un altro colpo alla nostra sovranità economica: La privatizzazione della Banca d’Italia

Neanche la dittatura fascista ha fatto tanto danno all’Italia. In questi giorni, il governo dei non eletti, compie un’altra grande demolizione della nostra Nazione ed è la volta della Banca d’Italia, furbescamente chiamata Bankitalia spa, per meglio mimetizzare questo delitto. Infatti, pure se la composizione della Banca d’Italia è costituita da società private (vedi l’elenco ufficiale in calce), Bankitalia spa è un falso, non esiste perché è un Ente di diritto pubblico. I comuni cittadini non possono acquistarne le azioni e gli stessi istituti partecipanti al capitale della Banca d’Italia non possono comprare e vendere quote, neppure quelle da loro possedute. Inoltre, i voti cui hanno diritto non corrispondono esattamente al numero delle quote possedute. Soltanto il direttorio: governatore, direttori generali, vicedirettori generali – sovraordinati all’Assemblea dei partecipanti e al Consiglio superiore, possono proporre di variare e variare l’assetto dei partecipanti e questo avviene quando un istituto di credito fallisce o si divide. Infine, circa il profitto, caratteristica delle società private, dato il rendimento delle quote (0,5%) e il valore dell’inflazione, i partecipanti sono, sostanzialmente, in perdita e venderebbero ben volentieri le loro quote. Il potere dei partecipanti è limitato all’elezione del Consiglio superiore di Amministrazione, che si occupa di ordinaria amministrazione. Le decisioni di politica monetaria sono, invece, appannaggio del direttorio, composto da membri di nomina sostanzialmente pubblica perché vengono nominati a loro volta dal Governatore della Banca d’Italia, che viene scelto dal Presidente della Repubblica. Quindi chi partecipa al capitale non ha voce in capitolo su quella che è la funzione della Banca d’Italia e non può condizionare il direttorio. Crolla, così, ogni tentativo o tesi volta ad affermare la natura privatistica della Banca d’Italia.

Image

La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell’Eurosistema. E’ un istituto di diritto pubblico. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario e finanziario: il mantenimento della stabilità dei prezzi, obiettivo principale dell’Eurosistema in conformità al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea; la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dalla Costituzione (Art. 47 – La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito), e gli altri compiti ad essa affidati dall’ordinamento nazionale.

Nell’esercizio delle proprie attribuzioni la Banca opera con autonomia e indipendenza, nel rispetto del principio di trasparenza, secondo le disposizioni della normativa comunitaria e nazionale.
Coerentemente con la natura pubblica delle funzioni svolte e consapevole dell’importanza dei propri compiti e responsabilità, l’Istituto cura la diffusione di dati e notizie con la massima ampiezza informativa.

                                                                          banca-d-italia-660x368

La privatizzazione della Banca d’Italia prosegue a tappe forzate la marcia. Il motivo per cui il governo sta mettendo le mani sulla Banca d’Italia e si prodiga con velocità inquietante per modificarne lo status, è quello di permettere a chi ha condizionato le politiche economiche e sociali italiane tramite l’euro, di poterlo fare anche in futuro tramite la “nuova” lira.

Ecco, dunque, che dopo 119 esercizi finanziari, vediamo avviata la definitiva privatizzazione della Banca d’Italia, nel silenzio totale e che questo Governo, che non trova un euro per dare anche risposte parziali alla tragedia della Nazione, trova ancora una volta il modo di regalare miliardi alle banche.

Ricordiamo l’arroganza e il totale disprezzo per il Parlamento con cui, dal Consiglio di amministrazione, fu indetta per il 23 dicembre l’assemblea straordinaria che ha chiuso il percorso avviato dal governo Letta in nome e per conto delle grandi banche italiane, prima, cioè, della conversione del decreto legge da parte del Parlamento. La domanda che ci si pone è: A cosa dobbiamo il silenzio di tutte le forze politiche?

Il ministro Fabrizio Saccomanni, riferendosi al provvedimento che ha rivalutato le quote di capitale della Banca d’Italia secondo il documento che Bankitalia ha reso pubblico e che ha chiarito la natura dell’operazione, ha precisato che “la misura che riguarda il capitale della Banca d’Italia serve essenzialmente a migliorare la patrimonializzazione delle banche”. Traduciamo: Serve a fare l’ennesimo regalo alle banche private, forse, anzi senza forse, anche a quelle straniere.

Il ministro ha spiegato che “Bankitalia (!) si trasformerà in public company” (quanti italiani sanno cosa significa?…il meno possibile); parlando del provvedimento per la rivalutazione delle quote, ha detto:. Il tetto al 5% per la partecipazione, infatti, “lascia la porta aperta a investitori europei”. Insomma sarà una struttura da public company “di cui nessuno avrà il controllo”. Naturalmente, voleva dire: “Nessuno di noi!”

Il decreto amplia, infatti, “il novero dei soggetti italiani ed europei che possono detenere quote del capitale della Banca d’Italia”. I soggetti autorizzati saranno quindi: banche, fondazioni, assicurazioni, enti ed istituti di previdenza, inclusi fondi pensione. Per effetto di questa modifica normativa, “le banche potranno essere autorizzate ad includere le quote nel patrimonio di vigilanza, rafforzandone la base di capitale”

Capisco che Unicredit ed Intesa abbiano la necessità di portarsi a capitale per l’anno trascorso il regalo di 3,5 miliardi del governo; ma la Banca d’Italia è nostra e siamo sicuri che si possa fare un cosi grave affronto istituzionale al Parlamento? E che questo sia possibile utilizzando il solito decreto che asfalta il Parlamento e che si occupa di tutt’altro: l’ultima rata Imu 2013.  Perché – sia chiaro – il decreto IMU serve a dar via la Banca d’Italia all’insaputa dei cittadini. Nel decreto Imu esistono articoli che aumentano il valore delle quote della banca centrale in mano agli azionisti privati, ossia le maggiori banche, assicurazioni, Inps e Inail.

