L’AUGURIO DEI GRILLI PARLANTI DEL DOLO È: SIAMO GLI APOSTOLI DELLA COSTITUZIONE.

 

 

Il disegno del governo Letta-Napolitano di riformare la costituzione, fino a recepirvi554147_185533344964372_1357345217_n copia i principi del mercato libero e ottemperare agli ordini dei tecnocrati europei continua, spavaldo, convinto di avere sotto i piedi un popolo imbelle e, soprattutto, ignorante. Letta ha detto:

“Mancare anche questa volta l’obiettivo della revisione della II parte della Costituzione sarebbe fatale per il rilancio delle potenzialità e del progresso della nazione”. Le riforme “come il superamento del bicameralismo paritario, lo snellimento del parlamento, la semplificazione, in chiave di linearità e di certezza dei tempi, del processo legislativo, o come la revisione del Titolo V varato nel 2001, sono convinto siano ormai questioni vitali per la funzionalità e il prestigio del nostro sistema democratico, per il successo di ogni disegno di rinnovato sviluppo economico, sociale e civile del nostro paese nel tempo della competizione globale”.

Senza queste riforme, Napolitano ha minacciato le sue dimissioni, chieste da molti, ma che sottendono una minaccia dell’alta finanza mondiale che incombe sull’italia grazie al falso perpetrato con il Trattato Fiscale, firmato – lo ricordiamo – da Monti.

Di quale progresso parlano? Di fare un salto indietro di due secoli e più, facendo nuovamente trionfare lo Stato liberale (non significa Libertà) sullo Stato Sociale? Di tornare ai secoli bui? Ipocrisia pura! Di queste riforme: superamento del bicameralismo paritario, snellimento del parlamento si parla da decenni nel concordo di tutti; ma sono solo Cavalli di Troia! La vera riforma che vogliono è un’altra: Nei piani del governo Letta-Napolitano, lo smontaggio pezzo a pezzo della Costituzione è un cardine. E’ il vero obbiettivo della loro politica. Hanno un solo obbiettivo: ridurre la Costituzione e i suoi sacrosanti principi fondamentali dello Stato Sociale a quel tradimento che porta il nome di Trattato di Lisbona. E’ scritto nel trattato: gli Stati vi devono avvicinare le proprie legislazioni! Non è facile combattere contro la dittatura – per ora, finanziaria, instaurata dal “Nuovo Ordine Mondiale” e dobbiamo armarci di tempo e pazienza.

Ma in questa prima metà di dicembre, alla Camera, c’è stato un altro importante risultato della nostra battaglia politica ritardatrice e l’art. 138, venuti a mancare i voti del PDL, ha superato, indenne, il terzo passaggio del testo di modifica. È pericoloso toccare quell’articolo. Senza la sua procedura garantista, i principi fondamentali, prima di tutti quello lavoristico, perderebbero il valore giuridico che obbliga il legislatore al loro rispetto, per degradare a semplici principi morali.

Noi Grilli Parlanti siamo partiti da qui per dare concretezza alla strada cominciata insieme nei meetup. Il senso del nostro attivismo non è mai stato costruire una carriera in un partito o in un nuovo movimento politico. Il senso è stato ed è di rimettere al centro la Costituzione. Divulgarla, farla diventare, come è, la vera legge; farla sentire comune e condivisa dalla più ampia parte della popolazione possibile. Impresa ardua, ma non impossibile, giusta e imprescindibile. Ai meetup che ci hanno accolto nelle loro serate va il nostro caloroso riconoscimento. Agli altri diciamo: fate dei nostri argomenti, il frutto di un’elaborazione e di confronto collettivo. A noi dico: affianchiamo gli attivisti dei meetup perché nei banchetti si possa parlare di Costituzione. Da soli, o in piccolissimi gruppi. Organizziamoci per puntare a questo obbiettivo e, con la primavera, proponiamoci in tutte le piazze di ogni città e di ogni paese. Con la Costituzione e i Trattati capestro dell’Europa in mano, da leggere ad alta voce, e a discutere con chi mostra interesse. Spieghiamo, raccontiamo, proponiamoci, soprattutto, convinciamoci di essere l’unica via di uscita praticabile per la crisi culturale, economica e politica che fa sprofondare il nostro paese.

Siamo gli apostoli! Diamo fiducia ad un percorso che ci darà forza e consistenza. Siamo tenaci nel pensare che i temi che legano gli articoli della Costituzione sono gli unici temi della Politica. Perché se la Politica non si occupa di lavoro, giustizia sociale, redistribuzione della ricchezza, salute, scuola, cultura, pace allora non è più politica e diventa l’impegno di chi vuole conservare i propri privilegi e si spende per quelli delle caste o delle corporazioni che lo sostengono a costo di camminare sulla sofferenza di un intero Paese.

L’augurio mio per il 2014 è: Torneremo in piazza a leggere i principi della Costituzione.

La mia preghiera, se un Dio sedesse un giorno a me vicino, è: fai di noi un fiume! carezzeremo le nostre rive, faremo germogliare la nostra gente!

Auguri a noi tutti

Mario Donnini

“La nostra arma è la cultura, la nostra nemica è l’ignoranza”

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