SICUREZZA, IGIENE E APPALTI NELLE SCUOLE

Scuole sporche, scuole chiuse, contorsioni mentali di Prefetto, sindaci, direttori; ma, sopra tutto, bambini di cinque, sei anni in mano a uomini qualunque delle ditte appaltatrici e nello sporco. Questo è quanto ci ha dato il governo Letta. Il coordinamento regionale M5S è all’opera. I nostri deputati sono in allerta, ma si parla di contratti di appalto e non della tutela dei diritti: il bersaglio più alto. Un buon tacer non fu mai scritto perciò il silenzio accompagna spesso “l’ignoranza”, in questo caso, dei diritti fondamentali, solo in parte scusabile, perché indotta dalla deriva della politica europea, che pone l’economia al di sopra dei diritti sanciti dalla Costituzione, garantiti da chi più non si sa. Il diritto alla salute degli alunni, il diritto all’istruzione, la Dignità sono fra questi, al pari di Libertà, Eguaglianza, Solidarietà. Non sono materia su cui legiferare violandoli per mere valutazioni di natura economica del governo; se così può chiamarsi un assieme di non eletti. Devono essere pretesi da chi ha responsabilità istituzionali precise, dalla politica, dai cittadini, ma non possono essere messi in discussione o, peggio, violati dal governo e dalla P.A. Devono essere tutelati dal garante della Costituzione e a costui deve rivolgersi l’azione della politica, attraverso i rappresentanti eletti. I diritti fondamentali non sono materia da contrattare, men che meno con appaltatori, con tavoli e tavolini dei prefetti, con volantini o con l’ansia delle mamme.

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