Una rivalutazione arbitraria e contestata da più parti ha portato l’ammontare delle azioni da 156mila euro (era il 1936) a 7,5 miliardi di euro. Pagata dalla stessa Banca d’Italia, che attingerà alle proprie, anzi, cominciamo a dire: alle nostre riserve, perché sono un bene pubblico, perché i profitti di una banca centrale sono ottenuti attraverso le sue funzioni pubbliche svolte, perciò, in regime di monopolio. Alle banche sarà garantito un dividendo del 6% (remunerazione senza eguali sul mercato per quanto riguarda asset free-risk) e dunque intascheranno sino a 450 milioni di euro sui profitti della Banca d’Italia. Allo Stato invece andranno gli spiccioli. In più, nessuno potrà detenere più del 3%, mentre oggi ci sono gruppi bancari che hanno quote molto più alte (solo Intesa e Unicredit assieme detengono il 64%), quindi molte azioni torneranno in ballottaggio. E potrebbero finire..siamo certi che finiranno a soggetti controllati da banche straniere. E’ un altro colpo alla nostra sovranità economica. Il M5S farà di tutto per evitare questo scandalo.” Mai come ora vale l’epiteto “GOVERNO LADRO”. Ci vorrebbero i Carabinieri! ma, dimenticavo, il Trattato di Velsen ne ha decretato lo scioglimento!

Image

Questa la lista completa della composizione alla Banca d’Italia in questo momento:

Banca e quote Qe % Voti
Intesa Sanpaolo S.p.A. 91035 30,3450% 50
UniCredit S.p.A. 66342 22,1140% 50
Assicurazioni Generali S.p.A. 19000 6,3333% 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 18602 6,2007% 41
INPS 15000 5,0000% 34
Banca Carige S.p.A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11869 3,9563% 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8500 2,8333% 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7500 2,5000% 19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 6300 2,1000% 16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 6094 2,0313% 16
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. 5656 1,8853% 15
Fondiaria – SAI S.p.A. 4000 1,3333% 12
Allianz Società per Azioni 4000 1,3333% 12
Banco Popolare s.c. 3668 1,2227% 11
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. 3610 1,2033% 11
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 2800 0,9333% 9
Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. 2626 0,8753% 9
Banca delle Marche S.p.A. 2459 0,8197% 8
INAIL 2000 0,6667% 8
Milano Assicurazioni 2000 0,6667% 8
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.) 1869 0,6230% 7
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. 1126 0,3753% 6
Casse di Risparmio dell’Umbria S.p.A. 1106 0,3687% 6
Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. 949 0,3163% 5
Banca di Legnano S.p.A. 873 0,2910% 5
Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. 769 0,2563% 5
Banca Regionale Europea S.p.A. 759 0,2530% 5
Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. 750 0,2500% 5
Banca Popolare di Vicenza S.c.p.A. 687 0,2290% 5
Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A. 675 0,2250% 5
Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno S.p.A. 653 0,2177% 5
Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A. 652 0,2173% 5
Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. 605 0,2017% 5
Banca Carime S.p.A. 500 0,1667% 5
Società Reale Mutua Assicurazioni 500 0,1667% 5
Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana S.p.A. 480 0,1600% 4
Banca CARIM – Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. 393 0,1310% 3
Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. 377 0,1257% 3
Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. 329 0,1097% 3
Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. 311 0,1037% 3
CARISPAQ – Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila S.p.A. 300 0,1000% 3
Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. 266 0,0887% 2
Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo S.p.A. 251 0,0837% 2
Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. 237 0,0790% 2
Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. 200 0,0667% 2
Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. 194 0,0647% 1
Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. 151 0,0503% 1
Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.c. 130 0,0433% 1
Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. 130 0,0433% 1
Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. 123 0,0410% 1
TERCAS – Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo S.p.A. 115 0,0383% 1
Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. 111 0,0370% 1
Credito Valtellinese S.c. 101 0,0337% 1
Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. 101 0,0337% 1
CARILO – Cassa di Risparmio di Loreto S.p.A. 100 0,0333% 1
Cassa di Risparmio della Repubblica di S. Marino S.p.A. 36 0,0120%
Banca CARIPE S.p.A. 8 0,0027%
Banca Monte Parma S.p.A. 8 0,0027%
Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. 8 0,0027%
Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. 4 0,0013%
Banca del Monte di Lucca S.p.A. 2 0,0007%
Advertisements

9 responses to “un altro colpo alla nostra sovranità economica: La privatizzazione della Banca d’Italia”

  1. gendiemme says :

    Dato che ritengo che uno dei nostri principali compiti come Movimento 5 Stelle sia quello di fare corretta informazione, provo a fornire qualche notizia che magari può tornare utile anche agli attivisti.

    Intanto vorrei chiarire che le “riserve statutarie” con le quali viene portata a termine l’operazione sono cosa diversa dalle “riserve ufficiali” o riserve nazionali, delle quali fa parte l’oro per un valore stimato al mese di dicembre in circa 69 miliardi di euro (su un totale di circa 105 miliardi di riserve).

    La completa descrizione di queste riserve, aggiornata a dicembre 2013 la trovate in questo documento che viene pubblicato mensilmente dall’Istituto: Vale anche la pena sottolinearne il titolo “Le riserve ufficiali e la liquidità in valuta estera dell’Italia”

    Le riserve statutarie sono composte da accantonamenti contabili dell’utile netto risultante a fine esercizio in base a quanto previsto dallo statuto della banca articolo 40 (Trovate il link più in basso).

    Nello scorso bilancio ammontavano a circa 15 miliardi di euro come si desume da questo documento ufficiale a pagine 261 e in dettaglio a pagina 286 Come si comprende, pur essendo sempre soldi “pubblici”, perché derivanti dalle attività aventi rilevanza pubblica affidate dallo Stato (quindi da tutti noi) alla Banca d’Italia in regime di monopolio (signoraggio, ma non solo) non hanno nulla a che vedere con l’oro!

    Detto questo, anche essendo il decreto IMU-Bankitalia una immonda porcata (qui lo trovate nella sua versione definitiva: ), l’unico merito che ha è proprio quello di mettere al sicuro le riserve nazionali da eventuali presenti o future pretese dei quotisti.

    Infatti il comma (5 b) dell’articolo 6 prevede chiaramente che nel nuovo statuto della Banca: b) sia precisato che i diritti patrimoniali dei partecipanti sono limitati a quanto previsto all’articolo 4, commi 2 e 3 – che recitano:

    2.La Banca d’Italia è autorizzata ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie all’importo di euro 7.500.000.000;

    a seguito dell’aumento il capitale è rappresentato da quote nominative di partecipazione di nuova emissione, di euro 25.000 ciascuna .

