per arginare questa deriva: il Paese ha bisogno di un nuovo Presidente della Repubblica e di elezioni al più presto. ”

Dunque, mi chiedo:

Non può o non deve? E se il Presidente “non deve” chi lo riporta sul binario? Quale che sia la risposta a questa domanda, noi Grilli Parlanti, Cittadini Consapevoli, diciamo:

“Troppo facile pensare di risolvere tutto con un nuovo Presidente; magari, con un Giuliano Amato. Il paese ha bisogno di un nuovo popolo che sia capace di rispettare e farsi rispettare. La maledizione di questa Italia, incline da sempre alla sinistra, fu ed è il comunismo e le sue resurrezioni. Per paura di lui, il Savoia aprì al dittatore; per fede in lui, il popolo rosso persevera, cieco e sordo, nel voto ai suoi aguzzini, ché tali sono i suoi leader, cinici e voraci o, meglio, I SUOI BECCHINI! Da D’Alema, da Prodi a Renzi, la minestra è sempre la stessa; da Monti a Letta, da Letta a Renzi – nessuno eletto mai – la minestra è sempre amara.

E allora: Non basta il rammarico per le passate virtu’ e non vale la censura per chi abusa, Occorre fare mea culpa per le perdute virtù e per la perdita del  rispetto che apre agli abusi. I colpevoli, cari concittadini consapevoli, siamo NOI”.

IL TRATTATO TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP (TTIP)

Il trattato TTIP favorirà le multinazionali a discapito di sicurezza alimentare e ambientale e dovrebbe essere pronto entro il 2015.

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Da molti anni Washington e Bruxelles si fanno la guerra sulla sicurezza sanitaria degli alimenti e sulle implicazioni che le leggi europee hanno sul libero scambio delle merci. Pensiamo ad esempio ai divieti sull’utilizzo degli ormoni nella carne bovina, la mucca pazza, gli OGM e il pollo pulito col cloro.

Fino ad oggi, alcune di queste divergenze sono state appianate, altre sono rimaste in sospeso, ora il Ttip offre all’America una nuova occasione per riaprire i negoziati, a proprio vantaggio.

Ttip e sicurezza alimentare

In tema di sicurezza alimentare, l’Europa, in questi ultimi anni, ha raggiunto con fatica dei buoni risultati, ponendo dei freni all’immissione sul mercato di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute dell’uomo.

Il Ttip, come abbiamo spiegato, rischia di invertire questo comportamento, penalizzandolo. Ecco un passaggio riportato dall’inserto comparso su Il Manifesto: “Un comune decide che le mense scolastiche acquistino prodotti locali a chilometri zero. Un paese – l’Italia – vota in un referendum che l’acqua deve essere pubblica. Un continente – l’Europa – pone restrizioni all’uso di Organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura. Tra poco tutto questo potrebbe diventare illegittimo. Il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip, Transatlantic trade and investment partnership), oggetto di discussioni segrete tra Usa e Commissione europea, prevede che le commesse pubbliche non possano privilegiare produttori locali, che gli investimenti delle multinazionali siano consentiti e tutelati anche nei servizi pubblici (acqua, sanità, etc.), che la regolamentazione non possa limitare i commerci, anche quando ci sono rischi per l’ambiente o la salute. E se un governo tiene duro, sono pronti i meccanismi di arbitrato che possono costringere gli stati a pagare alle multinazionali l’equivalente dei mancati superprofitti”.

Facciamo un esempio concreto: in Europa vige una regolamentazione che pone restrizioni all’utilizzo di prodotti OGM. In America questa regolamentazione non c’è, quindi un’azienda statunitense è libera di produrre e commerciare sementi OGM. A causa delle restrizioni presenti nel nostro continente, però, non può farlo in Europa. Questo genera un mancato profitto. Con il Ttip, c’è il rischio che le aziende possano appellarsi e costringere l’Europa a pagare le multinazionali (come la Monsanto per fare un esempio) penalizzate dalle leggi vigenti. L’introduzione di un Meccanismo di risoluzione dei contenziosi tra investitori e Stati, (Investor-State Dispute Settlement – Isds), quindi, permetterebbe alle imprese di far condannare quei paesi che approvano leggi dannose per i propri investimenti presenti e futuri.

Un trattato, quindi, che contrappone i diritti dei cittadini e le responsabilità collettive verso l’ambiente al denaro e al mercato.

La Commissione che si sta occupando del trattato sembra aver definito i regolamenti e gli standard di qualità europei «generatori di problemi». Eppure si è lottato per anni, con fatica, per avere mercati più sicuri. Ma si sa, davanti al profitto queste argomentazioni sono inezie.

Ricordiamo, ad esempio, che “nel 1988 l’Ue ha vietato l’importazione di carni bovine trattate con alcuni ormoni della crescita, risultati poi cancerogeni. Per questo era stata obbligata a pagare a Usa e Canada dal Tribunale delle dispute dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) oltre 250 milioni di dollari l’anno di sanzioni commerciali nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime. Solo nel 2013 la ritorsione è finita quando l’Europa si è impegnata ad acquistare dai due concorrenti carne di alta qualità fino a 48.200 tonnellate l’anno, alla faccia del libero commercio”.

IMG_4498     Aree libere dalle coltivazioni OGM in Europa.