    3. Ai partecipanti possono essere distribuiti esclusivamente dividendi annuali, a valere sugli utili netti, per un importo non superiore al 6 per cento del capitale.

    In pratica i diritti sono limitati esclusivamente al capitale di 7,5 miliardi e all’utile annualmente distribuibile (max 6% del capitale = 450 milioni)

    Queste previsioni sono già state recepite dal nuovo statuto che trovate qui: L’articolo 3 comma 2 recita infatti: ” I diritti patrimoniali dei partecipanti sono limitati al valore del capitale e a quanto previsto all’articolo 40, comma 2, lett.b).” – ovvero, quando si parla della destinazione degli utili e si indica che esso viene distribuito: “b) ai partecipanti, fino alla misura massima del 6 per cento del capitale;

    “Spero di essere stato abbastanza chiaro sull’argomento e che gli elementi che ho fornito possano aiutarvi a tranquillizzare anche coloro che eventualmente vi ponessero domande sul tema.

    Giuseppe Vacciano
    Portavoce M5S Senato

  2. gendiemme says :

    commenti
    0
    commenta
    ora
    01/02/2014 08:21
    Rivalutazione Bankitalia: 130 esposti-denunce
    Adusbef e Federconsumatori di coalizzano
    Rivalutazione Bankitalia: 130 esposti-denunce

    R
    OMA. Il contestato decreto sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, il cui capitale detenuto da banche ed assicurazioni passerà da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro, che oltre a configurare un aiuto di Stato mascherato alle banche socie, potrebbe concretizzare ipotesi delittuose dato il trasferimento forzoso dallo stato patrimoniale di Bankitalia (Ente Pubblico), costretta ad attingere dalle riserve ordinarie e straordinarie (22,6 miliardi di euro al 31.12.2012), per ricapitalizzare le banche socie con un apporto di 7,5 miliardi lordi (6,6 miliardi di euro netti), finirà davanti la Procura Generale della Corte dei Conti per danno erariale,alla Commissione Europea per aiuti di Stato, a 130 Procure della Repubblica con ipotesi di peculato.
    La parte del leone per Intesa San Paolo, che detenendo il 30,3 % del capitale di Bankitalia, avrà un gentile regalo di 2 miliardi di euro netti; Unicredit (22%) riceverà un bonifico a spese della collettività, pari 1,452 miliardi; al terzo posto le Assicurazioni Generali con 415 milioni di euro; al quarto la Cassa di Risparmio di Bologna, che avrà un maxi assegno di 409 milioni di euro; al quinto posto l’Inps del collezionista di poltrone Mastrapasqua, che riceverà 330 milioni di euro netti; al sesto la Carige, con 264 milioni; al settimo la Bnl con 184 milioni netti; seguita da Mps (165 milioni); Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli (138,6 milioni); Cassa di Parma e Piacenza con 132 milioni netti; Carifirenze, con 125,4 milioni di euro, tutti al lordo della tassazione pari al 12%,il cui ammontare totale è di 900 milioni di euro.

    Ente partecipante

    Numero quote

    Numero voti

    % quote

    Nuovo capitale lordo

    Al netto tassazione 12%

    Ammontare della tassazione (12%)

    Intesa Sanpaolo S.p.A.

    91035

    50

    30.3%

    2.272.500.000

    1.999.800.000

    272.700.000

    UniCredito Italiano S.p.A.

    47184

    50

    22%

    1.650.000.000

    1.452.000.000

    198.000.000

    Assicurazioni Generali S.p.A.

    19000

    42

    6.3%

    472.500.000

    415.800.000

    56.700.000

    Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.

    18602

    41

    6.2%

    465.000.000

    409.200.000

    55.800.000

    INPS

    15000

    34

    5.0%

    375.000.000

    330.000.000

    45.000.000

    Banca Carige S.p.A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia

    11869

    27

    4.0%

    300.000.000

    264.000.000

    36.000.000

    Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.

    8500

    21

    2.8%

    210.000.000

    184.800.000

    25.200.000

    Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

    7500

    19

    2.5%

    187.500.000

    165.000.000

    22.500.000

    Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.

    6300

    16

    2.1%

    157.500.000

    138.600.000

    18.900.000

    Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.

    6094

    16

    2.0%

    150.000.000

    132.000.000

    18.000.000

    Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A.

    5656

    15

    1.9%

    142.500.000

    125.400.000

    17.100.000

    Fondiaria SAI s.p.a.

    4.000

    12

    1,3%

    97.500.000

    85.800.000

    11.700.000

    Allianz Società per azioni

    4.000

    12

    1,3%

    97.500.000

    85.800.000

    11.700.000

    Banco popolare s.c.

    3.668

    11

    1.2%

    90.000.000

    79.200.000

    10.800.000

    Cassa di Risparmio del Veneto s.p.a.

    3.610

    11

    1.2%

    90.000.000

    79.200.000

    10.800.000

    Cassa di Risparmio di Asti s.p.a.

    2.800

    9

    0,9%

    67.500.000

    59.400.000

    8.100.000

    Cassa di Risparmio di Venezia s.p.a.

    2.626

    9

    0,9%

    67.500.000

    59.400.000

    8.100.000

    Banca delle Marche s.p.a.

    2.459

    8

    0,8%

    60.000.000

    52.800.000

    7.200.000

    INAIL

    2.000

    8

    0,7%

    52.500.000

    46.200.000

    6.300.000

    Milano Assicurazioni

    2.000

    8

    0,7%

    52.500.000

    46.200.000

    6.300.000

    Cari FVG s.p.a.

    1.869

    7

    0,6%

    45.000.000

    39.600.000

    5.400.000

    Cassa Risp. Pistoia e Lucchesia

    1.126

    6

    0,4%

    30.000.000

    26.400.000

    3.600.000

    Cassa Risparmio dell’ Umbria

    1.106

    6

    0,4%

    30.000.000

    26.400.000

    3.600.000

    Cassa Risparmio Ferrara

    949

    5

    0,3%

    22.500.000

    19.800.000

    2.700.000

    Banca di Legnano

    873

    5

    0,3%

    22.500.000

    19.800.000

    2.700.000

    Cassa Risparmio Ravenna

    769

    5

    0,3%

    22.500.000

    19.800.000

    2.700.000

    Banca Regionale Europea

    759

    5

    0,3%

    22.500.000

    19.800.000

    2.700.000

    Cassa Risparmio di Fossano

    750

    5

    0,3%

    22.500.000

    19.800.000

    2.700.000

    Banca Popolare di Vicenza

    687

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Cassa Risparmio Cesena

    675

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Banca dell’ Adriatico

    653

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Cassa Risparmio S. Miniato

    652

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Cassa Risparmi Forlì Emilia R.

    605

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Banca Carime

    500

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Reale Mutua Assicurazioni

    500

    5

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Veneto Banca

    480

    4

    0,2%

    15.000.000

    13.200.000

    1.800.000

    Banca Popolare Emilia R.

    430

    4

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Banca Carim Cassa Risp. Rimini

    393

    3

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Bolzano

    377

    3

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Bra

    329

    3

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Cento

    311

    3

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio della Spezia

    266

    2

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risp. Prov. Viterbo

    251

    2

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Orvieto

    237

    2

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Savigliano

    200

    2

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Volterra

    194

    1

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio Prov. Chieti

    151

    1

    0,1%

    7.500.000

    6.600.000

    900.000

    Cassa Risparmio di Fermo

    130

    1

    0,0%

    Cassa RisparmioSavona

    123

    1

    0,0%

    TERCAS-Cassa Risp. Prov. Teramo

    115

    1

    0,0%

    Cassa Risparmio Civitavecchia

    111

    1

    0,0%

    Credito Valtellinese

    101

    1

    0,0%

    Cassa Risparmio di Carrara

    101

    1

    0,0%

    Cassa Risparmio Loreto

    100

    1

    0,0%

    Cassa Risparmio S. Marino

    36

    0,0%

    Banca CARIPE

    8

    0,0%

    Banca Monte Parma

    8

    0,0%

    Cassa Risparmio di Rieti

    8

    0,0%

    Cassa Risparmio di Saluzzo

    4

    0,0%

    Banca del Monte di Lucca

    2

    0,0%

    TOTALE

    300.000

    535

    FONTE : ELABORAZIONI ADUSBEF SU DATI DELLA BANCA D’ ITALIA

    Senza contare il rischio tangibile che le banche o fondi di investimento italiani ed esteri, che entreranno nella “public company” di una Bankitalia privatizzata dal Governo Letta-Saccomanni, in nettissima controtendenza rispetto alle Banche Centrali di tutta Europa (pubbliche o semipubbliche), acquistando le quote eccedenti il 3% che le vecchie azioniste dovranno dismettere, potranno rivendicare il diritto alle riserve in oro ed in valuta, appostate nel bilancio al 31.12.2012, per la somma di 132,556 miliardi di euro.

    Un ulteriore regalo a banche e banchieri azionisti di Bankitalia, è rappresentato dalla pioggia dei dividendi annui, i quali fissati al tasso del 6%, ben 24 volte il tasso di riferimento Bce dello 0,25%, oppure se si preferisce 12 volte in più dei tassi di rendimento dei BTP attorno al 3%, porteranno nei bilanci delle banche socie ben 450 milioni di euro.

    Adusbef e Federconsumatori, dopo aver esaminato con i loro migliori legali i profili giuridici e le palesi forzature nel conferimento a banche e soggetti privati del patrimonio pubblico (così come sono configurate ed appostate le riserve straordinarie della Banca d’Italia), raffigurati specie nel papocchio dell’art.6, depositeranno un esposto-denuncia lunedì prossimo 3 febbraio a 130 Procure della Repubblica ipotizzando tra gli altri, il reato di peculato; alla Procura Generale della Corte dei Conti, che dovrà valutare l’ingente danno erariale; alla Commissione Europea, per i lapalissiani aiuti di Stato mascherati alle banche socie, proprio alla vigilia degli stress test europei sulle banche italiane.

    BILANCIO BANKITALIA AL 31.12.2012 (allegato ultima relazione del Governatore Banca d’Italia 31.5.2013).

    STATO PATRIMONIALE PAG. 261 (in milioni di euro)

    15 CAPITALE E RISERVE 22.607.429.359

    15.1 capitale sociale 156.000

    15.2 riserve ordinaria e straordinaria 14.867.762.438

    15.3 altre riserve 7.739.510.921

    16 UTILE NETTO DA RIPARTIRE 2.501.125.966

    TOTALE 609.973.399.508

    I CONTI D’ORDINE al 31 dicembre 2012 ammontano a 659.165.890.419 euro.

    Tavola 19.3 pag. 251

    Oro e attività nette in valuta (1)

    (milioni di euro)

    VOCI 31.12.2012

    Oro 99.417 95.924

    Dollari statunitensi 19.780

    Sterline inglesi 3.106

    Yen giapponesi 5.212

    Franchi svizzeri 3 275

    Altre valute 4

    Attività nette verso l’FMI (inclusi DSP) 5.034

    Totale 132.556

    • gendiemme says :

      ALLEGRIA!

      “Col regalo alle banche, fatto a spese della collettività, e difeso a rischio di incostituzionalità dalla Boldrini, Letta e Pd, lo Stato ha regalato alle banche una somma immensa:

      2 miliardi di euro netti a Intesa San Paolo,

      1,452 miliardi a Unicredit (22%);

      415 milioni a Assicurazioni Generali;

      409 milioni alla Cassa di Risparmio di Bologna:

      330 milioni all’INPS;
264 milioni a Carige;

      184 milioni a Bnl;

      165 milioni a Monte dei Paschi di Siena (!)

      138,6 milioni a Cassa di Risparmio di Biella e Vercell;

      132 milioni a Cassa di Parma e Piacenza;

      125,4 milioni a Carifirenze.

      Leggi tutti i dati
Un ulteriore “regalo” a banche e banchieri azionisti di Bankitalia è rappresentato dalla pioggia dei dividendi annui, i quali fissati al tasso del 6%, ben 24 volte il tasso di riferimento Bce dello 0,25%, oppure se si preferisce 2 volte in più dei tassi di rendimento dei BTP attorno al 3%, porteranno nei bilanci delle banche socie ben 450 milioni di euro
Non ci sono soldi per la SLA o le auto della polizia? Dove si vuole i soldi si trovano!”

  3. gendiemme says :

    COLPO DI SCENA

    Rivalutazione quote Bankitalia: denunce a 130 Procure

    Reati ipotizzati: peculato, danno erariale, aiuti di stato mascherati alle banche per 7,5 miliardi. Rischio su oro e riserve.

    Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Adusbef e Federconsumatori, che depositeranno un esposto-denuncia lunedì prossimo 3 febbraio a 130 Procure della Repubblica ipotizzando tra gli altri, il reato di peculato; alla Procura Generale della Corte dei Conti; alla Commissione Europea.

    RIVALUTAZIONE QUOTE BANKITALIA: SU ‘FURTO’ DI 7,5 MILIARDI A FAVORE BANCHE SOCIE, CON TANGIBILE RISCHIO SU ORO E RISERVE, ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI PRESENTANO ESPOSTI DENUNCE A 130 PROCURE, CORTE DEI CONTI, COMMISSIONE UE IPOTIZZANDO I REATI DI PECULATO, DANNO ERARIALE ED AIUTI DI STATO MASCHERATI. AD INTESA-S.PAOLO (30,3% QUOTE) – UNICREDIT (20%) 3,5 MLD EURO NETTI.

    Il contestato decreto sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, il cui capitale detenuto da banche ed assicurazioni passerà da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro, che oltre a configurare un aiuto di Stato mascherato alle banche socie, potrebbe concretizzare ipotesi delittuose dato il trasferimento forzoso dallo stato patrimoniale di Bankitalia (Ente Pubblico), costretta ad attingere dalle riserve ordinarie e straordinarie (22,6 miliardi di euro al 31.12.2012), per ricapitalizzare le banche socie con un apporto di 7,5 miliardi lordi (6,6 miliardi di euro netti), finirà davanti la Procura Generale della Corte dei Conti per danno erariale,alla Commissione Europea per aiuti di Stato, a 130 Procure della Repubblica con ipotesi di peculato.

    La parte del leone per Intesa San Paolo, che detenendo il 30,3 % del capitale di Bankitalia, avrà un gentile regalo di 2 miliardi di euro netti; Unicredit (22%) riceverà un bonifico a spese della collettività, pari 1,452 miliardi; al terzo posto le Assicurazioni Generali con 415 milioni di euro; al quarto la Cassa di Risparmio di Bologna, che avrà un maxi assegno di 409 milioni di euro; al quinto posto l’Inps del collezionista di poltrone Mastrapasqua, che riceverà 330 milioni di euro netti; al sesto la Carige, con 264 milioni; al settimo la Bnl con 184 milioni netti; seguita da Mps (165 milioni); Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli (138,6 milioni); Cassa di Parma e Piacenza con 132 milioni netti; Carifirenze, con 125,4 milioni di euro, tutti al lordo della tassazione pari al 12%,il cui ammontare totale è di 900 milioni di euro.

    Senza contare il rischio tangibile che le banche o fondi di investimento italiani ed esteri, che entreranno nella “public company” di una Bankitalia privatizzata dal Governo Letta-Saccomanni, in nettissima controtendenza rispetto alle Banche Centrali di tutta Europa (pubbliche o semipubbliche), acquistando le quote eccedenti il 3% che le vecchie azioniste dovranno dismettere, potranno rivendicare il diritto alle riserve in oro ed in valuta, appostate nel bilancio al 31.12.2012, per la somma di 132,556 miliardi di euro.

    Un ulteriore regalo a banche e banchieri azionisti di Bankitalia, è rappresentato dalla pioggia dei dividendi annui, i quali fissati al tasso del 6%, ben 24 volte il tasso di riferimento Bce dello 0,25%, oppure se si preferisce 12 volte in più dei tassi di rendimento dei BTP attorno al 3%, porteranno nei bilanci delle banche socie ben 450 milioni di euro.

    Adusbef e Federconsumatori, dopo aver esaminato con i loro migliori legali i profili giuridici e le palesi forzature nel conferimento a banche e soggetti privati del patrimonio pubblico (così come sono configurate ed appostate le riserve straordinarie della Banca d’Italia), raffigurati specie nel papocchio dell’art.6, depositeranno un esposto-denuncia lunedì prossimo 3 febbraio a 130 Procure della Repubblica ipotizzando tra gli altri, il reato di peculato; alla Procura Generale della Corte dei Conti, che dovrà valutare l’ingente danno erariale; alla Commissione Europea, per i lapalissiani aiuti di Stato mascherati alle banche socie, proprio alla vigilia degli stress test europei sulle banche italiane.
    CHI CI GUADAGNA DALLA PRIVATIZZAZIONE DI BANKITALIA? LA RISPOSTA E’: LA PARTITOCRAZIA ITALIANA ATTRAVERSO LE FONDAZIONI!

    sabato 1 febbraio 2014

  4. gendiemme says :

    AUMENTO DEL CAPITALE BANKITALIA: SOLDI A PARTITI E MEDIOBANCA

    Chi ci guadagna dall’operazione “aumento a 7, 5 miliardi del capitale Bankitalia”, contro la quale si sono scagliati i 5 stelle? Ecco qua: i partiti, attraverso il loro possesso delle Fondazioni bancarie, Mediobanca e l’azionariato bancario francese in Italia, in un unico blocco alleati. Con un semplice decreto del governo, incasseranno, senza aver fatto NULLA, come minimo un regalo di 450 milioni in dividendi. Non tantissimi, forse, ma pur sempre molti per gli azionisti, penalizzati dalle ristrettezze della crisi.

    Fatto ancora più grave è che si stanno ponendo le basi per impedire il ritorno alla sovranità monetaria nazionale anche in caso di collasso dell’Eurozona.

    Vediamo perché iniziando dagli assetti proprietari di Bankitalia:

    – Intesa-San Paolo possiede 91.035 quote, pari al 30,3% di Bankitalia,

    – Unicredit 66.342 quote, pari al 22,1%

    – Assicurazioni Generali (Mediobanca), 19.000 quote, 6,3%.

    I tre soggetti alleati totalizzano il 58,7%, la netta maggioranza.

    La lista delle proprietà prosegue con:

    – Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. con 18.602 quote azionarie

    – INPS 15.000

    – Banca Carige S.p.A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11.869

    – Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8.500

    – Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7.500, eccetera.

    A parte l’Inps, sono tutti istituti bancari retti da Fondazioni, dove notoriamente i rappresentanti dei partiti, la “casta”, da sinistra a destra, dalla Lega Nord a Scelta Civica (escluso i 5 stelle dunque) fanno il bello e cattivo tempo.

    Va sottolineato, peraltro, che solo Assicurazioni generali è un istituto privato al 100%, essendo proprietà Mediobanca, ossia il vertice del capitalismo italiano riunito, dove siedono peraltro anche Fiat, Rcs e De Benedetti, per cui si può capire il livore antigrillino, soprattutto di questi giorni, dei giornali nazionali. Carige e Bnl sono grandi gruppi dove siedono banchieri francesi: il primo è proprietà di BPCE (Groupe des Banques Populaires et des Caisses d’Epargne) la seconda banca di Francia, mentre Bnl è BNP Paribas al 48%.

    Vista la forte ricapitalizzazione di Banlitalia, passata da una somma poco più che simbolica di 156 mila euro a 7,5 miliardi, tutti questi gruppi ci ricavano una sostanziosa rivalutazione del proprio asset, con un guadagno non grandissimo ma netto di circa 450 milioni. Comunque un bel regalo alle Fondazioni e a Mediobanca, che qualcuno per la verità voleva fosse tre volte più alto… ma la proposta non è passata.

    Con questa legge è stata deliberata anche la riorganizzazione del pacchetto azionario, per cui nessuno potrà superare il tetto del 3%; le quote eccedenti saranno messe sul mercato da Balkitalia: nuovi sottoscrittori potranno essere banche ed imprese assicurative con sede nella Ue, col solo impegno di mantenere per i soci la sede legale in Italia (per quanto tempo varrà questa norma?). Inoltre, Intesa, Unicredit, AG e le altre banche dovranno vendere le loro grosse quote così rivalutate, con un ulteriore guadagno, ma qui si pone un altro problema: a chi venderanno? Le ipotesi sono varie: potranno esservi architetture finanziarie di facciata, che nasconderanno gli attuali possessori eccedentari, magari insieme a banche straniere collegate e a possessori di fondi sovrani, con capitali di dubbia provenienza, fuggiti all’estero o anche mafiosi, disponibili in grande quantità e subito.

    Insomma, il tutto è un’operazione talmente dubbia che ha suscitato le perplessità perfino della banca centrale tedesca, la Bundesbank e della stessa Bce.

    Da qui l’ostruzionismo sacrosanto dei 5 stelle, “bypassato” dalla presidente Boldrini con modalità da “ghigliottina” per evitare che scadesse il decreto del governo. Questo ha fatto scoppiare la loro collera. Nient’altro.

    Articolo scritto da Roberto Schena – che ringraziamo

    • gendiemme says :

      UN AUTRE COUP À NOTRE SOUVERAINETÉ ÉCONOMIQUE: LA PRIVATISATION DE LA BANQUE D’ITALIE

      Pas même la dictature fasciste a fait tant de mal à l’Italie. Ces jours-ci, le gouvernement non élu de, remplit une autre démolition majeur de notre nation et il est le temps de la Banque d’Italie, la Banque d’Italie astucieusement appelé spa, pour un meilleur camouflage ce crime. En fait, même si la composition de la Banque d’Italie est composée d’entreprises privées (voir liste officielle ci-dessous), la Banque d’Italie Spa est un faux, car il est un organisme de droit public. Les citoyens ordinaires ne peuvent pas acheter leurs actions et les mêmes institutions participantes dans le capital de la Banque d’Italie ne peuvent pas acheter et vendre des actions, pas même ceux qui leur appartiennent. En outre, les votes auxquels ils ont droit ne correspond pas exactement au nombre de parts détenues. Seul le répertoire: gouverneur, des directeurs généraux, directeurs généraux adjoints – niveau supérieur Réunion des participants et à la Commission, peut proposer de modifier et de changer l’attitude des participants et ce qui se passe quand une banque fait faillite ou splits. Enfin, sur le bénéfice, caractéristique des entreprises privées, compte tenu de la performance des actions (0,5%) et la valeur de l’inflation, les participants sont essentiellement à une perte et un plaisir de vendre leurs actions. La puissance de participants est limité à l’élection du conseil d’administration, qui est responsable de l’administration ordinaire. Les décisions de politique monétaire sont, cependant, la prérogative du Conseil exécutif, composé de membres nommés par le public parce qu’ils sont sensiblement à son tour nommé par le gouverneur de la Banque d’Italie, qui est choisi par le Président de la République. Alors, qui participe dans la capitale n’a pas un mot à dire dans ce qui est la fonction de la Banque d’Italie et ne peut pas affecter le répertoire. Crolla, de sorte que toute tentative ou thèse visant à affirmer le caractère privé de la Banque d’Italie.

      OUTRO GOLPE PARA A NOSSA SOBERANIA ECONÔMICA: A PRIVATIZAÇÃO DO BANCO DA ITÁLIA

      Nem mesmo a ditadura fascista fez tanto mal para a Itália. Estes dias , o governo de não eleito , cumpre outra importante demolição de nossa nação e é a vez do Banco da Itália, Banco da Itália ardilosamente chamado spa , para melhor camuflar este crime. Na verdade , mesmo que a composição do Banco da Itália é composta por empresas privadas (ver lista oficial abaixo), Banco da Itália Spa é uma farsa, porque não há um organismo de direito público. Os cidadãos comuns não podem comprar suas ações e as mesmas instituições que participam no capital do Banco de Itália não pode comprar e vender ações , nem mesmo aqueles possuídos por eles. Além disso , os votos a que têm direito não correspondem exactamente ao número de unidades de participação detidas . Apenas o diretório : governador , gerentes gerais , gerentes gerais adjuntos – nível mais alto da reunião dos participantes e ao Conselho , pode propor ao modificar e mudar a atitude dos participantes e isso acontece quando um banco falha ou divisões. Finalmente, sobre o lucro, característica das empresas privadas , dado o desempenho das ações (0,5%) eo valor da inflação , os participantes são, basicamente, em uma perda e de bom grado vender suas ações . O poder de participantes é limitado à eleição do Conselho de Administração, que é responsável pela administração ordinária . As decisões de política monetária , no entanto, a prerrogativa do Conselho de Administração , composto por membros designados pelo público porque são substancialmente , por sua vez nomeados pelo Governador do Banco de Itália, que é escolhido pelo Presidente da República . Então, quem participa na capital não tem uma palavra a dizer qual é a função do Banco de Itália e não pode afetar o diretório. Crolla , portanto, qualquer tentativa ou tese que visa afirmar a natureza privada do Banco da Itália .

      • gendiemme says :

        ЕЩЕ ОДИН УДАР ПО НАШЕЙ ЭКОНОМИЧЕСКОГО СУВЕРЕНИТЕТА: ПРИВАТИЗАЦИЯ БАНКА ИТАЛИИ

        Даже не фашистская диктатура сделала столько вреда в Италию. В эти дни, правительство не выборная, выполняет еще одну важную снос нашего народа, и это время Банк Италии, Банк Италии хитро называется спа, чтобы лучше камуфляже это преступление. В самом деле, даже если состав Банка Италии состоит из частных компаний (см. официальный список ниже), Банк Италии Spa является подделкой, потому что есть тело публичного права. Рядовые граждане не могут купить свои акции и те же учреждения, участвующие в капитале Банка Италии не может покупать и продавать акции, даже те, принадлежащих им. Кроме того, голоса они имеют право делать не в точности соответствуют количеству паев. Только каталог: губернатор, генеральные менеджеры, помощники генеральные менеджеры – более высокого уровня собрания участников и совета, может предложить, чтобы изменить и изменить отношение участников, и это происходит, когда банк не может или расколы. Наконец, о прибыли, характерной для частных компаний, учитывая производительность акций (0,5%) и значение инфляции, участники находятся в основном в убыток и с удовольствием продать свои акции. Сила участников ограничено к выборам Совета директоров, который отвечает за обычной администрации. В денежно-кредитной политике, однако, прерогативой Исполнительного совета, состоящего из членов, назначаемых общественности, потому что они, по существу, в свою очередь, назначаются губернатором Банка Италии, который выбран Президентом Республики. Так кто участвует в капитале не имеет право голоса в то, что является функцией Банка Италии и не может повлиять на каталог. Crolla, поэтому любая попытка или тезис направлен на подтвердив частный характер Банка Италии.

        EIN WEITERER SCHLAG FÜR UNSERE WIRTSCHAFTLICHE SOUVERÄNITÄT: DIE PRIVATISIERUNG DER BANK VON ITALIEN

        Nicht einmal die faschistische Diktatur hat so viel Schaden für Italien. In diesen Tagen hat die Regierung von nicht gewählten, erfüllt einen weiteren großen Abriss unserer Nation, und es ist die Zeit, der Bank von Italien, der italienischen Zentralbank schlau genannt Spa, um bessere Tarnung dieses Verbrechen. In der Tat, auch wenn die Zusammensetzung der Bank von Italien wird von privaten Unternehmen (siehe offizielle Liste unten), Bank of Italy Spa ist ein Fake, denn es ist eine Einrichtung des öffentlichen Rechts. Normale Bürger kann man nicht kaufen, ihre Aktien und die gleichen beteiligten Institutionen in der Hauptstadt von der Bank von Italien kann man nicht kaufen und verkaufen Aktien, auch nicht diejenigen, die von ihnen kontrolliert. Darüber hinaus werden die Stimmen, die sie berechtigt sind, nicht genau der von ihm gehaltenen Anteile entsprechen. Nur das Verzeichnis: Gouverneur, General Manager, Assistant General Manager – geordneten Treffen der Teilnehmer und an den Vorstand, kann vorschlagen, modifizieren und ändern Sie die Einstellung der Teilnehmer und dies geschieht, wenn eine Bank oder Spalten. Schließlich über den Gewinn, die charakteristisch für Privatunternehmen, da die Wertentwicklung der Aktien (0,5%) und der Wert der Inflation, sind die Teilnehmer grundsätzlich mit einem Verlust und gerne verkaufen ihre Aktien. Die Macht der Teilnehmer ist auf die Wahl des Board of Directors, die für den ordentlichen Verwaltung verantwortlich ist begrenzt. Die geldpolitischen Entscheidungen sind jedoch das Vorrecht der Vorstand, bestehend aus von der Öffentlichkeit ernannte Mitglieder, weil sie im Wesentlichen wiederum durch den Gouverneur der Bank von Italien, die vom Präsidenten der Republik gewählt wird, ausgestattet sind. Also, wer nimmt in der Hauptstadt nicht über ein Mitspracherecht, was die Funktion der Bank von Italien und kann sich nicht auf das Verzeichnis. Crolla, so dass jeder Versuch oder Diplomarbeit an Bekräftigung der private Charakter der Bank von Italien ab.

        ANOTHER BLOW TO OUR ECONOMIC SOVEREIGNTY: THE PRIVATIZATION OF THE BANK OF ITALY

        Not even the fascist dictatorship has done so much harm to Italy. These days, the government of unelected, fulfills another major demolition of our nation and it is the time of the Bank of Italy, Bank of Italy cunningly called spa, to better camouflage this crime. In fact, even if the composition of the Bank of Italy is made up of private companies (see official list below), Bank of Italy Spa is a fake, because there is a body governed by public law. Ordinary citizens can not buy their shares and the same institutions participating in the capital of the Bank of Italy can not buy and sell shares, not even those owned by them. In addition, the votes they are entitled to do not correspond exactly to the number of units held. Only the directory: governor, general managers, assistant general managers – higher-level Meeting of the participants and to the Board, may propose to modify and change the attitude of the participants and this happens when a bank fails or splits. Finally, about the profit, characteristic of private companies, given the performance of the shares (0.5%) and the value of inflation, the participants are basically at a loss and gladly sell their shares. The Power of participants is limited to the election of the Board of Directors, which is responsible for the ordinary administration. The monetary policy decisions are, however, the prerogative of the Executive Board, consisting of members appointed by the public because they are substantially in turn appointed by the Governor of the Bank of Italy, which is chosen by the President of the Republic. So who participates in the capital does not have a say in what is the function of the Bank of Italy and can not affect the directory. Crolla, so any attempt or thesis aimed at affirming the private nature of the Bank of Italy.

  5. gendiemme says :

    IL DECRETO BANKITALIA SARA’ MOLTO COSTOSO PER GLI ITALIANI.

    Tito Boeri, economista italiano e consulente per anni dell’Fmi, della Banca mondiale, della Commissione europea e del governo italiano, ha sottolineato le “valutazioni troppo generose” nella ricapitalizzazione di via Nazionale, che genereranno un “problema di spesa” ed esporranno gli italiani a “rischi elevati”. Daniele Guido Gessa riporta così le sue valutazioni sul Fatto quotidiano di oggi 6 febbraio 2014:
    “Non ci saranno problemi di governance in Banca d’Italia, del resto non è mai stato così in passato e non credo che questo sia un problema attuale. Ma una cosa è preoccupante: per esigenze (delle banke, ndr) di fare cassa, si rischia che questa operazione sia molto costosa per il contribuente”. Boeri conferma le perplessità sul decreto Imu-Bankitalia che aveva manifestato fin dalla gestazione dell’operazione, lo scorso autunno. Rispondendo a Londra a una domanda de il fattoquotidiano.it, Boeri commentava il via libera della settimana scorsa alla Camera al provvedimento che, tramite la rivalutazione delle quote di via Nazionale, regalerà alle banche – a partire da Intesa SanPaolo e Unicredit – fino a 4 miliardi di euro.
    “Avremo delle valutazioni troppo generose e ce ne accorgeremo nel momento del buy back (l’operazione di acquisto di azioni proprie che Bankitalia farà ricomprando le quote degli azionisti sopra il nuovo tetto del 3% come Intesa SanPaolo e Unicredit, ndr), quando dovremo comprare le quote a questi valori”, spiega l’economista. “Ci troveremo così di fronte a un problema di spesa. Il problema poteva essere risolto con più calma e con maggiore tempo a disposizione. Così ora stiamo esponendo il contribuente a rischi che potranno essere elevati. Siamo di fronte a un problema di costi e il tutto dovrà essere monitorato dagli osservatori pubblici”.
    Il fondatore de lavoce.info è a Londra per parlare, insieme al finanziere renziano Davide Serra, con gli studenti della London School of Economics. Quello che riguarda la Banca d’Italia “è un problema di costi e di spesa per il contribuente”, rimarca Boeri. Costi che in Italia, ricorda l’economista, lievitano sempre. “Bisogna tagliare la spesa pubblica, anche questo è un peso per il contribuente. Perché, per esempio, l’ambasciatore italiano qui a Londra prende tre volte quello che guadagna l’ambasciatore tedesco sempre nella stessa capitale?”. Ora, però, nella vicenda Bankitalia, il problema pare essere soprattutto quello di “una scelta affrettata” che rischia di essere “molto costosa”.
    Boeri si rivolge anche al segretario del Pd. “L’agenda di Matteo Renzi non è ancora chiara”, dice l’economista riferendosi al programma del sindaco di Firenze e al suo appello agli “osservatori che devono vigilare” in un Paese che è “il sick man d’Europa” (l’uomo malato, ndr) arriva proprio mentre, allo stesso tavolo, il finanziere Davide Serra, amico e supporter di Renzi, si interroga sulla reale funzione delle banche. “Il loro lavoro è prestare soldi, ma negli ultimi cinque o sei anni gli istituti di credito hanno solamente perso dei soldi. Così, ora, non c’è più denaro per finanziare”, dice Serra. “Ma, del resto, fare business in Italia è un incubo” e “l’Italia dei board bancari talmente ‘anziani’ che non rientrerebbero in alcuno standard internazionale” deve forse tornare all’economia reale per rinascere.
    E noi aggiungiamo: non per rinascere, ma per rifondare il sistema, previo risarcimento del maltolto e del mal guadagnato dei loro dirigenti. Grazie Boldrini, gentile signora venuta dal nulla (almeno politicamente).

    • gendiemme says :

      THE ORDER WILL BANKITALIA ‘ VERY EXPENSIVE FOR ITALIANS .

      Tito Boeri, Italian economist and consultant for years, the IMF , the World Bank , the European Commission and the Italian Government , pointed out the ” feedback too generous ” in the recapitalization of Via Nazionale , which will create a ” spending problem ” and expose the Italian for ” high risk .” Daniel Guido Gessa back so its ratings on the daily show today February 6, 2014 :
      “There will be problems of governance in the Bank of Italy , the rest has never been so in the past and I do not think that this is a current problem . But one thing is worrying for the needs ( of banke , ed) to raise cash , it is likely that this operation is very costly to the taxpayer . ” Boeri confirms the doubts about the decree Imu – Bank of Italy that had manifested since the gestation of the operation, last fall. Responding to a question from the London fattoquotidiano.it , Boer commented on the go-ahead last week to the House measure which, by the revaluation of the shares of Via Nazionale , give to the banks – from Intesa Sanpaolo and Unicredit – up to 4 billion Euros .
      “We will have evaluations too generous and we’ll know at the time of the buy-back ( the operation of purchase of own shares that the Bank of Italy will be buying back the shares of the shareholders above the new ceiling of 3 % as Intesa Sanpaolo and Unicredit , ed), when we have buy shares in these values ​​, “says the economist. ” We will thus be faced with a spending problem . The problem could be solved with more time and more time available. So now we’re exposing taxpayers to risks that may be higher . We are facing a problem of costs and everything will be monitored by observers from the public . ”
      The founder of lavoce.info is in London to talk about , along with the financier fer Davide Serra , with students from the London School of Economics. What concerns the Bank of Italy ” is an issue of cost and expense to the taxpayer ,” remarked Boeri . Costs in Italy , recalls the economist, soaring ever. “We need to cut government spending , this is also a burden on the taxpayer. Why, for example , the Italian Ambassador here in London takes three times what they earn , the German ambassador in the same capital ? ” . Now, however, in the event the Bank of Italy , the problem seems to be mainly that of ” a hasty choice ” that is likely to be ” very expensive .”
      Boeri will also appeal to the Secretary of the Democratic Party . ” The agenda of Matteo Renzi is not yet clear ,” says the economist , referring to the program of the mayor of Florence and its appeal to the ” observers must ensure that ” in a country that is “the sick man of Europe” ( the ‘ sick man , ed) arrives just as , at the same table , the financier David Serra , a friend and supporter of Renzi, wonders about the real function of banks. “Their job is to lend money, but in the last five or six years, lenders have only lost money . So, now , there’s more money to finance , “says Serra. ” But , after all, doing business in Italy is a nightmare ” and ” Italy of the bank board so ‘ old people ‘ who do not fall into any international standard ” should perhaps go back to the real economy to revive .
      And we add : not to be born , but to re-establish the system , after compensation for the ill-gotten gains and ill- gained their leaders. Thanks Boldrini , nice lady came out of nowhere (at least politically) .

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: